Sottrae 130mila euro ad anziana da "tutelare", una salernitana nei guai

La donna era stata nominata "amministratore di sostegno" di persona incapace di intendere e volere

Redazione Irno24 08/11/2022 0

ln data odierna, personale di polizia giudiziaria della GdF del Comando Provinciale di Salerno ha dato esecuzione ad un'ordinanza di misura cautelare applicativa dell'interdizione dai pubblici uffici nei confronti di R.I., per la durata di un anno.

Alla donna, nominata dal Tribunale di Salerno "amministratore di sostegno" di una persona anziana, incapace di intendere e di volere, sono stati contestati i reati di peculato, omissione di atti d'ufficio e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale.

Nell'espletamento dell'incarico di amministratore dei beni della persona incapace, inducendo in errore il Giudice Tutelare, mediante la produzione di documenti falsi e l'omissione di informazioni rilevanti e obbligatorie, avrebbe distratto, a proprio vantaggio, somme per oltre 130mila euro.

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Redazione Irno24 03/11/2020

GdF Salerno scopre maxi frode alla banca, 9 arresti: c'è anche un direttore di filiale

Questa mattina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del GIP del locale Tribunale che, su richiesta della Procura, dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 9 persone. Si tratta di S.A. (classe 1974), direttore della filiale di una banca di rilievo nazionale; di N.F. (classe 1961) e D.G.M. (classe 1963), entrambi funzionari di banca all’epoca impiegati presso la medesima sede del direttore; di R.G. (classe 1979), M.M. (classe 1969), C.D. (classe 1968), C.D. (classe 1960), I.M. (classe 1985) e A.V. (classe 1951), i rimanenti componenti del sodalizio, tutti di Salerno e provincia.

Le ipotesi di reato vanno dalla truffa al falso, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio. Viene prefigurata, infatti, l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, il cui unico scopo era quello di frodare l’istituto di credito, attraverso l’erogazione di finanziamenti che, una volta elargiti, venivano restituiti soltanto in minima parte. Il sistema escogitato sfruttava, dall’interno, le maglie larghe delle istruttorie per il cosiddetto credito al consumo, che nel caso di specie portava alla concessione del prestito nell’arco di 24 ore (si parla, infatti, di finanziamenti “easy”).

Ben definiti i compiti dei membri dell’organizzazione, nell’ambito della quale il direttore della filiale ed i due funzionari con lui in servizio predisponevano il carteggio necessario per autorizzare l’accreditamento delle somme, con tanto di buste paga e dichiarazioni dei redditi false, attestanti fittizi rapporti di lavoro. Altri cinque degli arrestati, invece, avevano il compito di reclutare gli “pseudo clienti”, persone disposte a presentarsi allo sportello per aprire il conto corrente e richiedere il prestito, che venivano assistite passo dopo passo nell’iter istruttorio e alle quali erano forniti i documenti necessari per accedere ai finanziamenti.

Bisognava scegliere bene i complici ai quali proporre "l’affare", chiamati a prestarsi al raggiro ai danni della banca, dietro la promessa di qualche migliaia di euro. Parliamo, per lo più, di persone prive di fonti di reddito, talvolta senza fissa dimora, anche con precedenti penali, che mai avrebbero avuto il riconoscimento del credito, se la loro pratica non fosse stata istruita con documentazione del tutto “farlocca”. Ed infatti, la gran parte dei formali beneficiari dei prestiti venivano proprio dai Comuni di residenza dei cinque incaricati di intercettarli, Salerno e altri centri della provincia, Eboli, Battipaglia, Montecorvino Pugliano e, addirittura, Castelnuovo Cilento, distante 60 km (più di un’ora di auto) dalla filiale di Bellizzi (SA), base dell’organizzazione. Neppure sono mancati un paio di nuovi correntisti giunti direttamente dalla provincia di Napoli.

Questa attività di intermediazione tra i clienti e l’istituto di credito, svolta nella totale assenza delle abilitazioni di legge, integra peraltro un’ulteriore fattispecie di delitto, sanzionata con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 10.000 euro. Per l’ultimo dei nove arrestati, A.V. (classe ’51), legale rappresentante di una società di comodo, è scattata la più pesante accusa di riciclaggio, in quanto si è prestato a simulare la vendita di un’autovettura per giustificare il trasferimento dei fondi concessi dalla banca, così da farne perdere definitivamente le tracce.

Per non far partire subito i controlli interni, venivano adottati alcuni semplici accorgimenti, come quello di lasciare sul conto, almeno all’inizio, una giacenza minima, con cui pagare regolarmente le prime rate del rimborso. Dopo alcuni mesi, però, è arrivata una segnalazione di anomalie, direttamente dalla Direzione Centrale dell’istituto. Il responsabile della filiale si è trovato costretto quindi, suo malgrado, a denunciare alla locale Stazione dell’Arma la probabile truffa, di cui egli stesso era, in realtà, uno dei principali artefici.

Nel corso delle successive indagini, i militari delle Fiamme Gialle hanno così ricostruito che, a fronte di una novantina di finanziamenti concessi, per un’erogazione complessiva di oltre 800.000 euro, alla banca sono state rimborsate rate per neanche un decimo (meno di 80.000 euro). Considerato che agli “pseudo clienti” veniva lasciata grosso modo la metà delle somme, l’organizzazione ha potuto così incassare, nel brevissimo arco temporale di tre mesi, profitti illeciti nell’ordine di 350.000 euro. Nella stessa giornata, infine, sempre i Finanzieri di Salerno hanno proceduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di liquidità per circa 73.000 euro, nella disponibilità di tre degli indagati, nei cui confronti sono formulate anche le accuse di riciclaggio ed autoriciclaggio.

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Redazione Irno24 16/01/2023

Morto Orazio Boccia, il cordoglio del Sindaco di Salerno

"Esprimo il cordoglio mio personale, della Civica Amministrazione e della cittadinanza tutta - scrive il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - per la morte del Cavaliere Orazio Boccia. E’ un giorno triste per la nostra comunità, che perde uno dei suoi figli migliori. Orazio Boccia è stato un uomo coraggioso, un imprenditore illuminato, il simbolo vivente di come la tenacia e l’operosità possano permettere di ottenere grandi risultati nella vita, nonostante le umili origini.

Lo “scugnizzo”, come amava definirsi, è stato un grande protagonista della nostra storia contemporanea; non solo nell’impresa ma anche nell’appassionato impegno civile al servizio della collettività. Le Arti Grafiche Boccia sono in Italia e nel mondo un esempio di eccellenza e qualità. In quelle rotative è passata la storia.

Abbracciamo nel cordoglio tutti i familiari ed amici ed in particolare i figli Enzo, già Presidente di Confindustria, e Maurizio, che continueranno l’attività delle Arti Grafiche Boccia, custodendo la memoria umana ed imprenditoriale del grande papà. Addio Cavaliere, Salerno ti rivolge l’estremo grato saluto e ti ricorderà per sempre".

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Redazione Irno24 08/06/2021

Impianti rifiuti, appello di Fiadel e lavoratori Cgs all’Eda: "Politica faccia la sua parte"

«Lanciamo un appello all'Eda per conoscere il futuro del trattamento dei rifiuti nel Salernitano». E’ la domanda che si pone la Fiadel Salerno insieme ai lavoratori del Cgs, che gestisce quattro impianti di depurazione per conto del Consorzio Asi.

«Gli impianti trattano rifiuti liquidi provenienti dalla provincia di Salerno, da molti impianti della Campania e da aziende che operano oltre i confini regionali. Di fatto, assicurano il trattamento dei rifiuti liquidi provenienti da civili abitazioni e da attività produttive (come il percolato di discarica), permettendo la salvaguardia ambientale tramite attività depurativa.

Nonostante ciò - denuncia la segreteria provinciale Fiadel, guidata da Angelo Rispoli - la forza lavoro è inferiore alle cinquanta unità, tra dipendenti che svolgono compiti presso la direzione che ha sede a Salerno, impiegati, tecnici e manutentori presso l’impianto terminale di convogliamento delle acque di Battipaglia, lavoratori che svolgono mansioni tecniche ed operative presso gli impianti di Buccino, Palomonte e Oliveto Citra. Il numero è esiguo ed insufficiente ad assicurare attività depurative e di gestione dei rifiuti in condizioni di sicurezza ed al contempo operare con efficienza ed efficacia.

Si sa che ci sono interventi di accorpamento delle società territoriali sia nel settore delle acque che di quello legato alle problematiche dei rifiuti, con l’intento di contenere i costi ed assicurare la salvaguardia territoriale. Eppure questa società, nonostante gestisca impianti per la depurazione e il trattamento dei rifiuti, non fa parte del disegno politico che dovrebbe dotare il territorio di un sistema di gestione funzionale alle sfide ambientali».

Non mancano gli interrogativi: «Non si sa quale possa essere il destino di una azienda che ha pochi lavoratori e per giunta non più giovani: non si fanno assunzioni da quasi 30 anni, né si punta ad utilizzare i benefici di legge per assumere giovani tecnici in grado di favorire innovazione e modernizzazione. A ciò si aggiungono i mancati investimenti e le carenti manutenzioni».

Infine l’appello dei lavoratori: «Ci rivolgiamo a coloro che compiono scelte politiche e di gestione ambientale per conoscere il futuro del trattamento dei rifiuti liquidi nell’area salernitana e gli interventi per affrontare problematiche sempre più determinanti per lo sviluppo del territorio».

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