Salerno, Alessandro Serra presenta "Terra Vergine" fra poesia e musica
Appuntamento per venerdì 3 aprile, alle ore 18:30, presso il Foyer Cafè di Via Laspro
Redazione Irno24 02/04/2026 0
Venerdì 3 aprile, alle 18:30, presso il Foyer Cafè di Salerno, in Via Laspro 8, avrà luogo la presentazione del libro "Terra Vergine. Cento poesie per cuori a maggese" di Alessandro Serra, pubblicato da Abrabooks Editori. Classe 1986, nato a Salerno e residente a Fisciano, Serra è docente di filosofia e storia nei licei dal 2013.
Unisce nella propria esperienza umana e artistica le dimensioni della filosofia, della poesia e della musica, portando avanti da sempre una vocazione espressiva coltivata fin dall’adolescenza, tra scrittura poetica e cantautorato. Il volume "Terra Vergine" rappresenta il primo approdo pubblico di un percorso creativo ampio e stratificato: una raccolta di 100 poesie suddivise in 10 sezioni, ciascuna collegata ai brani dell’omonimo album musicale in uscita il 29 maggio per l’etichetta L’Airone Dischi.
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Redazione Irno24 08/05/2024
A Salerno dal 13 maggio un laboratorio di fotografia e scrittura scenica
Dal 13 maggio parte il laboratorio di fotografia e scrittura scenica "Dare parola all'immagine", a cura di Vivian Cammarota e Roberto Pappalardo. Nasce con l'esigenza di voler trovare una nuova lettura della fotografia, legando l'immagine alla parola scritta. I testi redatti dai partecipanti saranno rielaborati attraverso una lettura scenica, a cura dell’attore Roberto Pappalardo.
Il laboratorio sarà suddiviso in sei incontri, una volta a settimana, a partire da lunedì 13 maggio presso il Mumble Rumble di Salerno, dalle 19 alle 21, in cui è prevista un'uscita fotografica, una piccola restituzione al pubblico del lavoro di scrittura e una mostra finale dall'8 al 21 giugno. Il corso è rivolto a tutti. Non sono necessarie esperienze pregresse. È preferibile essere muniti di macchina fotografica, ma in alternativa è possibile usare la fotocamera del proprio cellulare.
Per informazioni: viviancammarota@gmail.com o pappalardo.roberto1@gmail.com
Federica Garofalo 24/12/2020
La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali
Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.
I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.
La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.
Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.
Eccone una:
Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!
Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!
Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.
Redazione Irno24 02/02/2023
Salerno, in Pinacoteca la consegna di un'opera di Carmine De Angelis
Domani, venerdì 3 febbraio, alle ore 17:30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno, la cerimonia di consegna del dipinto del Maestro Carmine De Angelis, donato dal figlio Ciro. Intervengono Franco Alfieri, Presidente della Provincia; Francesco Morra, Consigliere provinciale delegato alla cultura; Sergio Perongini, docente dell’Università di Salerno; Gioita Caiazzo, dirigente del Settore Reti e Sistemi museali.
“Accogliamo con grande piacere - dichiara Alfieri - la decisione del figlio Ciro De Angelis di donare un’opera del padre alla Pinacoteca provinciale perché venga esposta nella sezione artisti salernitani. Il Maestro era autodidatta e a chi lo lodava per i livelli raggiunti nella pittura, parafrasando Chaplin, rispondeva: 'Siamo tutti dilettanti. La vita è troppo breve, non ci lascia il tempo di diventare professionisti'. Ringrazio la famiglia De Angelis per questo dipinto su cartoncino”.
“Per oltre un ventennio – aggiunge Morra – a partire dagli anni sessanta fino alla sua morte, il negozio di Carmine De Angelis, dopo la chiusura, diventa un vivace cenacolo artistico cittadino, il ritrovo di giovani artisti, di scrittori, di giornalisti, di studenti, di critici, di tutto un mondo legato dalla comune passione per l’arte. Questa donazione rafforza ulteriormente il legame solido fra la città di Salerno e la Pinacoteca”.