La Salernitana esonera Castori, si attende il nome del nuovo tecnico
Decisiva la bruciante sconfitta maturata al "Picco" di La Spezia
Redazione Irno24 17/10/2021 0
L’U.S. Salernitana 1919 comunica attraverso il proprio sito web di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra il sig. Fabrizio Castori. Ringraziandolo per la professionalità profusa e gli obiettivi raggiunti insieme, la società augura al tecnico le migliori fortune umane e professionali.
Si attende di conoscere il nome del nuovo tecnico. Secondo indiscrezioni, il più accreditato dovrebbe essere Stefano Colantuono, già alla guida dei granata pochi anni fa in serie B.
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Redazione Irno24 19/07/2022
Altro arrivo in casa Salernitana, si tratta del 26enne Junior Sambia
"L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista classe ‘96 Salomon Junior Sambia. Il calciatore si è legato al club granata fino al 2026". Sambia, reduce da una lunga esperienza coi francesi del Montpellier, aveva raggiunto in tarda mattinata il ritiro austriaco di Jenbach: si attendeva soltanto l'ufficialità dell'ingaggio.
Redazione Irno24 26/07/2020
Salernitana, dal 28 Luglio in vendita la maglia celebrativa "Città di Salerno"
L’U.S. Salernitana 1919 comunica che le maglie celebrative indossate nel corso della gara Salernitana-Empoli del 24 Luglio, recanti sul petto la scritta “Città di Salerno” e il logo del Comune con l’effige di San Matteo, saranno disponibili presso l’Official Store in Piazza Caduti Civili di Guerra a partire da Martedì 28 luglio.
Redazione Irno24 30/05/2020
30 Maggio 1994, un colpo di pistola squarcia il cuore di Ago e dei salernitani
Ore 8.50 del 30 maggio 1994, un botto secco sconvolge la serenità del complesso di villini ubicati in via De Angelis a Santa Maria di Castellabate: Agostino Di Bartolomei si è appena tolto la vita con un colpo al cuore, sparato con la sua Smith & Wesson calibro 38. La famiglia piomba nel dramma, un fremito di disperazione scuote i salernitani e tutto il mondo del calcio.
Nessuno sa spiegarsi i motivi di un gesto del genere, almeno fino a quando Marisa De Santis, consorte del grande Ago, scopre un biglietto in cui il marito spiega a chiare lettere di essere entrato in un tunnel, di essere stato emarginato da quel mondo (il calcio) che tanto gli aveva dato e da lui tanto aveva ricevuto. Sembra sia andato male il progetto di costruzione di un centro sportivo per giovani calciatori.
In effetti, l’ultima soddisfazione Agostino se la toglie proprio a Salerno, condottiero di una squadra dal grande carattere che conquista la serie B nel 1989/90. Di quella compagine, allenata dal pragmatico Ansaloni, Di Bartolomei è il faro, il punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E’ uno che non molla mai, disposto a mettere fra parentesi un passato glorioso nella Roma di Liedholm e di calarsi con umiltà nella mediocre terza serie. La sfida è vinta, non a caso il gol promozione nel match di Brindisi porta la sua firma: classico destro forte e preciso dal limite e la sfera si insacca nell’angolino.
Nella Capitale, il Barone svedese lo vede “regista difensivo”, una sorta di libero con licenza di impostare il gioco dalle retrovie. Con i piedi sopraffini e la testa che si ritrova, Ago ricopre il ruolo con grande classe e disciplina; qualche metro più avanti giostra Falcao, a completare un mix di micidiale efficacia. La Roma ’82/’83 trionfa davanti alla Juve, il mito di Ago decolla. I tifosi sono tutti per lui. La jella, però, è dietro l’angolo e il 30 maggio 1984 (sinistra coincidenza con la data della morte) i giallorossi perdono ai rigori la Coppa Campioni nella drammatica finale giocata proprio a Roma contro il Liverpool. Qualcosa si incrina nello spogliatoio e la società cede Di Bartolomei al Milan (dove ritroverà Liedholm) per improbabili esigenze di bilancio.
Agostino non perde la calma e la signorilità, continua ad essere un modello di riferimento a livello tecnico/tattico (i suoi lanci sono un marchio di fabbrica) e disciplinare (le sue rare rimostranze agli arbitri sono civilissime e pacate, accompagnate da quella postura inequivocabile con le mani ben raccolte dietro la schiena). In Lombardia rimane 3 anni, poi con l’avvento di Sacchi – che predilige un gioco rapido e ritiene sorpassati i liberi vecchio stampo – si accasa a Cesena.
Nel 1988, a 34 anni, il clamoroso approdo alla Salernitana di don Peppino Soglia. Ma non sono rose e fiori dall’inizio, perchè il tecnico Pasinato lo mette addirittura fuori squadra preferendogli Dalla Costa, onesto mestierante della categoria. Lamberto Leonardi, subentrato a Pasinato, lo reintegra e Giancarlo Ansaloni, mister della promozione, gli affida l’anno dopo le chiavi della regia. Ago disputa un torneo strepitoso, siglando – come detto – il gol storico di Brindisi.
Sono passati 26 anni da quella morte assurda, ma nell’animo di chi lo ha amato risuona ancora il grido “Oh Agostinooo, Ago-Ago-Ago-Agostinooo”…
in collaborazione con natialvestuti.it