Salernitana, Faggiano: "Rosa rinforzata, dobbiamo tutti dare qualcosa in più"

Le parole del ds: "Col mister c’è un dialogo continuo e analizziamo tutto nel bene e nel male"

foto da pagina facebook Salernitana

Redazione Irno24 03/02/2026 0

Al termine della sessione invernale di calciomercato, il direttore sportivo della Salernitana, Daniele Faggiano, ha commentato i movimenti in entrata e in uscita. "Credo che la rosa esca rinforzata, più completa anche rispetto a quest’estate. Non è stato semplice fin da luglio, ma grazie alla proprietà e a tutte le anime del club siamo riusciti a fare un buon lavoro che ci ha portato a stare sul podio, nelle prime tre posizioni. Non tutti sono contenti, forse, neanch’io lo sono perché cerco sempre di fare del mio meglio. Spetterà al campo ora parlare.

Fare mercato a gennaio non è mai facile, ma siamo stati tutti bravi come società, in ogni sua componente, a fare quel che andava fatto nei tempi giusti. Oggi si è concretizzata qualche uscita su cui stavamo lavorando da un po’, poi c’è stata la partenza di Liguori e abbiamo pensato conseguentemente di rinforzarci con Antonucci, giocatore di esperienza e tanta qualità che era già stato a Salerno. Abbiamo cercato di riparare delle situazioni che quest’estate, a causa della grande mole di lavoro e del cambio di categoria, avevo sbagliato. Per questo, mi assumo le mie responsabilità. Ora mi reputo soddisfatto ma mai al 100%, perché c’è tanto lavoro ancora da fare. Rientreranno a breve anche Cabianca ed Inglese, che non sono nuovi acquisti ma è come se lo fossero.

Dobbiamo stare vicini tutti alla squadra. Sappiamo che i tifosi pretendono tanto, meritavano una vittoria assieme alla proprietà e a noi stessi, ai giocatori. Dobbiamo dare di più tutti, io per primo. Ho dormito tre ore stanotte ma mi sono bastate per ricaricarmi, ora dobbiamo ripartire dopo il pareggio col Giugliano che è stato pesante per tutti, però non bisogna abbattersi. Col mister c’è un dialogo continuo e analizziamo tutto nel bene e nel male. Siamo ancora nel gruppetto di testa, non demordiamo e non molliamo. Non è semplice il primo anno ma ce la stiamo mettendo tutta. E se non basta, si deve mettere quel qualcosa in più che una piazza ambiziosa come Salerno merita".

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Il 17 agosto 2022, il senegalese venne acquistato da Iervolino con la formula del prestito oneroso da un milione di euro, con possibilità di riscattarlo a 12 milioni dal Villareal, diritto regolarmente esercitato quasi un anno dopo con il deposito dell’intera cifra pattuita. Durante la scorsa sessione estiva di mercato, Dia aveva raggiunto un valore tra i 25 e i 30 milioni, introito che sarebbe stato oro colato per le casse della società salernitana ma che si è tramutato in poche settimane nell’inizio della fine.

L’incrinatura del rapporto tra le due parti nasce a fine agosto 2023, quando l’attaccante senegalese, dopo aver trovato un accordo economico con il Wolverhampton, per un trasferimento in Premier League, senza il consenso a trattare da parte della dirigenza granata, presentò attraverso il suo entourage un’offerta a Iervolino decisamente al ribasso negli ultimi giorni di mercato.

La Salernitana ha, giustamente, fatto prevalere la sua posizione: sebbene non si fosse mai opposta ad una cessione a priori, fare a meno a di Dia senza possibilità di sostituirlo adeguatamente, a poche ore dal gong del calciomercato d'estate e con un conguaglio assolutamente non idoneo al valore del giocatore, sarebbe stato un autogol clamoroso.

Purtroppo non si è fatto i conti con i “picci” di un calciatore che si è dimostrato tutt’altro che un professionista serio. Dia si è impuntato contro la società che lo paga e lo ha pagato profumatamente e contro una piazza che gli ha dato la possibilità di poter fare quel “salto” di carriera tanto agognato, non venendo assolutamente incontro alle esigenze sportive ed economiche del club. Oggi, 14 marzo 2024, il senegalese non è più un patrimonio per questa società ma un problema economico e sportivo nel quale a perdere, nel sistema calcio attuale, è sempre la società titolare del cartellino.

Nel mondo reale, cioè in quello lavorativo extracalcistico, un professionista con regolare contratto se non ottempera ai suoi doveri può essere giustamente perseguito civilmente per danni, con annesso licenziamento per giusta causa; nel panorama calcistico ci stiamo sempre più avventurando in scenari distopici, nei quali le società sono sempre più ostaggio di calciatori e procuratori e dove i contratti hanno sempre più un valore formale che sostanziale. Dia, con il rifiuto di scendere in campo durante Udinese-Salernitana e il conseguente allontanamento dalla prima squadra, ha toccato il fondo.

Sembra che il club abbia depositato presso il Collegio Arbitrale un’istanza di arbitrato contro il senegalese: i legali della Salernitana avrebbero chiesto la conferma della sanzione già applicata dal club, ossia l’estromissione del calciatore dalla prima squadra, oltre alla multa aggiuntiva pari alla riduzione del 50% dello stipendio da qui a fine stagione, con cui la società risparmierebbe circa 300mila euro.

Il minimo in confronto a quello che il comportamento dell’attaccante ha negato sia sportivamente che economicamente alla Salernitana: ormai la perdita monetaria è certa, ma vedere Dia uscirne tranquillo e sereno, magari anche raggiungendo lidi più prestigiosi in estate, sarebbe uno scenario che non farebbe giustizia per quanto accaduto. In un calcio giusto, con le apposite istituzioni a tutela delle società, il numero 10 della Salernitana rimarrebbe “fuori rosa” fino a fine contratto, con salario minimo a disposizione, ma questa possibilità sempre più utopistica al giorno d’oggi, dove gli interessi e i “mal di pancia” di agenti ed assistiti valgono di più di qualsiasi altro valore sportivo e professionale.

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