Salerno, Avella: "Contatti con RFI per pulizia costone via Vocca e uso scalinata"
I residenti segnalano che in quella zona proliferano blatte, topi ed insetti
Redazione Irno24 12/09/2024 0
"L’area di pertinenza delle Ferrovie, sul costone di via Paolo Vocca, all’inizio di via San Giovanni Bosco, va messa in sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario e dello sfoltimento della vegetazione. La segnalazione di chi abita nei palazzi circostanti giusta e necessaria: blatte, topi ed insetti proliferano in quella enclave su cui ha competenza Rete Ferroviaria Italiana.
Raccogliendo le lamentele dei residenti, ho avvertito l’assessore all’Ambiente, Massimiliano Natella, affinché interloquisca con RFI per il necessario intervento. Ho ottenuto la sua consueta, massima disponibilità. Nell’occasione, chiederò a RFI che sia messa in sicurezza e resa agibile la scalinata esistente.
Se resa pubblica, essa potrebbe infatti rappresentare un collegamento diretto e veloce tra via Vocca-San Giovanni Bosco e la sottostante via Eugenio Caterina, dove la scalinata sbocca. Vorrei verificare la fattibilità dell’utilizzo pubblico di tale infrastruttura".
Lo scrive sui social Rino Avella, consigliere comunale di Salerno.
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Redazione Irno24 10/09/2021
Indagine Legambiente, a Salerno 8,5 rifiuti Covid per chilometro
Presentati questa mattina i risultati della Covid Litter in Campania, l'indagine Citizen Science (complesso di attività di ricerca condotta col contributo dei cittadini) sul conteggio dei rifiuti legati alla crisi pandemica. "Per ogni minuto di cammino - scrive Legambiente Campania - incontriamo in media 3,4 rifiuti legati all'emergenza sanitaria tuttora in corso.
Tra le cinque città capoluogo della regione, abbiamo individuato un ammontare di 680 rifiuti totali in media, trovando al 1° posto le salviette per l'igiene delle mani. Seguono le mascherine al 2° posto, lasciando ai guanti l'ultimo gradino del podio". A Salerno, in particolare, sono stati investigati 2 km di percorso, con rilevamento di 8.5 rifiuti per km (valore medio), pari a 0.6 rifiuti al minuto.
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FP CGIL Salerno chiede all'ASL un piano serio per le Case di Comunità
Le prime Case di Comunità stanno aprendo i battenti e con esse emergono i primi segnali di difficoltà organizzativa. La FP CGIL Salerno segue con attenzione questa fase e chiede all’ASL di aprire subito un confronto serio con le organizzazioni sindacali. "Le Case di Comunità - afferma Antonio Capezzuto, Segretario Generale FP CGIL Salerno - sono una risposta concreta a un bisogno reale che il territorio salernitano esprime da tempo. Una medicina territoriale più forte significa meno cittadini costretti a rivolgersi al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere gestiti vicino casa, percorsi di cura più appropriati e ospedali meno congestionati. È una riforma che va nella direzione giusta e che come organizzazione sindacale sosteniamo convintamente. Per questo vogliamo che funzioni davvero, e per questo non possiamo tacere su come si sta procedendo in questa fase di avvio.
Quello che temiamo, e che in queste prime settimane sembra stia accadendo, è che per coprire i turni delle strutture in apertura si stia attingendo al personale già impegnato nei servizi distrettuali, con spostamenti improvvisati e in regime di straordinario. Se così fosse, saremmo di fronte a una gestione che non regge né sul piano organizzativo né su quello contrattuale, dal momento che non risulta sia stato attivato alcun confronto sindacale come invece prevede il CCNL.
Il punto è semplice: le nuove strutture hanno bisogno di personale proprio. Infermieri, assistenti sociali, operatori sociosanitari, amministrativi, figure che devono essere assegnate stabilmente alle Case di Comunità attraverso procedure interne chiare e condivise con le organizzazioni sindacali, non dirottate giorno per giorno da altri servizi già carenti. La coperta corta, in sanità, rischia di fare pasticci su entrambi i fronti: si indebolisce ciò che già funziona senza costruire davvero qualcosa di nuovo.
C’è poi un tema che non può restare sullo sfondo e che chiediamo venga affrontato con la stessa urgenza: le stabilizzazioni. I lavoratori a tempo determinato e quelli con contratto 15-octies conoscono il territorio e i suoi bisogni, hanno diritto a risposte certe sul loro futuro. Continuare a lasciare nel limbo questa platea di professionisti è un errore che l’Azienda non può permettersi, né sul piano delle relazioni sindacali né su quello della qualità dei servizi. Siamo ancora in una fase iniziale, con le prime aperture su 33 strutture previste in provincia. Il momento per costruire una programmazione seria è adesso, prima che le criticità diventino strutturali e difficili da correggere. La FP CGIL è pronta al dialogo e disponibile a fare la propria parte".
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Ruggi nel mirino di Rai 3, Nursind Salerno: "Rispetto per chi lavora in silenzio"
In seguito al servizio trasmesso da Rai 3 durante la puntata del programma “Far West”, che ha posto sotto i riflettori in modo critico l’Azienda Ruggi d’Aragona e, in particolare, il plesso di via San Leonardo, la Segreteria Territoriale del Nursind Salerno ritiene doveroso intervenire con alcune precisazioni.
"Il diritto di cronaca, di parola e di libera espressione è sacrosanto – dichiara Biagio Tomasco, Segretario Generale del Nursind Salerno – ma ciò non autorizza alcuno a manipolare la realtà o a sacrificare la decenza e la correttezza sull’altare della spettacolarizzazione mediatica". Nel servizio sono state riportate gravi accuse e testimonianze – alcune rese in anonimato – che, secondo il sindacato, non restituiscono un quadro veritiero e completo della situazione.
"Le dichiarazioni sulle presunte nomine illegittime – continua Tomasco – sono già state in passato smentite e considerate infondate. Se ancora oggi si ripropongono, lo si fa per alimentare una battaglia personale più che per contribuire realmente al miglioramento del sistema sanitario locale. Ogni giorno ci sono professionisti che affrontano turni massacranti, spesso senza nemmeno la possibilità di smontare per mancanza di sostituzioni, che subiscono aggressioni verbali e fisiche, ma che continuano a garantire assistenza con competenza, umanità e dignità, senza mai sottrarsi al proprio dovere.
Far passare alcune riprese come emblema di degrado, senza contestualizzare le condizioni cliniche dei pazienti o l’effettiva situazione del Pronto Soccorso, non è solo scorretto ma fuorviante. È lecito inoltre chiedersi in che modo quelle immagini siano state acquisite e se siano stati violati i diritti dei pazienti e la normativa sulla privacy. Noi non diciamo che tutto funzioni perfettamente, ma denunciare pubblicamente senza assumerne piena responsabilità, nascondendosi dietro l’anonimato, è un gesto che non appartiene alla cultura della trasparenza. Le denunce, se fondate, spettano alla magistratura, non alla tv del pomeriggio".