Riapertura bar e ristoranti vale 20 miliardi, lo sostiene Coldiretti
La spesa per pranzi e cene fuori casa prima del Covid era pari al 35% del totale dei consumi
Redazione Irno24 23/04/2020 0
La riapertura di bar e ristoranti ha un effetto valanga sull’agroalimentare nazionale con la ripresa degli acquisti di cibi e bevande che vale almeno 20 miliardi all’anno. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’attesa riapertura delle attività di ristorazione nella seconda metà maggio con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Covid-19.
Il lungo periodo di chiusura - sottolinea Coldiretti - sta pesando su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.
La possibilità di anticipare le aperture con il via libera alle vendite per asporto rappresenta - continua Coldiretti - una importante opportunità considerato che la food delivery genera da sola un fatturato di 350 milioni di euro con aumenti a due cifre già prima della pandemia. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani.
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Il Comune di Salerno ha aderito ufficialmente al TTG in programma a Rimini dal 13 al 15 ottobre a Rimini. La manifestazione, che si svolgerà in presenza nel rispetto delle normative anti Covid, è una delle più importanti fiere turistiche italiane ed internazionali.
L'evento favorisce l'incontro tra l'offerta e la domanda turistica che finalmente - dopo la fase più acuta della pandemia - mostra segnali di ripresa importanti tanto per il mercato italiano quanto per il mercato straniero.
Il Comune di Salerno sarà impegnato a presentare ai buyers italiani e stranieri il meglio della propria offerta turistica a cominciare dalle attesissime Luci d'Artista, uno degli appuntamenti top del calendario turistico invernale.
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Coldiretti, da agroalimentare 1 milione di posti in 10 anni con svolta "green"
L’agroalimentare può offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale da sostenere con il Recovery plan. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’occupazione, che evidenziano la sostanziale tenuta dell’agricoltura nonostante la pesante crisi provocata dalla pandemia Covid.
“Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà, dai cereali all’allevamento, fino all’olio di oliva, sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati dalla Coldiretti per la crescita sostenibile del Paese” afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare che “l’Italia deve ripartire dai suoi punti di forza”.
Basti pensare che in controtendenza rispetto all’andamento generale nel 2020 si registra uno storico balzo del 14% del numero di giovani under 35 imprenditori in agricoltura, rispetto a cinque anni fa, ma l’esperienza dell’emergenza Coronavirus ha anche dimostrato che – precisa Coldiretti – con una adeguata formazione e semplificazione l’agricoltura nazionale può offrire agli italiani in difficoltà i posti di lavoro che oggi sono affidati necessariamente a centinaia di migliaia di lavoratori stranieri stagionali che ogni anno attraversano le frontiere per poi tornare nel proprio Paese.
L’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per creare nuovi posti di lavoro, difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali.
Redazione Irno24 19/11/2025
Cucina italiana patrimonio Unesco, entusiasmo di Confesercenti Salerno
Di recente, la cucina italiana ha ricevuto un primo parere favorevole dall’UNESCO per il riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La candidatura, presentata nel 2023, mira a valorizzare l’intero sistema culinario italiano come modello alimentare che incarna storia, biodiversità, convivialità e identità condivisa.
La decisione finale è attesa dal Comitato intergovernativo dell’UNESCO, che si riunirà a Nuova Delhi dall’8 al 13 dicembre 2025. Confesercenti Salerno accoglie con entusiasmo la notizia di questo primo parere positivo da parte dell'Unesco, sottolineando il potenziale impatto positivo sull’attrattività turistica del territorio italiano, ma anche salernitano.
"Questo potenziale riconoscimento - dichiara Raffaele Esposito, presidente provinciale di Confesercenti - rappresenta un’opportunità strategica per incrementare anche i flussi turistici dall’estero, soprattutto verso aree come il Cilento, cuore della dieta mediterranea. La Campania, ma soprattutto la nostra provincia di Salerno, con le sue infinite eccellenze enogastronomiche e i percorsi esperienziali legati al gusto, può diventare un punto di riferimento per il turismo culturale e conviviale".