Riapertura bar e ristoranti vale 20 miliardi, lo sostiene Coldiretti

La spesa per pranzi e cene fuori casa prima del Covid era pari al 35% del totale dei consumi

Redazione Irno24 23/04/2020 0

La riapertura di bar e ristoranti ha un effetto valanga sull’agroalimentare nazionale con la ripresa degli acquisti di cibi e bevande che vale almeno 20 miliardi all’anno. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’attesa riapertura delle attività di ristorazione nella seconda metà maggio con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Il lungo periodo di chiusura - sottolinea Coldiretti - sta pesando su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

La possibilità di anticipare le aperture con il via libera alle vendite per asporto rappresenta - continua Coldiretti - una importante opportunità considerato che la food delivery genera da sola un fatturato di 350 milioni di euro con aumenti a due cifre già prima della pandemia. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani.

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Redazione Irno24 27/10/2025

Filt Cgil: "Convinti che l'Aeroporto di Salerno possa soltanto crescere"

"Negli ultimi giorni, l'attenzione dei media è stata catturata da notizie preoccupanti riguardanti presunte difficoltà operative presso l'aeroporto di Salerno. Come Segreteria Filt Cgil, ci teniamo a chiarire la nostra posizione e a ribadire con fermezza il valore del progetto tecnico-operativo attualmente in corso, nonché l'importanza delle relazioni intersindacali attive tra la nostra organizzazione e Gesac. Vogliamo sottolineare che il progetto di crescita infrastrutturale dell'aeroporto sta seguendo puntualmente il cronoprogramma stabilito. Gli eventuali aggiustamenti apportati al programma operativo sono stati effettuati esclusivamente per garantire la sicurezza e il completamento efficiente delle opere infrastrutturali.

Questo approccio, già adottato lo scorso inverno, quando si parlò in modo errato di una possibile chiusura della struttura, rappresenta un ridimensionamento fisiologico che non interferirà, in alcun modo, con la continuità e il percorso di crescita dell'aeroporto. Fin dall'inizio dei lavori di ampliamento, il nostro focus è stato sul decollo definitivo della struttura, con l'ambizioso obiettivo di raggiungere i 4 milioni di passeggeri entro il 2030. Attualmente, l'aeroporto è ancora in una fase di startup, i numeri finora registrati dai passeggeri su diverse rotte evidenziano un potenziale straordinario. Queste statistiche ci confermano che il progetto sta procedendo nella giusta direzione e che ogni giorno di funzionamento contribuisce ad avvicinarci a traguardi significativi.

Ci teniamo pertanto a tranquillizzare tutti i lavoratori aeroportuali e quelli dell'indotto. Siamo convinti che l'aeroporto possa soltanto crescere; le condizioni lavorative potranno migliorare esponenzialmente con il progredire dell'operatività e delle infrastrutture. È fondamentale che tutti i soggetti coinvolti comprendano che la stabilità e lo sviluppo dell’aeroporto sono al centro delle nostre priorità. I lavoratori meritano sicurezza e visibilità, e noi come sindacato siamo qui per sostenere questi diritti".

Lo scrivono Gerardo Arpino, Segretario Generale Filt Cgil Salerno, e Gianluca Petrone, Responsabile Dipartimento trasporto aereo Filt Cgil Salerno.

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Redazione Irno24 29/01/2026

Confesercenti Salerno: "Estinzione piccoli negozi, serve rigenerazione urbana"

"I piccoli negozi sono in via di estinzione, ma aumentano le superfici medie di vendita. E' una trasformazione evidente, perché chi regge la crisi sono i grandi gruppi anche di provenienza estera, che abbattono i costi e possono affrontare la crisi persistente dal pre-pandemia; il piccolo esercente, compresso tra regime fiscale altissimo, fitti alle stelle e burocrazia, deve chiudere bottega.

I grandi esercizi di vendita o quelli medi strutturati con maggiore accesso al credito possono diversificare l'offerta, competere con i giganti del web per offerte dedicate (elettronica), avendo anche però la valenza del negozio fisico, molto significativa per il consumatore per capire la qualità dei prodotti. Nell'abbigliamento prezzi bassi a scapito della qualità, ma grande scelta e competizione con vetrine ben allestite in luoghi dello shopping.

Tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%, grazie all’allargamento della dimensione media dei punti vendita, passata da circa 117 a 144,5 metri quadrati, un balzo del +23,8%. Un processo di ristrutturazione trainato dalla convergenza verso il formato medio: diminuiscono botteghe e micro-negozi e, allo stesso tempo, si ridimensionano le maxi-superfici del retail.

La trasformazione non è indolore, soprattutto per l’imprenditoria indipendente. Bisogna puntare alla rigenerazione urbana perchè in alcuni contesti, anche qui nel salernitano, avere piccoli negozi di quartiere diventa indispensabile per attrarre flussi di turismo legati all'escursionismo o alla stagionalità e contrastare la desertificazione urbana".

Lo scrive Raffaele Esposito, presidente di Confesercenti Salerno.

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Redazione Irno24 07/04/2021

Anche da Salerno l'appello Fipe Confcommercio: "Vanno riformati i ristori"

"I contributi a fondo perduto ricevuti tra il 2020 e il 2021 dai titolari di bar e ristoranti sono stati ritenuti poco o per nulla efficaci dall’89,2% degli imprenditori, con 8 titolari su 10 che si sono visti ristorare il 10% circa di quanto perso lo scorso anno.

Una bocciatura che non può non essere presa in considerazione nel momento in cui si andranno a definire le modalità di erogazione dei sostegni che verranno distribuiti in seguito al prossimo scostamento di bilancio, annunciato in 20 miliardi di euro. Siamo consapevoli dello sforzo enorme fatto dal precedente governo per dare risposte ai titolari dei pubblici esercizi, in una situazione di pandemia, ma non possiamo nasconderci che le misure non sono state minimamente sufficienti. È importante dare aiuti di maggiore intensità a chi ha perso fatturato perché è stato costretto a chiudere".

Così Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, nel corso dell’audizione informale davanti alle Commissioni V e VI del Senato, riunite in sessione congiunta in vista della conversione in legge del Dl Sostegni.

Da Salerno, non tardano a dare manforte le considerazioni di Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Campania nella sede territoriale: "È chiaro che la sopravvivenza di bar e ristoranti non passa per i sostegni passati e futuri che il Governo ha previsto e che si sono rivelati insufficienti e non adeguati a ristorare le perdite subite. Ciò che serve alle imprese, dopo 14 mesi di blocco delle attività, è riprendere a lavorare in sicurezza.

La vita sociale sembra scorrere tranquillamente anche in zona rossa, senza applicare il rigore dimostrato per commercianti, ristoratori, imprese del turismo e via dicendo. Questo paradosso ha determinato le più disparate reazioni, ma tutte mosse dalla disperazione ed accomunate dall’intenzione di riaprire le attività, tra gli esponenti delle diverse categorie commerciali che non riescono più a sostenere il prolungamento della chiusura dopo le festività pasquali".

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