Apertura al pubblico dei Musei provinciali nelle festività natalizie

Per le Vigilie di Natale e di Capodanno, la chiusura è prevista alle ore 15:00

Redazione Irno24 22/12/2021 0

La Provincia di Salerno, in occasione delle prossime festività natalizie, comunica gli orari dei vari Musei provinciali, che saranno aperti regolarmente al pubblico nei giorni ed orari consultabili sul sito istituzionale, ad eccezione delle giornate festive del 25 e 26 dicembre 2021, 1 e 6 gennaio 2022, quando tutti i Musei Provinciali resteranno chiusi.

Invece, per le Vigilie di Natale e di Capodanno, nei giorni 24 e 31 dicembre 2021, la chiusura al pubblico di tutti i Musei Provinciali è prevista alle ore 15.00.

“Cerchiamo di rendere fruibili - dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese - i nostri spazi museali per le festività natalizie, per accontentare le esigenze dei flussi turistici che in questo periodo sono previsti sul nostro territorio. Il settore Pianificazione strategica e Sistemi museali, diretto da Gioita Caiazzo, è impegnato in un considerevole sforzo organizzativo nonostante la forte carenza di personale cui siamo costretti”.

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Redazione Irno24 19/02/2021

Inaugurata con De Luca "A Sud del Barocco" nel nuovo lotto della Pinacoteca provinciale

Si è tenuta stamattina una doppia inaugurazione a Palazzo Pinto, sede della Pinacoteca provinciale di Salerno. Alle 9,30 era prevista l’apertura del secondo lotto della Pinacoteca, attesa da anni dalla città di Salerno, e, contemporaneamente, l’opening della mostra "A Sud del Barocco, geografia di un tempo dell’arte", curata da don Gianni Citro. Proposta dalla Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., l’esposizione è organizzata in collaborazione con la Provincia di Salerno e la Regione Campania, attraverso SCABEC.

Insieme ai curatori della mostra, il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese ha dato il benvenuto alle autorità civili e religiose che sono intervenute alla cerimonia. Con lui erano presenti il Sindaco della città Enzo Napoli, l’On. Piero De Luca e il Presidente della Regione Campania, On. Vincenzo De Luca.

“Un momento storico per tutta la comunità salernitana - dichiara Strianese – innanzitutto per la consegna alla città del secondo lotto della nostra Pinacoteca, una cornice ideale per eventi culturali. Abbiamo aperto al pubblico 6 nuove sale che ci permettono di rimodulare, mediante una nuova rilettura museale e museografica, l’impianto espositivo sia delle preziose opere presenti e sia delle ultime acquisizioni.

Contemporaneamente, proprio per promuovere l’apertura di questo nuovo plesso, abbiamo deciso di inaugurare la mostra curata da don Gianni Citro, allestita proprio in questi spazi e composta da 30 capolavori di pittura barocca meridionale, provenienti da collezioni private, che disegnano un importante percorso di indagine nella storia dell'arte del Sud del nostro paese. Ringrazio tutte le autorità presenti e in particolare il Presidente della Regione On. Vincenzo De Luca per aver condiviso con noi questo momento e per il sostegno economico destinato all’iniziativa.

Nel rispetto della normativa nazionale e regionale di prevenzione da Covid-19, se la nostra Regione dovesse diventare arancione, naturalmente saremmo costretti alla chiusura temporanea. In quel caso si procederà a prorogare l’apertura al pubblico che attualmente è prevista fino al 9 maggio 2021. Nel frattempo consiglio a tutti di visitarla”.

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Redazione Irno24 26/04/2021

Dal 18 al 26 Giugno la nona edizione del festival "Salerno Letteratura"

Dal 18 al 26 giugno ritorna Salerno Letteratura, il più grande festival letterario del Sud: nove giorni a cui parteciperanno scrittori, musicisti, attori e artisti italiani e stranieri. L'ideatrice e direttore organizzativo della manifestazione Ines Mainieri, i codirettori artistici Gennaro Carillo, Matteo Cavezzali e Paolo Di Paolo, la responsabile del programma ragazzi Daria Limatola e lo staff storico di Salerno Letteratura hanno progettato un’edizione molto particolare del festival, giunto alla sua nona edizione, con un programma di oltre 100 eventi.

La nuova edizione parte da uno straordinario parterre di scrittori e artisti, a cominciare da Olga Tokarczuk, scrittrice Premio Nobel per la Letteratura, Jhumpa Lahiri, Premio Pulitzer, da Alessandro Baricco a Erri De Luca, da una protagonista della canzone italiana come Nada a Moni Ovadia, da volti popolarissimi come Lino Guanciale e Sabina Guzzanti a un maestro della letteratura contemporanea come André Aciman (autore di Chiamami col tuo nome).

E ancora: Jonathan Coe, Hanif Kureishi, Benjamin Labatut, rivelazione della letteratura internazionale, Guillermo Arriaga; popolari autori italiani come Dacia Maraini, Nicola Lagioia, Lidia Ravera, Daria Bignardi; grandi scienziati come Guido Tonelli e Antonella Viola; l’omaggio a Lucio Dalla di Gino Castaldo e Ernesto Assante, giornalisti-scrittori di primo piano come Ezio Mauro, Francesca Mannocchi, Giovanna Pancheri, Filippo Ceccarelli e Gabriele Romagnoli; importanti studiosi come Eva Cantarella, Ivano Dionigi, Nadia Fusini, Vera Gheno, un compositore e musicologo come Giovanni Bietti ed esponenti della politica volta a una riflessione etica come Luigi Manconi e Luciano Violante.

Il titolo dell’edizione, Le Occasioni, un omaggio al poeta Eugenio Montale a quarant'anni dalla sua morte, sta a indicare la vera natura di un grande festival: non solo un contenitore di eventi, ma un propulsore, un continuo innesco di “occasioni” culturali su un territorio. Occasioni, intanto, di lavoro: tanto più durante una crisi sanitaria che ha costretto moltissimi artisti a fermarsi. Ma occasioni intese anche come opportunità di collaborazione fra figure diverse, di dialogo, di relazione. Salerno Letteratura quest’anno si moltiplica: diventa laboratorio di creazioni, producendo performance e spettacoli che nascono a e per Salerno Letteratura, e che poi saranno portati in giro per l’Italia avendo come partner produttivo il festival.

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Federica Garofalo 30/11/2020

Claudio & Diana: gli "ultimi romantici" da Salerno alla RAI

Si sono conosciuti da adolescenti e non si sono più lasciati: Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, Salernitani IGP, coppia sul palco e nella vita, lei cantante e pianista, lui chitarrista e percussionista, conosciuti semplicemente come “Claudio & Diana”. “Ultimi Romantici” secondo il giornalista Luigi Coppola, che così ha intitolato la loro biografia uscita nel 2018 per i loro trent’anni di musica insieme: musica che è la canzone classica napoletana, il simbolo stesso nel mondo del sentimento e della passione.

"Quando ci chiedono 'Qual è il vostro lavoro?' e noi rispondiamo 'Musicisti', la domanda successiva - scherza Diana - è quasi sempre 'E il lavoro vero?'. Questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode attualmente il mestiere di musicista". Eppure non tutti possono vantare un curriculum come il loro: una tournée con Pupo nel 1987 (in realtà avrebbe dovuto esserci solo Diana come pianista, Claudio si aggregò per gelosia in qualità di percussionista, come fa notare lei ridendo), anni di attività da musicisti di piano bar con l’Ensemble Note Mediterranee, finché una sera scatta la passione per la canzone classica napoletana.

È Diana a raccontarlo: "Durante una serata in un locale a Cava, ci fu chiesta la dedica di una canzone direttamente al tavolo, una vera e propria 'posteggia', ma con il pianoforte come avremmo potuto farlo? Per fortuna Claudio, con prontezza di spirito, tirò fuori la chitarra e la canzone che ci fu chiesto di dedicare era 'Cu’mme' di Enzo Gragnaniello. Da quel momento il nostro modo di vedere la musica cambiò radicalmente".

E cambia ancora di più con un incontro molto speciale: "Pochissimo tempo dopo, ci chiamarono per una festa a San Giuseppe Vesuviano, ma solo quando arrivammo lì ci rendemmo conto che il festeggiato altri non era che Roberto Murolo. Cantò persino accompagnato da noi, senza microfono: 'Se me vonno sentì, se stanno zitti', disse, e questa fu una grande lezione anche per noi".

E infatti così suonano oggi, Claudio e Diana: niente microfoni né altoparlanti, solo voce e chitarra, a volte mandolino, violino o percussioni, ma tutto in acustico, sia che si tratti di serenate, sia che si tratti di posteggia napoletana. Un repertorio amato in tutto il mondo, come dimostra la presenza di tedeschi, giapponesi, israeliani, irlandesi ai loro concerti.

"Una sera suonammo per una cena di attori americani all’hotel Cipriani di Venezia - racconta Diana - e persino loro conoscevano Cu’mme, commuovendosi fino alle lacrime. Noi facciamo anche incontri nelle scuole per parlare della canzone classica napoletana, e percepiamo la sorpresa dei ragazzi di fronte a un repertorio che loro si aspettano sia 'noioso', ma in realtà attualissimo".

D’altronde lo stesso Lucio Dalla affermò che, di fronte a “Era de Maggio” di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, “Imagine” di John Lennon diventava il rumore di un armadio. "Noi non abbiamo avuto l’onore di conoscere Lucio Dalla - dice Diana - ma in compenso abbiamo avuto molti incontri importanti, da Catena Fiorello a Maurizio Costanzo, a Vincenzo Mollica, che ci ha intervistati per il TG1. Fino all’allora direttore del TG2 Marcello Masi che ci invitò in studio, attratto dal nostro video sulla canzone di Pino Daniele 'Terra Mia' dedicato alla Terra Dei Fuochi: da allora su RAI2 siamo praticamente di casa, e con la giornalista Marzia Roncacci è nata una vera e sincera amicizia".

Ma è con la gente comune che si instaura il rapporto più forte, ad esempio con le coppie che commissionano le serenate, che sia quella classica qualche giorno prima del matrimonio, ma anche per chiedere l’amata in sposa, in scenari da sogno come la Costiera Amalfitana. Ma non solo: "Un giorno ci chiamò da Livorno un innamorato disperato - racconta Diana - Dopo averle tentate tutte per riconquistare la sua amata, volle giocare anche la carta della serenata. Fu un momento molto commovente. Ogni volta rimaniamo sbalorditi dai gesti di queste persone, che per amore sono capaci di inventare cose meravigliose".

Claudio e Diana, però, non sono una coppia di sognatori "con la testa tra le nuvole": non dimenticano il problema terribile della violenza sulle donne, cui hanno dedicato un video sulle note della canzone “Amaro è ‘o bbene” di Sergio Bruni e Salvatore Palomba: come a dire, romantici sì, ma con i piedi per terra.

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