Salerno, due ditte in gara per installare le opere di Luci d'Artista 2025
La manifestazione è organizzata con il contributo della Regione Campania
Redazione Irno24 23/05/2025 0
"Prosegue il lavoro del Comune di Salerno - scrive l'Ente in una nota - per l’organizzazione dell’edizione 2025 di Luci d’Artista. Sono pervenute le offerte delle ditte SIM LUCE S.R.L. (Napoli) e TATI CREATIONS ITALIA S.R.L. (Varese) per l’installazione delle opere.
La manifestazione è organizzata con il contributo della Regione Campania ed è uno dei principali eventi di fine anno e festività in Italia. Attrae turisti e visitatori con importanti benefici per le attività economiche e l’occupazione. L’edizione 2025 si annuncia ricca d’importanti novità ed eventi".
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Redazione Irno24 08/03/2021
Sette miliardi di litri di vino in cantina, Coldiretti: "Serve distillazione"
Oltre 6,9 miliardi di litri di vino sono fermi nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero che ha fatto crollare i consumi fuori casa, con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo italiano, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, a maggior valore aggiunto.
E’ quanto denuncia la Coldiretti nel sottolineare che al 31 gennaio 2021 ci sono almeno 150 milioni di litri in più rispetto allo scorso anno, secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal Ministero delle Politiche Agricole. La diffusione dei contagi fa prevedere un aggravamento della situazione per il prolungamento delle misure di contenimento, con un forte squilibrio di mercato che rischia di vanificare l’impegno di qualificazione dei produttori per aumentare il valore delle produzioni e il successo sui mercati internazionali dove per la prima volta dopo anni le vendite sono risultate in calo del 3%.
Non bisogna perdere altro tempo è ed necessario intervenire con una distillazione di emergenza rivolta ai vini a DO e IG, con l’obiettivo di togliere dal consumo alimentare almeno 200 milioni di litri di vini e mosti a valori paragonabili a quelli di mercato per garantire la sopravvivenza delle aziende.
Coldiretti chiede al Governo di intervenire con almeno 150 milioni di euro (valore medio 75 euro/ettolitro) attraverso aiuti nazionali vista la mancanza di disponibilità di risorse aggiuntive garantite per la situazione di emergenza da parte della Ue. Una misura che peraltro consentirebbe di produrre 25.000 litri alcol e gel disinfettanti 100% italiani che oggi vengono in larghissima parte approvvigionati sui mercati internazionali.
Redazione Irno24 06/05/2022
Comuni e aziende bio al Cibus di Parma con Confagricoltura Salerno
C’è anche una qualificata rappresentanza delle produzioni biologiche della provincia di Salerno a Cibus, la fiera internazionale dell’agroalimentare italiano in corso di svolgimento a Parma. Per iniziativa di Confagricoltura Salerno, stanno avendo l’opportunità di incrementare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali dieci aziende, le cui produzioni bio spaziano dal pomodoro in vetro alle uova, dal pesto di rucola ai pomodori datterini e alle confetture di fragole, dall’olio evo alle castagne, dai prodotti sott’olio ai formaggi di capra.
L’edizione 2022 di Cibus ha riservato un’attenzione particolare al ruolo dei prodotti Dop e Igp negli assortimenti. “La nostra provincia - spiega Carmine Libretto, direttore di Confagricoltura Salerno - può vantare ben 16 prodotti tra Dop e Igp, ma solo 9 hanno consorzi di tutela e di questi solo 5 hanno sede in provincia di Salerno. Finora, tranne qualche eccezione, si è fatto davvero poco per promuoverli e valorizzarli. Non si è riusciti a sfruttare appieno le potenzialità delle Dop e delle Igp per incrementare il reddito dei produttori e l’economia dei territori che hanno il privilegio di fregiarsi di questi marchi di tutela”.
Redazione Irno24 16/06/2021
Coldiretti Campania, mozzarella di bufala prodotto più taroccato in Russia
Bianca, tonda, circondata da pomodori e basilico per richiamare la freschezza e il tricolore, oppure adagiata su una pizza a spicchi che farebbe inorridire i maestri pizzaioli napoletani. “La scritta mozzarella – denuncia Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – campeggia a caratteri cubitali e cirillici sulle confezioni in commercio nei supermercati in Russia, ma all’interno non c’è una goccia di latte di bufala mediterranea. La mozzarella, come si evince dai campioni raccolti sugli scaffali russi, è il più taroccato tra i prodotti italiani”.
È l’effetto dell’embargo deciso da Mosca con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina, che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.
“Un vero e proprio furto di immagine – sottolinea il direttore Loffreda – che sfrutta l’embargo per immettere sul mercato prodotti truffa, vista l’evidente predilezione dei russi per i prodotti italiani e per la mozzarella in particolare. Una recente ricerca ha evidenziato che il 38% dei cittadini russi ama la cucina italiana, dato che trova riscontro nella crescita dell’incoming turistico prima del Covid.
Nessuno vuole impedire ai caseifici russi di produrre formaggi, ma non rubando il nostro tricolore e un prodotto identitario come la mozzarella, che già subisce in patria una forte aggressione commerciale. Dai dati Istat si stima un valore dell’export della mozzarella solo nei paesi extra UE di oltre 140 milioni di euro prima della pandemia, anno 2019, con incrementi a doppia cifra.
Numeri che torneranno a salire nei prossimi mesi e che dimostrano la forza di questo straordinario prodotto, ideato e nato in Campania. Motivo in più per lavorare con la Regione Campania su scelte forti che facciano leva sul benessere animale e quindi sulla qualità del prodotto finale. Solo se impariamo prima di tutto in Campania a difendere l’immagine della mozzarella, promuovendo e distinguendo sempre più il nostro oro bianco, possiamo sperare di arginare il fenomeno del falso made in Italy all’estero, anche a vantaggio del consumatore straniero, vittima di truffatori senza scrupoli”.
A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa – conclude la Coldiretti – ma anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che nel corso degli anni hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin. Il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, è stata frenata per la mancanza degli ingredienti principali.