Report "Mal'aria" di Legambiente, città campane non raggiungono la sufficienza

Una pagella stilata in base agli ultimi 5 anni

Redazione Irno24 30/09/2020 0

Che aria si respira nelle città italiane e che rischi ci sono per la salute? Di certo non tira una buona aria e con l’autunno alle porte, unito alla difficile ripartenza dopo il lockdown in tempo di Covid, il problema dell’inquinamento atmosferico e dell’allarme smog rimangono un tema centrale da affrontare.

A dimostrarlo sono i nuovi dati raccolti da Legambiente nel report Mal’aria edizione speciale nel quale l’associazione ambientalista ha stilato una “pagella” sulla qualità dell’aria di 97 città italiane sulla base degli ultimi 5 anni – dal 2014 al 2018 – confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2.

Limiti quelli della OMS che hanno come target esclusivamente la salute delle persone e che sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2) e il quadro che emerge dal confronto realizzato da Legambiente è preoccupante: solo il 15% delle città analizzate ha la sufficienza contro l’85% sotto la sufficienza.

Delle 97 città di cui si hanno dati su tutto il quinquennio analizzato (2014 – 2018) solo l’15% (ossia 15) raggiungono un voto superiore alla sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6). Città campane tutte al di sotto della sufficienza: Avellino voto 4, Salerno, Napoli, Caserta e Benevento voto 3.

IL REPORT COMPLESSIVO

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 16/03/2022

Salerno Pulita proroga di 10 giorni l'avviso per i "facilitatori"

E’ scaduto ieri, martedì 15 marzo, l’avviso di indagine pubblicato da Salerno Pulita per individuare le associazioni di volontariato da impegnare, per un periodo di due mesi più uno opzionale, nella campagna di comunicazione agli utenti del nuovo sistema di differenziata dei rifiuti. In particolare, per l’introduzione della raccolta porta a porta per il vetro, con la consegna di specifici bidoni carrellati e mastelli, e la distribuzione dei nuovi calendari di conferimento.

L’avviso era finalizzato al raggiungimento di un numero congruo di “facilitatori”, stimato in 96 unità. Ciascuna associazione poteva indicare massimo 10 nominativi. All’avviso hanno risposto sette associazioni: Gruppo Comunale Protezione Civile - Salerno; Associazione Quartiere Ogliara; Organizzazione di Volontariato "Viva Sant’Angelo"; Opera Nazionale Mutilati Invalidi Civili; Associazione Socio Culturale Jovis Onlus; Ecomondo, Diritto ed Ambiente; Rete dei Giovani per Salerno.

A parte la Jovis Onlus, che non ha indicato il numero di volontari e che sarà chiamata ad integrare la domanda di adesione, complessivamente le associazioni hanno dato la loro disponibilità per 45 facilitatori, di cui solo 40 con i titoli richiesti. Per questo motivo, Salerno Pulita ha deciso di prorogare i termini di pubblicazione dell’avviso per ulteriori 10 giorni, specificando che si darà priorità ad eventuali altre associazioni che vorranno aderire, ed in via residuale e proporzionale alle associazioni che hanno già aderito, con possibile sforamento della soglia di 10 operatori per associazioni.

Leggi tutto

Redazione Irno24 01/07/2021

Mare Monstrum 2021, il triste primato della Campania con oltre 4mila illeciti

La pandemia non ferma l’assalto alle coste e ai mari italiani, ancora una volta preda di chi pretende di accaparrarsene “un pezzo” a proprio uso e consumo, incurante delle leggi, della tutela di ambiente e biodiversità e di un patrimonio comune che deve essere adeguatamente difeso nella sua integrità e bellezza.

Sebbene lo scorso anno, quello cruciale della pandemia, abbia fatto registrare una leggera flessione (-5,8% rispetto al 2019) nel numero complessivo di illeciti ai danni del patrimonio marino e costiero (22.248 quelli accertati, una media di 61 al giorno, 2,5 ogni ora), il cemento abusivo continua a spadroneggiare, mentre la pesca di frodo dilaga. E il virus ecocriminale non allenta la sua morsa sulle regioni costiere della Penisola.

In cima classifica del mare illegale 2020, troviamo infatti il ciclo del cemento, rimasto su valori assoluti altissimi (il 42,9% dei reati accertati). Migliori notizie sul fronte degli illeciti legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino, diminuiti dell’11,6% per l’impatto del lungo periodo di lockdown sulle attività economiche, anche se i quasi 7 mila reati accertati nel settore, più di 19 al giorno, pesano sul totale nazionale per il 31%.

Balzo in avanti per la pesca di frodo (il 23,3% dei reati accertati) che ha cercato di “approfittare” della pandemia, come dimostra il numero impressionante di sequestri effettuati: 3.414 contro i 547 del 2019, dagli attrezzi usati illegalmente in mare alle tonnellate di prodotti ittici requisiti. Cresce, in generale, il numero di persone arrestate e denunciate per aggressioni alle coste e ai mari italiani, 24.797 (+24% rispetto al 2019), e quello dei sequestri che hanno toccato quota 8.044 (+9,9%) per un valore di 826 milioni di euro.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’edizione 2021 del dossier “Mare Monstrum”, elaborato da Legambiente su dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Tra le regioni dove si concentra il maggior numero di reati, al primo posto troviamo la Campania (con 4.206 illeciti, il 18,9% di quelli registrati a livello nazionale), seguita da Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria. Alla Campania, “raggiunta” questa volta dal Molise, spetta anche il poco ragguardevole primato nell’incidenza di illeciti per chilometri di costa: 9 i reati accertati per ogni km in entrambe le regioni (tre volte la media nazionale), seguite da Basilicata e Abruzzo.

Il segno meno davanti alla percentuale dei reati accertati nel 2020 non incide, tuttavia, in modo significativo sul trend negativo delle illegalità perpetrate ai danni di mare e coste, sottolinea Legambiente: dal 1999 al 2020, infatti, si sono registrati 378.068 illeciti, di cui 206.532 nelle sole quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, dove si è concentrato il 54,6% del totale nazionale. Un’incidenza che lo scorso anno è cresciuta, arrivando al 55,3% dei reati.

Un capitolo spinoso, anche per il 2020, è rappresentato dalle storie d’ordinario abusivismo edilizio, come evidenzia un altro dato inedito elaborato da Legambiente: quello sulle ordinanze di demolizione degli immobili abusivi eseguite che raggiungono appena il 24,3% nei Comuni costieri. Uno stallo che perdura ormai da troppi decenni, di fronte al quale l’associazione chiede a gran voce che della demolizione dell’abusivismo storico si occupi direttamente lo Stato, nella figura dei prefetti.

IL DOSSIER COMPLETO

Leggi tutto

Redazione Irno24 26/01/2022

A Salerno nuove alberature, ok a riqualificazione ambientale

La Giunta Comunale di Salerno ha approvato il progetto esecutivo di riqualificazione ambientale urbana mediante messa in opera di nuove alberature e ripristino di specie arboree sulla viabilità stradale urbana. Il progetto, redatto dall'Ufficio Verde Pubblico con il supporto di esperti del settore, ha ottenuto un finanziamento regionale pari a 50.000 euro.

A seguito di un’attenta attività di screening dello stato dei luoghi e dell’analisi delle criticità osservate, sono stati individuati gli obiettivi progettuali primari per una rigenerazione volta a ripristinare la morfologia degli spazi e delle aree a verde, la sicurezza per i fruitori, la vivibilità, il decoro. Saranno interessati aree, parchi, piazze e arterie viarie di diversi rioni cittadini per un totale di circa 150 piantumazioni.

Particolare rilevanza alle seguenti attività: completamento di aree e piazze non ancora perfettamente adornate; rigenerazione dei filari delle vie urbane costituiti da alberi ed arbusti di diversa grandezza; ripristino delle formelle vuote già esistenti e la piantumazione di nuove specie autoctone, per colmare le mancanze ora presenti; piantumazione di nuove specie autoctone, per incrementare il patrimonio verde dei parchi urbani.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...