FIT-CISL Salerno su aumento pedaggi A3: "Colpo al cuore del trasporto merci"
"Le conseguenze di questa scelta rischiano di essere devastanti per un settore già fragile"
Redazione Irno24 03/01/2026 0
La FIT CISL di Salerno esprime forte preoccupazione per l’annunciato aumento dei pedaggi autostradali sulla A3, in particolare per i mezzi pesanti, misura che rischia di avere gravi ripercussioni sull’intero comparto del trasporto merci e sulla tenuta occupazionale del settore logistico. Le aziende di trasporto, già duramente provate dall’aumento dei costi energetici, dalla concorrenza estera e da una rete infrastrutturale spesso inadeguata, si troveranno ora a fronteggiare un ulteriore aggravio economico che potrebbe compromettere la loro sostenibilità.
Sulla questione interviene Massimo Stanzione, Segretario di Salerno della FIT CISL, con delega Regionale al settore merci e logistica: "L’aumento rappresenta un duro colpo per le imprese di trasporto merci, che operano quotidianamente su questa arteria fondamentale per la mobilità del Mezzogiorno. Le conseguenze di questa scelta rischiano di essere devastanti per un settore già fragile, con ricadute dirette sui lavoratori, che potrebbero subire tagli, riduzioni di orario o peggioramento delle condizioni contrattuali. Chiediamo alle istituzioni un’immediata riflessione sulle implicazioni di tale provvedimento e l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze del settore e dei lavoratori".
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È una proposta che non divide, ma unisce. Non è contro le imprese, ma a favore di quelle che ogni giorno investono nella legalità, nella qualità del lavoro e nella tutela delle persone. Sono proprio queste aziende che oggi subiscono la concorrenza sleale di chi continua a comprimere i costi, risparmiando sulla formazione e sulla sicurezza. Le recenti attività ispettive dell’Ispettorato del Lavoro e delle Forze dell’Ordine nella provincia di Salerno, culminate con la sospensione di 7 cantieri, si aggiungono ai numerosi controlli effettuati negli ultimi mesi su altri cantieri del territorio.
Le violazioni accertate confermano che il problema non è la mancanza di norme, ma la loro effettiva applicazione. Tra le irregolarità riscontrate continua a emergere la mancata formazione dei lavoratori, proprio mentre il D. Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro l’obbligo di garantire una formazione adeguata prima dell’inizio dell’attività lavorativa. La formazione non può essere considerata un semplice attestato da esibire durante un controllo. È il primo presidio di sicurezza. Vale un principio che dovrebbe guidare ogni scelta: chi conosce il pericolo è nelle condizioni di evitarlo. Un lavoratore formato riconosce i rischi, utilizza correttamente i dispositivi di protezione e contribuisce a rendere più sicuro l’intero cantiere".