Salerno, nel ricordo di Ceres l'edizione 2023 del "1MayDay Festival"

L'appuntamento è per il 1° Maggio dalle 17:30 sull'arenile di Santa Teresa

Redazione Irno24 28/04/2023 0

Tutto pronto per il tradizionale appuntamento di 1MayDay, il concerto del 1° maggio tutto salernitano promosso da CGIL, CISL, UIL e Comitato "Verso il Primo Maggio", con il patrocinio del Comune di Salerno. Anche nell'edizione 2023 la città si riempirà di musica, valori e messaggi, per la pace, il lavoro, contro ogni diseguaglianza.

Come sempre, non mancherà il riferimento al tema nazionale, proposto dalla triade sindacale, questa volta rivolto ai 75 anni della Costituzione, una conquista per l’Italia che non deve mai essere dimenticata.

"Nel ricordo di Gerardo Ceres, indimenticabile sindacalista, andiamo avanti anche quest’anno. È a lui che volgiamo lo sguardo in quello che è diventato un appuntamento fisso con il 1° maggio e siamo a lavoro seguendo i suoi principi, i valori che, in questi anni, ha saputo trasmettere a ciascuno di noi, mettendo i giovani al centro di questo importante progetto". Così si è espresso il Comitato "Verso il Primo Maggio".

L’appuntamento sarà alle 17:30 presso l'arenile di Santa Teresa, dove si esibiranno artisti nazionali e internazionali: Charjse Ft. Ab/Cd, Nemesisterica, Denise, Sule From Canada, Zaund, Radio Tahuania, Krikka Reggae, Tonico 70 Dj Set.

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Redazione Irno24 13/01/2026

Salerno, al Verdi "Non ti pago" con Salvo Ficarra e Carolina Rosi

Salvo Ficarra e Carolina Rosi sono gli interpreti di "Non ti pago", in programma fino a Domenica 18 Gennaio 2026 al Teatro Verdi di Salerno. Il capolavoro di Eduardo De Filippo è proposto nello storico allestimento di Luca De Filippo, a dieci anni dalla scomparsa dell’attore e regista. "Non ti pago" è una delle commedie più celebri del drammaturgo napoletano, un gioiello di comicità amara focalizzato sull’eterna tensione tra caso, destino e superstizione.

Protagonista è Ferdinando Quagliuolo, gestore di una ricevitoria, convinto che la fortuna lo abbia sempre ignorato. Quando un suo dipendente, nonché futuro genero, vince una somma al lotto grazie ai numeri "ricevuti in sogno" dal padre defunto di Ferdinando, esplode un conflitto tragicomico e paradossale che l’autore ha trasformato in un meccanismo teatrale perfetto.

L’interpretazione di Salvo Ficarra, affiancato da Carolina Rosi, restituisce freschezza e autenticità al testo, mantenendo intatto il rigore della tradizione eduardiana. La ricostruzione dell’allestimento ha riportato alla luce non solo oggetti e atmosfere, ma anche ricordi e legami tra gli attori. La regia di Luca De Filippo, ripresa fedelmente, è considerata uno dei suoi lavori più maturi e rappresenta un omaggio alla sua eredità artistica.

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La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

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Redazione Irno24 05/12/2024

Salerno, ecco il programma della rassegna culturale "Natale nei Musei"

La Provincia di Salerno ha presentato a Palazzo Sant’Agostino il programma di “Natale nei Musei”, la rassegna culturale organizzata dall’8 dicembre 2024 al 12 gennaio 2025 presso i propri spazi museali. Erano presenti alla conferenza stampa il consigliere provinciale delegato alla Cultura e Beni culturali, Francesco Morra, il sindaco di Vietri sul Mare e consigliere provinciale, Giovanni De Simone, e la dirigente del settore Reti e Sistemi culturali, Gioita Caiazzo.

“Natale nei Musei – dichiara Morra – è un progetto che la Provincia ha sviluppato per promuovere e valorizzare il proprio patrimonio culturale, un piccolo regalo natalizio per la nostra comunità che può visitare e conoscere in maniera assolutamente gratuita i nostri beni, che sono comuni. Quindi l’Arco catalano, la Pinacoteca provinciale, il Museo archeologico provinciale ospiteranno vari eventi. A Palazzo Sant’Agostino invece sarà esposta la mostra sulle bellissime ceramiche di Villa Guariglia. E infine a villa Guariglia sono previste due aperture straordinarie degli appartamenti privati, una il 14 dicembre e l’altra il 4 gennaio”.

“Nell’ambito del programma – dichiara De Simone – abbiamo presentato anche il vernissage della mostra 'Le magiche atmosfere del Natale. L’incanto dei presepi del Museo della Ceramica di Villa Guariglia'. L’esposizione resterà allestita a palazzo Sant'Agostino fino al 12 gennaio 2025 e saranno esposte opere di Barbara Margarete Thewalt-Hannasch, Irene Kowaliska e Richard Döelcher”.

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