Incalza la truffa telefonica del curriculum, i consigli della Polizia Postale

Mai comunicare dati personali su richieste ricevute tramite messaggi, email, al telefono

Redazione Irno24 12/04/2025 0

Le strategie utilizzate per rendere credibili le nuove truffe telefoniche - fa sapere la Polizia Postale - mirano a superare la naturale diffidenza degli utenti verso numerazioni internazionali e contatti sconosciuti, utilizzando nomi presenti in rubrica e utenze con prefisso +39. “Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum”. Rispondendo a una chiamata proveniente da un numero di cellulare con prefisso italiano, una voce registrata invita l’utente ad avviare una conversazione in chat per un’inattesa proposta di lavoro.

“Ciao! Per favore votate... è la figlia della mia amica, il premio principale è una borsa di studio”. In questo caso il messaggio arriva su WhatsApp, contiene un link da cliccare per partecipare al concorso e soprattutto è stato inviato da un contatto presente in rubrica. La proposta potrà sembrare invitante e il messaggio del nostro amico innocuo.

Al contrario, cliccando su link fraudolenti e comunicando i nostri dati personali, cybercriminali senza scrupoli possono accedere ai contatti presenti in rubrica, impadronirsi dei nostri account, rubare la nostra identità per commettere altre truffe. Non comunicare mai dati personali su richieste ricevute tramite messaggi, e-mail, al telefono. Proteggi i tuoi device da virus e malware. Non cliccare su link e non aprire allegati senza aver verificato l’autenticità della comunicazione.

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Redazione Irno24 20/10/2020

Coldiretti, via libera carne finta inganna 9 italiani su 10

La carne finta inganna più di 9 italiani su 10 (93%) che non seguono un regime alimentare vegetariano o vegano. E’ quanto emerge da un'analisi di Coldiretti su dati Eurispes in riferimento al voto del parlamento europeo sull’abolizione del divieto di definire carne qualcosa che non arriva dal mondo animale, ma che nasce invece da un mix di sostanze vegetali, spezie, coloranti ed esaltatori di sapore.

I consumatori rischiano così di trovare sugli scaffali e di mettere nel carrello della spesa finti hamburger con soia, spezie ed esaltatori di sapore o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti grazie alla possibilità - evidenzia Coldiretti - di utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani o vegani con l’unico limite di specificare sull'etichetta che tali prodotti non contengono carne.

“Una strategia di comunicazione subdola con la quale si approfitta deliberatamente della notorietà e tradizione delle denominazioni di maggior successo della filiera tradizionale dell’allevamento italiano con il solo scopo di attrarre l’attenzione dei consumatori, rischiando di indurli a pensare che questi prodotti siano dei sostituti, per gusto e valori nutrizionali, della carne e dei prodotti a base di carne” afferma il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

La carne ed i prodotti a base di carne fanno parte della dieta tradizionale dei nostri territori e regioni - afferma Coldiretti - le cui ricette tramandate nei secoli appartengono di fatto al patrimonio gastronomico italiano e permettere a dei mix vegetali di utilizzare la denominazione di carne significa favorire prodotti ultra-trasformati con ingredienti frutto di procedimenti produttivi molto spinti dei quali, oltretutto, non si conosce nemmeno la provenienza della materia prima visto che l’Unione Europea importa ogni anno milioni di tonnellate di materia prima vegetale da tutto il mondo.

Il marketing delle imitazioni può creare confusione sui valori nutritivi dei prodotti, per questo il dibattito sulla denominazione della carne non è un attacco ai prodotti vegetali ma una battaglia per la corretta informazione al consumatore.

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Redazione Irno24 06/03/2024

Garza dimenticata nel cuore, interdetti primario ed equipe al Ruggi di Salerno

I Carabinieri del NAS di Salerno hanno eseguito un'ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva, disposta dal G.I.P., su richiesta della Procura, nei confronti di E.C., Direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia dell'Ospedale Ruggi di Salerno, nonchè di G.D.N., F.P., P.T. e A.P., sanitari in servizio presso la medesima A.O.U. e componenti dell'equipe presieduta e coordinata dal Primario e primo operatore, il già citato E.C., in occasione dell'intervento di sostituzione valvolare aortica con bioprotesi e rivascolarizzazione coronarica, cui il sig. U.M. venne sottoposto nel dicembre 2021.

[...]

Il G.I.P. ha ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei cinque indagati, applicando la misura del divieto di esercizio della professione medica, inibendo loro ogni attività medica e tutte le attività ad esse inerenti, fra i 6 e i 12 mesi. Le responsabilità sono state articolate dal Giudice su quattro profili di colpa: il primo è riferibile alle modalità di preparazione dell'intervento; il secondo alle scelte in ordine all'esecuzione; il terzo alle modalità di esecuzione, con particolare riferimento all'abbandono di un lembo di garza nel corpo della vittima; l'ultimo è relativo alle modalità con le quali, accertato nell'immmediatezza l'evento avverso, lo stesso fu gestito dai medici.

[...]

Sotto il profilo strettamente operatorio, l'inatteso riscontro da parte dell'equipe di un'estesa calcificazione dell'aorta ascendente, avrebbe dovuto suggerire, secondo le linee guida, di sospendere l'intervento, laddove, secondo l'ordinanza, E.C. e l'equipe completarono l'operazione, ignorando o sottovalutando i rischi connessi alla necessità di manipolare un cuore provato da un infarto recente e gravato da una disfunzione.

L'ordinanza cautelare ha evidenziato che, concluso l'intervento di sostituzione valvolare aortica, dopo la chiusura del miocardio, era dimenticato un lembo di garza di 8 cm, omettendo di rimuoverlo dal ventricolo sinistro, così lasciandolo migrare alla ripartenza dell'attività cardiaca, e, dunque, alla ripresa del flusso ematico nell'aorta, e, senza soluzione di continuità, nella biforcazione aorto-iliaca, dove veniva rinvenuto in sede autoptica.

Gli accertamenti necessari e possibili per un immediato rinvenimento del lembo smarrito non sarebbero stati compiuti, ma sarebbero stati sostituiti da accertamenti inefficaci e gravemente stressanti per il paziente, con licenziamento dello stesso dalla sala operatoria nonostante il mancato colposo rinvenimento ed estrazione del lembo di garza e con collocamento in sala di rianimazione, dove avveniva l'exitus.

[...]

L'ordinanza cautelare ha evidenziato l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di E.C. anche in relazione al delitto di falso ideologico aggravato, ricavati dalle dichiarazioni dei colleghi e dalla mancanza di alcuna traccia nella documentazione sanitaria redatta a cura del Primario dell'effettiva scansione temporale verificatasi in sala operatoria dalle ore 16:00, epoca del mancato colposo rinvenimento della garzina, alle ore 24:00 circa, quando il paziente veniva licenziato in rianimazione. Il quadro indiziario dovrà trovare conferma nei successivi gradi di giudizio, nei quali gli indagati potranno articolare le loro difese, rimanendo ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.

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Redazione Irno24 10/04/2021

Operai senza casco a Matierno, l'affondo Filp Cisal: "Si continua a trascurare sicurezza"

"Non sono bastate cinque vittime sui luoghi di lavoro in questi primi mesi del 2021 in provincia di Salerno. Mentre in prefettura si 'gioca' a fare i simposi sul nulla, le istituzioni non fanno rispettare le più elementari norme di sicurezza sui luoghi di lavoro alle aziende a cui affidano le proprie attività di manutenzione. Succede ancora una volta a Salerno, dove il Comune autorizza altri lavori alla pubblica illuminazione in totale insicurezza.

In piena emergenza sanitaria, con il lavoro che andrebbe salvaguardato, si tratta di uno schiaffo ai tanti operai messi a rischio da una politica scellerata. Spero che i dirigenti della Prefettura si sveglino da questa fase di perenne stand-by, iniziata con la pandemia, e facciano qualcosa di concreto. Bene le misure sulle vaccinazioni Covid e le attività per frenare i contagi in provincia. Ma esiste anche chi va avanti con difficoltà, chi ha ancora un lavoro ed è costretto a operare in condizioni davvero indegne".

Così Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale, denuncia il caso di un operaio sprovvisto di caschetto di protezione mentre è intento a lavorare a diversi metri di altezza per la manutenzione alla rete di pubblica illuminazione a Salerno, in via degli Etruschi, nella frazione Matierno.

“Sarò ripetitivo, ma spero che il sindaco e l’intera classe politica che amministra il Comune di Salerno possano prendere le distanze da un’immagine che nel 2021 fa davvero rabbrividire - ha detto - Celebriamo le vittime di incidenti sul lavoro e poi non evitiamo che si operi senza le più elementari norme di sicurezza. So già che sentiremo usare il solito politichese che il Comune non ha responsabilità e che è colpa della ditta.

Per questo mi auguro che il sindaco Napoli possa chiedere la revoca dell’appalto per quella che deve ritenersi una grave inadempienza. Per l’emergenza sanitaria non si possono tralasciare il resto dei problemi. Infine, mi chiedo anche cosa stia facendo l'opposizione in consiglio comunale. Al netto delle tribune politiche a pagamento, dove pontificano cercando di giocare al 'Monopoli' per le prossime elezioni, la loro presenza è impalpabile. E questo i salernitani lo hanno capito".

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