Il trequartista Emanuel Vignato dal Pisa alla Salernitana

Il calciatore approda in granata con la formula del prestito, indosserà la maglia numero 55

Redazione Irno24 01/02/2024 0

"L’U.S. Salernitana 1919 comunica - attraverso il proprio sito - di aver raggiunto l’accordo con il Pisa Sporting Club 1909 per il trasferimento, a titolo temporaneo, con diritto di riscatto, del centrocampista classe ’00 Emanuel Vignato. Il calciatore indosserà la maglia numero 55". Vignato dovrebbe rappresentare, tatticamente, il sostituto di Cabral come uomo agile e tecnico sulla trequarti.

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Redazione Irno24 30/05/2020

30 Maggio 1994, un colpo di pistola squarcia il cuore di Ago e dei salernitani

Ore 8.50 del 30 maggio 1994, un botto secco sconvolge la serenità del complesso di villini ubicati in via De Angelis a Santa Maria di Castellabate: Agostino Di Bartolomei si è appena tolto la vita con un colpo al cuore, sparato con la sua Smith & Wesson calibro 38. La famiglia piomba nel dramma, un fremito di disperazione scuote i salernitani e tutto il mondo del calcio.

Nessuno sa spiegarsi i motivi di un gesto del genere, almeno fino a quando Marisa De Santis, consorte del grande Ago, scopre un biglietto in cui il marito spiega a chiare lettere di essere entrato in un tunnel, di essere stato emarginato da quel mondo (il calcio) che tanto gli aveva dato e da lui tanto aveva ricevuto. Sembra sia andato male il progetto di costruzione di un centro sportivo per giovani calciatori.

In effetti, l’ultima soddisfazione Agostino se la toglie proprio a Salerno, condottiero di una squadra dal grande carattere che conquista la serie B nel 1989/90. Di quella compagine, allenata dal pragmatico Ansaloni, Di Bartolomei è il faro, il punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E’ uno che non molla mai, disposto a mettere fra parentesi un passato glorioso nella Roma di Liedholm e di calarsi con umiltà nella mediocre terza serie. La sfida è vinta, non a caso il gol promozione nel match di Brindisi porta la sua firma: classico destro forte e preciso dal limite e la sfera si insacca nell’angolino.

Nella Capitale, il Barone svedese lo vede “regista difensivo”, una sorta di libero con licenza di impostare il gioco dalle retrovie. Con i piedi sopraffini e la testa che si ritrova, Ago ricopre il ruolo con grande classe e disciplina; qualche metro più avanti giostra Falcao, a completare un mix di micidiale efficacia. La Roma ’82/’83 trionfa davanti alla Juve, il mito di Ago decolla. I tifosi sono tutti per lui. La jella, però, è dietro l’angolo e il 30 maggio 1984 (sinistra coincidenza con la data della morte) i giallorossi perdono ai rigori la Coppa Campioni nella drammatica finale giocata proprio a Roma contro il Liverpool. Qualcosa si incrina nello spogliatoio e la società cede Di Bartolomei al Milan (dove ritroverà Liedholm) per improbabili esigenze di bilancio.

Agostino non perde la calma e la signorilità, continua ad essere un modello di riferimento a livello tecnico/tattico (i suoi lanci sono un marchio di fabbrica) e disciplinare (le sue rare rimostranze agli arbitri sono civilissime e pacate, accompagnate da quella postura inequivocabile con le mani ben raccolte dietro la schiena). In Lombardia rimane 3 anni, poi con l’avvento di Sacchi – che predilige un gioco rapido e ritiene sorpassati i liberi vecchio stampo – si accasa a Cesena.

Nel 1988, a 34 anni, il clamoroso approdo alla Salernitana di don Peppino Soglia. Ma non sono rose e fiori dall’inizio, perchè il tecnico Pasinato lo mette addirittura fuori squadra preferendogli Dalla Costa, onesto mestierante della categoria. Lamberto Leonardi, subentrato a Pasinato, lo reintegra e Giancarlo Ansaloni, mister della promozione, gli affida l’anno dopo le chiavi della regia. Ago disputa un torneo strepitoso, siglando – come detto – il gol storico di Brindisi.

Sono passati 26 anni da quella morte assurda, ma nell’animo di chi lo ha amato risuona ancora il grido “Oh Agostinooo, Ago-Ago-Ago-Agostinooo”…

in collaborazione con natialvestuti.it

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Redazione Irno24 08/10/2024

Lancio di petardi al "Barbera", ammenda soltanto alla Salernitana

Il Giudice Sportivo ha comminato un'ammenda di € 10.000,00 alla Salernitana "per avere suoi sostenitori, al 2° ed al 3° del primo tempo, lanciato due petardi in un settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS".

Piuttosto singolare che un provvedimento analogo non abbia riguardato anche il Palermo, dal momento che il lancio di petardi si è verificato anche in senso opposto, cioè da parte dei supporters rosanero nei confronti di quelli granata, sia prima che durante l'incontro.

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Redazione Irno24 16/02/2023

Salernitana, Sousa carico: "Spirito squadra e spinta città per superare sfide"

"Sono felice di essere il nuovo allenatore della Salernitana e di tornare in un Paese dove mi sento a casa. Con il duro lavoro, lo spirito di squadra e la spinta della città possiamo superare ogni sfida.

Con il coraggio e il compromesso di tutti, insieme alla passione dei nostri tifosi, sono sicuro che vivremo delle gioie. Non vedo l'ora di giocare la prima partita e di essere con i tifosi per dimostrare di che pasta è fatta la Salernitana". Lo scrive sui social Paulo Sousa, che ha sostituito Davide Nicola.

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