Stabilizzazione del personale, il Nursind Salerno sollecita l'Asl
Chiesta l’immissione in ruolo a tempo indeterminato di tutti gli aventi diritto in tempi brevi
Redazione Irno24 28/12/2022 0
Stabilizzazione del personale precario. Questo l’oggetto del sollecito che il Nursind Salerno ha inviato ai vertici del’Asl dopo la pubblicazione della delibera numero 1404 del 7 dicembre scorso, con cui l’Azienda sanitaria di Salerno ha reso noto l’elenco degli ammessi alla procedura di stabilizzazione e, contestualmente, degli esclusi.
“Sollecitiamo l’immediata regolarizzazione di quanti interessati - afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale del Nursind Salerno - al fine di immettere gli stessi nel circuito del lavoro in forma stabile e duratura. Difatti, non ci spieghiamo il perché del procrastinarsi di detta procedura, che ha portato all’emanazione della delibera 1467 del 23 dicembre e con cui si autorizza la prosecuzione del rapporto di lavoro fino al 31 marzo 2023 di tutto il personale in scadenza al 31 dicembre.
Non ce lo spieghiamo perché le procedure di individuazione degli aventi diritto sono terminate e quindi ben si poteva, e si doveva, prevedere l’immissione immediata in ruolo di detto personale, anche e soprattutto perché in linea con Piano del fabbisogno triennale del personale dell’Asl Salerno, individuato con delibera 1222 del 18 ottobre. Quindi, si tratta solo di un'inutile e perniciosa perdita di tempo che nulla ha di razionale.
In conclusione, segnalando che questo personale, seppur prorogato fino al 31 marzo 2023, non risulti inserito nelle piattaforme per la compilazione dei turni di lavoro, e al fine di evitare quanto già occorso in passato, cioè la completa assenza dei lavoratori dalle piattaforme aziendali, con ovvi risvolti di carattere medico legale (si pensi ad un infortunio sul lavoro in mancanza di detto inserimento), come sindacato sollecitiamo l’immissione in ruolo a tempo indeterminato di tutti gli aventi diritto entro il più breve tempo possibile, oltre a voler verificare se tra gli esclusi sopraggiungano altri lavoratori che abbiano maturato i requisiti richiesti, nel rispetto dei vincoli imposti dal con Piano del fabbisogno triennale del personale deliberato il 18 ottobre”.
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Redazione Irno24 17/09/2026
Salerno, residenti Via Carella: "Non siamo ostili alle tradizioni patronali"
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Comitato Spontaneo dei residenti di Via Carella/De Jacobis/Testa. "In merito all’articolo pubblicato in data odierna, relativo alla decisione di non installare le giostre di San Matteo in via Carella, e alle dichiarazioni rilasciate dal presidente provinciale di ANVA Confesercenti, dott. Aniello Ciro Pietrofesa, sentiamo il dovere di intervenire per fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti.
In primis, esprimiamo un sincero ringraziamento all'Amministrazione Comunale e al sindaco De Luca per la sensibilità, l'attenzione e la tempestività con cui hanno ascoltato le legittime preoccupazioni dei cittadini. Tale scelta conferma la coerenza con la linea politica finora dichiarata, a tutela della vivibilità urbana, del riposo e della lotta all’inquinamento acustico. Respingiamo con fermezza, però, qualunque tentativo di dipingere i residenti come 'ostili' alle tradizioni patronali. Nessuno di noi è mai stato contrario alla festa di San Matteo né alla presenza delle giostre in città.
La nostra ferma opposizione riguarda esclusivamente l'inadeguatezza logistica di Piazzale Carella: un'area ristretta, chiusa e a ridosso immediato di edifici densamente abitati, priva di quelle distanze minime di sicurezza e compatibilità ambientale necessarie per strutture del genere. Un'area già sottoposta a forte stress a causa dello stazionamento di autobus che lasciano accesi i motori per molte ore ogni giorno, causando notevole inquinamento acustico ed atmosferico. Le affermazioni del dott. Pietrofesa sul rispetto delle regole e l'assenza di disagi per i cittadini non corrispondono all'esperienza diretta vissuta dalla comunità.
Gestione della musica: lo scorso anno la venne abbassata solo ed esclusivamente a seguito delle esasperate proteste dei residenti, intervenute nella tarda serata della prima giornata; impatto acustico complessivo: sirene, avvisatori acustici, clacson, compressori, effetti sonori continui e le urla di chi sale sulle attrazioni (come ampiamente documentato da numerosi video in nostro possesso), uniti alle operazioni di montaggio e smontaggio, svolte persino in orario notturno, hanno generato livelli di decibel ben oltre la normale tollerabilità a ridosso delle finestre e delle camere da letto;
sgombero e stalli disponibili: come emerge inequivocabilmente dagli atti amministrativi (ordinanze e delibere con divieto di sosta e rimozione forzata) e dalla documentazione fotografica dell'anno scorso, l'intero piazzale è stato completamente sgomberato e sottratto alla sosta per 4 giorni, privando centinaia di famiglie della possibilità di usufruire degli stalli, per i quali pagano regolarmente un abbonamento, e paralizzando la viabilità dell'intero comparto.
Infine, riteniamo fortemente riduttivo e retorico affermare che la mancata installazione delle attrazioni in Piazzale Carella rappresenti un danno per la socializzazione dei giovani. Le nuove generazioni hanno bisogno di spazi culturali, sportivi e ricreativi permanenti, sicuri e progettati in contesti adeguati. Ridurre l'aggregazione giovanile alla presenza temporanea di giostre sotto i balconi dei palazzi è una narrazione superficiale che non rispetta né i giovani né il diritto alla salute e alla quiete pubblica delle famiglie, degli anziani e dei lavoratori del quartiere. La tutela della vivibilità non è un capriccio, ma un diritto primario che oggi l'Amministrazione ha responsabilmente salvaguardato".
Redazione Irno24 13/06/2023
Al Ruggi di Salerno medici dirottati al PS, Tommasetti: "Ennesima mortificazione"
“Solidarietà ai medici dell’ospedale di Salerno e preoccupazione per gli utenti che pagano la mancanza di organizzazione”. È la reazione di Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Lega, all’esposto in Procura presentato da un gruppo di professionisti del Ruggi d’Aragona.
“Nella denuncia di questi medici si parla in maniera esplicita di spostamenti di personale, letteralmente dirottato al Pronto Soccorso da altri reparti. Se confermati, sarebbero fatti molto gravi che minano la credibilità dell’azienda sanitaria. A maggior ragione se pensiamo che si tratterebbe non di casi isolati ma di una consuetudine che, a detta dei medici stessi, dura ormai da anni”.
Un atto incongruo, secondo Tommasetti, che mette in evidenza anche le carenze della struttura: “È impensabile che il Pronto Soccorso di un’Azienda Ospedaliera Universitaria possa tirare avanti con unità dirottate da altri reparti. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma si rischia di lasciare sguarnite aree essenziali: tra coloro che hanno presentato l’esposto ci sarebbero cardiologi, pneumologi, neurologi. Si vanno a svilire le competenze del personale sanitario per tappare buchi e si espone il medico a conseguenze pesanti in caso di diagnosi errate. Non superfluo aggiungere, infine, che scelte simili vanno a discapito della qualità dell’assistenza ai pazienti”.
Il consigliere regionale invita i vertici dell’azienda “a non restare silenti davanti a queste accuse. Dopo la fuga dei cardiologi, ora i medici in prestito al Pronto Soccorso rischiano di gettare ulteriore discredito sulle tante professionalità di alto livello della struttura”.
Redazione Irno24 04/04/2020
Ieri oltre 8mila multe in Italia per mancato rispetto del divieto di spostamento
Il Ministero dell'Interno ha diffuso il report sui controlli effettuati in tutta Italia per verificare il rispetto delle ordinanze anti-Covid. Venerdì 3 Aprile, le forze di Polizia hanno controllato 254.959 persone e 93.064 esercizi commerciali e attività. Le persone sanzionate in via amministrativa per i divieti sugli spostamenti sono state 8.187, quelle denunciate per false attestazioni nell'autodichiarazione sono state 83 e quelle denunciate per violazione della quarantena 30. I titolari di esercizi commerciali sanzionati sono stati 136 e 29 i provvedimenti di chiusura delle attività.