Salerno, Biagio Izzo al Delle Arti in "Finché giudice non ci separi"

Si affronta con ironia e profondità il tema delle relazioni, quando la coppia "scoppia"

Redazione Irno24 17/12/2025 0

Venerdì 19 dicembre (ore 20:45), sabato 20 dicembre (ore 20:45) e domenica 21 dicembre (ore 21:00), il Teatro Delle Arti di Salerno ospita Biagio Izzo con lo spettacolo “Finché giudice non ci separi”, una commedia brillante e attuale, diretta da Augusto Fornari, che affronta con ironia e profondità il tema delle relazioni, quando la coppia “scoppia”.

Lo spettacolo racconta la storia di Mauro, Paolo, Roberto e Massimo, quattro amici accomunati da un’esperienza condivisa: sono tutti separati. In particolare, Massimo, libraio antiquario, è reduce da una separazione dolorosa che lo ha lasciato senza casa, senza la figlia e con un pesante assegno mensile da versare all’ex moglie. Con ciò che resta del suo stipendio, gli amici gli trovano un modesto appartamento di 35 mq, arredato in modo essenziale.

Disperato, Massimo ha appena tentato un gesto estremo e i tre amici decidono di stargli accanto per sostenerlo e impedirgli di ripetere quell’atto insensato. Ognuno di loro, con il proprio vissuto e la propria esperienza, prova a dispensare consigli su come affrontare la separazione, ricostruire una quotidianità e tornare a una vita “normale”. Proprio quando sembra che Massimo stia ritrovando un equilibrio, un’avvenente vicina di casa bussa alla porta, dando il via a una serie di situazioni inattese, che porteranno a una sorprendente rivelazione.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 31/01/2022

Al FRaC di Baronissi le spettacolari incisioni di Lovaglio

Venerdì 28 gennaio, al Museo FRaC di Baronissi, è stata inaugurata la mostra "Salvatore Lovaglio. La Terra, il Paesaggio, l'Universo". La mostra documenta le principali esperienze realizzate dall’artista pugliese nell’arco di quasi cinquant’anni. Curata da Massimo Bignardi, presenta poco meno di trenta opere, tra dipinti e incisioni, disegnando un percorso cronologico che, dagli anni novanta, arriva alle recenti incisioni, spettacolari opere di grandi dimensioni. La mostra resterà aperta fino al 27 febbraio.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 21/06/2020

Sulla retta via di Orazio Genovese da Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta

Quando un gruppo sociale si insedia su un territorio e ne possiede il controllo, ecco che allora nascono le strade o meglio le vie di comunicazione. Con il termine di strada si indica sommariamente una striscia di terreno espressamente sistemata per agevolare il transito di pedoni e di veicoli e per facilitare i trasporti e le comunicazioni tra i vari punti di una regione. La strada costituisce uno dei mezzi più efficaci dell’attività umana; essa infatti facilita gli scambi materiali ed intellettuali fra le popolazioni, contribuendo in sommo grado al loro progresso ed al loro benessere.

Le prime strade a sede fissa di cui si abbia notizia certa furono costruite dai Babilonesi, mentre poco si conosce circa le strade presso Egizi, Cartaginesi e Greci, popoli di navigatori che poco si servivano delle comunicazioni terrestri. Maggiori e sicure notizie si hanno sulle strade costruite dai Romani: esse furono per lungo tempo le sole vie di comunicazione fra i vari stati d’Europa e fra questa e i territori dell’Africa e del Medio Oriente.

E proprio dalla interessantissima “storia delle strade” dall’antichità sino ai giorni nostri, Orazio Elio Genovese, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato e produttore di vino d'eccellenza sulle colline salernitane, per la precisione a Sòrdina (frazione del Comune di Salerno) dove nascono le viti di Sanginella, ha deciso di elaborare il suo primo libro, la sua prima ricerca nell’affascinante mondo dei collegamenti stradali e autostradali. Ma come si è passati dalla slitta, alla ruota di pietra arrivando alle automobili con motore a scoppio?

Forse tutto è partito proprio da quel vino “Salernum”, prodotto nell’azienda Agricola Amina a Sòrdina, che nel degustarlo narra dei miti e dei fasti della città di Salerno di cui il Dott. Genovese è innamorato e incuriosito circa le sue origini ancora nebulose e con molti punti interrogativi da chiarire. Suddiviso in cinque capitoli, il libro è intitolato “Dalla Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta, Passando per la Salerno-Reggio Calabria”, un viaggio appassionato e appassionante che ripercorre i cammini dell’antica strada romana di Capua, in particolare nel tratto Salernum-Picentia, sino a toccare la Fratte etrusca e sannitica, la manifattura artigianale del cotto di Rufoli, la Masseria Trinità con la sua Taberna e la sorgente di Fontana Viva con il suo mulino ad acqua, la chiesa di Sòrdina e l’eremo di S. Magno.

L’autore sviluppa nei capitoli centrali interessanti tesi sull’origine e importanza dei luoghi del territorio salernitano nei secoli passati, avvalorando ipotesi frutto di ricerche e di approfondite documentazioni derivanti dalla cartografia, dalle fonti storiche e d’archivio. Forse nuovi tasselli di storia salernitana verranno fuori da questo libro unico nel suo genere e sopratutto originale nel panorama librario locale. Spesso non ci si rende conto dell’immenso patrimonio storico culturale di cui è ricca Salerno con la sua provincia, e solo un corposo lavoro letterario come questo può rendere una minima idea.

La modernità e le avveniristiche vie di comunicazione però vanno spesso sia a scontrarsi sul piano paesaggistico-ambientale, creando disagi e disastri naturalistici, sia a mettere in discussione i principi di unione, coesione e collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, dimenticando perfino il ponte sullo stretto di Messina nel famoso corridoio Helsinki-Valletta che dal punto di vista dello sviluppo della produzione industriale italiana oltre a collegare le due più importanti macroregioni europee, ossia la Pianura Padana e la Baviera, collegherà anche l’area centrale e meridionale attraverso sia l’AV/AC ferroviaria che il tragitto autostradale Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Messina e Palermo.

Genovese un po' disincantato ha dichiarato nel manoscritto: “Attraverso il mio modesto lavoro ho cercato di trasmettere dei saperi che spesso nemmeno i salernitani conoscono, in particolare la ricostruzione delle arcaiche origini della collina di Montevetrano, grazie alle ricerche di noti studiosi accademici o di dirigenti che operano nel settore dei beni culturali. Se solo si riuscisse a mettere in rete la storia, ma anche la cultura, l’enogastronomia e i saperi dei luoghi descritti, gli stessi, con le opportunità offerte dal grande asse viario Europeo Helsinki-Valletta, potrebbero diventare dei piccoli attrattori turistici e come tali fonti di reddito”. La narrazione è piacevole nonostante l’argomento sia impegnativo. Complimenti all’autore, appassionato cultore della sua terra, alla quale si spera dedicherà ancora numerose pubblicazioni.

Leggi tutto

Redazione Irno24 10/09/2026

Salerno, il "Barbuti Festival" attrae sempre di più: pubblico anche da Roma

Si è appena conclusa la 41esima edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, che si attesta come una delle più longeve della Campania. Una rassegna che ormai caratterizza l’estate di Salerno, senza soluzione di continuità, da oltre quattro decenni. Un appuntamento fortemente legato a un luogo del centro storico: l’antico slargo longobardo di Santa Maria dei Barbuti, dove gli eventi si svolgono in uno scenario a cielo aperto, sotto le stelle e con le quinte dei palazzi antichi. Di qui anche lo slogan dell’edizione 2026 che si è appena conclusa, “L’incanto continua”, mentre un’altra appendice del Festival si apre nel vicino spazio di Apollonia Hub, “La notte dei Barbuti”.

È tempo di bilanci che la direttrice organizzativa, Chiara Natella, della Bottega San Lazzaro, traccia a caldo: “Quindici appuntamenti, 55 artisti che si sono esibiti. Il pubblico ci ha confortato con la sua presenza numerosa quasi tutte le sere, confermando la bontà di un cartellone diversificato e di qualità, dove hanno trovato spazio il teatro di tradizione, il teatro classico, le commedie, la danza, il canto e la musica. Non sono mancate le presenze straniere e spettatori da tutta la Campania. Quest’anno abbiamo registrato presenze anche da fuori regione, in particolare da Roma, a conferma del fatto che la rassegna ha un respiro ampio e attrae pubblico anche dalle regioni limitrofe.

Il Premio Peppe Natella è andato quest’anno all’attrice Nunzia Schiano, veterana delle scene, che arricchisce ulteriormente un albo d’oro di grande prestigio (ricordiamo, tra gli altri, Michele Placido, Massimo Venturiello, Peppe Barra, Anna Mazzamauro, Beatrice Fazi, Anna Rita Vitolo). Sempre crescente l’interesse per il teatro classico con 'Foglie di Teatro', a cura di Andrea Carraro, per la danza con 'Incontri', a cura di Antonella Iannone, e con il Salerno Day, a cura di Eduardo Scotti. Numerosissima la partecipazione alle passeggiate-visite guidate nel centro storico, 'La Medicina va in scena - alla scoperta della Scuola Medica Salernitana', a cura dell’associazione culturale Erchemperto; nei quattro giovedì abbiamo avuto oltre 600 partecipanti”.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...