Procedura di raffreddamento, sindacati incontrano Busitalia Campania

"L'atteggiamento dell'azienda dimostra una totale mancanza di rispetto per i diritti dei lavoratori"

Redazione Irno24 27/11/2024 0

I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro, in merito alle problematiche oggetto di procedura di raffreddamento ("personale non idoneo, personale posto in aspettativa, personale tecnico"), si sono incontrate con l’azienda Busitalia Campania al fine di comprendere il modus operandi nei confronti dei lavoratori sopra citati.

L’azienda ha espresso tutte le sue motivazioni, ritenute poco credibili, nel porre operatori non idonei in ferie d’ufficio e a mantenere in sospensione preventiva lavoratori che potrebbero essere ricollocati sia alla guida che in altre mansioni, calpestando totalmente la loro dignità di lavoratore. Tale atteggiamento, ritenuto intransigente, non fa altro che dimostrare una totale mancanza di rispetto per i diritti dei lavoratori. Inoltre, si ritiene assolutamente indispensabile un confronto costruttivo anche in merito alle ulteriori tematiche.

Questa situazione non è più tollerabile e richiede un intervento immediato per garantire la dignità e la sicurezza occupazionale di tutti i dipendenti coinvolti. Le organizzazioni sindacali continueranno a lottare con determinazione per la tutela dei diritti dei lavoratori e per ottenere le giuste risposte da parte dell’azienda. È fondamentale che Busitalia Campania comprenda l’importanza di un dialogo che tenda a soluzioni concrete per il benessere dei lavoratori.

NOTA STAMPA CONGIUNTA DEI SINDACATI CITATI ALL'INIZIO DELL'ARTICOLO

 

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Redazione Irno24 19/08/2026

Sgominata rete per truffe agli anziani, operazione anche nel salernitano

"Fumo del Vesuvio 2" è il nuovo filone d’inchiesta dell’operazione che, nel marzo 2025, aveva permesso di arrestare 10 soggetti e denunciarne altri 29 per il reato di associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di truffe agli anziani anche con il metodo del "finto Carabiniere". Nell’operazione di oggi dell'Arma, nelle province di Napoli, Caserta, Isernia e Salerno, 3 soggetti (i vertici del gruppo smantellato) sono stati colpiti da Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, ad altri 3 è stato notificato l’obbligo di dimora nel comune di residenza, ulteriore 10 sono stati denunciati.

L'indagine fu avviata all’inizio del 2025, a seguito di un tentativo di truffa sventato ad Aurisina (TS) il 25 gennaio e ad una truffa consumata poche ore dopo a Muggia (TS) dal medesimo autore, un giovanissimo subito individuato dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trieste, supportati anche dai colleghi di Torino. In breve, i Carabinieri, sulla scorta della prima inchiesta "Fumo del Vesuvio", sono giunti all’individuazione di una consolidata struttura criminale, radicata nei quartieri del centro storico e dell’area orientale di Napoli, con ramificazioni nei comuni della periferia nordorientale e dell’area vesuviana, riuscendo ad identificare i capi e promotori del sodalizio (custodia cautelare), nonché la principale manovalanza, individuandone rango e ruolo all’interno della gerarchia malavitosa.

Gli elementi di convergenza con la precedente operazione "Fumo del Vesuvio", tra i quali l’origine campana dei soggetti individuati, hanno consentito da subito di allargare ulteriormente il quadro investigativo con il coinvolgimento dell’Arma di Napoli, che ha fornito una collaborazione fondamentale in termini di informazioni e supporto. Proprio questo ulteriore passo in avanti ha consentito di individuare ulteriori soggetti, ma soprattutto di scoprire, e in alcuni casi di prevenire, truffe perpetrate in tutta Italia, sicuramente in Friuli, ma anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e la stessa Campania, con l'arresto di 5 persone e il recupero della refurtiva.

Complessivamente, al momento, comprese le misure cautelari odierne, sono stati arrestati 8 soggetti, altri 19 denunciati in stato di libertà, scoperte 18 truffe e recuperati circa 50.000 euro di proventi. Le indagini hanno acclarato l’esistenza di una strutturata di tipo piramidale, che vede alla base gli esattori, al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori. I telefonisti sono ubicati in località remote (in particolare nel centro storico della città di Napoli), mentre gli esattori operano in loco per l’accaparramento dei proventi dei delitti. Accanto a questi, sono presenti altre figure che si occupano del procacciamento di SIM telefoniche intestate fittiziamente a persone ignare, del noleggio di autoveicoli, della ricettazione dei preziosi, del reclutamento di "manodopera" occasionale e di ogni altro aspetto di carattere logistico.

Dimostrata la connotazione associativa del sodalizio criminoso, il cui capo indiscusso è stato identificato in un 30enne, originario di Casalnuovo (NA) ma da tempo trapiantatosi nel quartiere Barra di Napoli, che si avvaleva della stretta collaborazione di altri soggetti già indagati o condannati per fattispecie di reato associative, finalizzate alla commissione di truffe ad anziani. Questi sodalizi non agiscono in modo improvvisato, ma sono strutturati come vere e proprie "aziende" del crimine. Molte di queste organizzazioni hanno una "centrale operativa" stabile (frequentemente basata nel Napoletano), dalla quale coordinano colpi in trasferta su tutto il territorio nazionale.

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Redazione Irno24 16/01/2022

Locatelli (Cts): "Evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica"

Notizie incoraggianti, sul fronte pandemia, arrivano dal coordinatore del Cts, Franco Locatelli. Sebbene l'incidenza delle infezioni e la pressione sugli ospedali siano elevate, Locatelli ha parlato di "evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica, in linea con quanto osservato in altri Paesi". E ha aggiunto: "La crescita percentuale dell'ultima settimana è stata inferiore alla precedente".

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Redazione Irno24 02/03/2022

Omicidio Borsa, Strianese: "Determinati a imprimere modelli culturali diversi"

Ieri a Pontecagnano Faiano è stata uccisa dal suo ex fidanzato Anna Borsa, una ragazza di 30 anni, mentre lavorava nel negozio di parrucchiere in via Tevere, dove si recava ogni mattina alle 8,30. L’uomo le ha sparato alla testa e ha ferito un’altra persona davanti a testimoni. La sua fuga è stata breve, infatti è stato arrestato in autostrada dopo poche ore.

“Lo aveva lasciato lo scorso luglio – afferma il Presidente della Provincia, Michele Strianese – questa è stata la colpa imperdonabile di Anna agli occhi del suo ex che diceva di amarla. Una relazione ossessiva, esasperata dalla gelosia e possessività di lui nei suoi confronti, della quale Anna aveva deciso di liberarsi. Non ce la faceva più.

Lei di professione parrucchiera, sempre sorridente, era una ragazza semplice, solare, che amava il mare e uscire con gli amici. Bellissima, capelli neri e occhi azzurri, voleva soltanto essere lasciata in pace. A pochi giorni dall’8 marzo, ancora una volta purtroppo ci troviamo a piangere per una donna uccisa 'per amore', perché un uomo non sa accettare la fine di una relazione come se la sua compagna fosse di fatto una sua proprietà. È terribile e insostenibile”.

“Non ci sono parole - dichiara la consigliera provinciale Filomena Rosamilia - solo tanto dispiacere e immensa rabbia. L'ennesima brutta pagina di cronaca nera che macchia la nostra provincia, il nostro Paese. Un gesto che va condannato senza se e senza ma, per onorare questa giovane trentenne che aveva il diritto di vivere, di sognare e di essere felice”.

“Siamo sconvolti - conclude Strianese - ma determinati a imprimere modelli culturali diversi, perché non si ripetano più questi crimini e nessuna altra forma di violenza nei confronti delle donne. A nome mio e di tutta l’Amministrazione provinciale ci stringiamo alla famiglia, agli amici di Anna e a tutta la comunità di Pontecagnano, il cui Sindaco Giuseppe Lanzara ieri ha proclamato il lutto cittadino".

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