Covid-19, la circolare ai Prefetti sulle misure della "fase 2"

Obiettivo è trovare un equilibrio tra la salvaguardia della salute e le restrizioni

Ministero dell'Interno (fonte sito istituzionale)

Redazione Irno24 03/05/2020 0

On line le indicazioni operative relative al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 26 aprile 2020 su contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Ne dà notizia il sito del Ministero dell'Interno. Le principali misure, in vigore su tutto il territorio nazionale da domani 4 maggio, sono illustrate nella circolare del capo di Gabinetto ai prefetti del 2 maggio 2020.

L'obiettivo del nuovo quadro di regole è trovare un punto di equilibrio tra la salvaguardia primaria della salute pubblica e l'esigenza di contenere l'impatto delle restrizioni sulla vita dei cittadini, tra il sostegno al riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori.

LA CIRCOLARE

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Redazione Irno24 11/01/2022

Studio FIASO, il 34% dei positivi ricoverati non è in ospedale per il Covid

Il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato Covid: non è in ospedale per sindromi respiratorie o polmonari e non ha sviluppato la malattia da Covid ma richiede assistenza sanitaria per altre patologie e al momento del tampone pre-ricovero risulta positivo al Sars-Cov-2. Uno su tre, dunque, sia pur con infezione accertata al virus Sars-Cov-2, viene ospedalizzato per curare tutt’altro: traumi, infarti, emorragie, scompensi, tumori.

I dati emergono da uno studio fatto da FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) sui ricoveri di 6 grandi aziende ospedaliere e sanitarie: Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata, Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e Policlinico di Bari. In tutto sono stati analizzati 550 pazienti ricoverati nelle aree Covid dei sei ospedali: un campione pari al 4% del totale dei ricoverati negli ospedali italiani. La rilevazione è stata effettuata in data 5 gennaio.

Dei complessivi 550 pazienti monitorati, 363 (il 66%) sono ospedalizzati con diagnosi da infezione polmonare. Mentre 187 (il 34%) non manifestano segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare: ovvero sono stati ricoverati non per il virus ma con il virus. Per lo più si tratta di pazienti arrivati in ospedale o al pronto soccorso per altri problemi e che, al momento del ricovero che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell’infezione da Sars-Cov-2 ma senza sintomi di malattia. La diagnosi da infezione da Sars-Cov-2 è dunque occasionale.

Per la stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, si tratta di donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33%, invece, è composto da pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica derivante da diabete o altre malattie metaboliche, da patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche o broncopneumopatie croniche. Un’altra quota, pari all’8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Un altro 8%, invece, è rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente e indifferibile pur se positivi al Covid. C’è inoltre una parte, complessivamente il 6% del totale, di pazienti che arrivano al pronto soccorso a causa di incidenti e richiedono assistenza per vari traumi e fratture.

Da sottolineare inoltre la differenza di età tra i due gruppi di degenti positivi. I pazienti ricoverati per il Covid sono molto più anziani e hanno in media un’età di 69 anni mentre i soggetti contagiati privi di sintomi e ricoverati per altre patologie hanno in media 56 anni. Tra i soggetti che hanno sviluppato la malattia polmonare da virus risulta vaccinato con un ciclo completo di tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi solo il 14% di contro tra coloro che sono positivi al Sars-Cov-2 ma sono ricoverati per altre patologie è vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi il 27%. In entrambi i gruppi c’è una preponderanza di soggetti non vaccinati o che non hanno ancora fatto la dose booster.

“Se si usa come parametro non l’infezione da Sars-Cov-2 ma la malattia da Covid, l’efficacia del vaccino risulta essere molto solida. L’età media di 69 anni, molto più alta nei pazienti che sviluppano la sindrome polmonare, evidenzia come il rischio di malattia si concentri tra i 60 e gli 80 anni; questo dato conferma dunque l’indirizzo del Governo che, attraverso l’obbligo, ha voluto mettere in sicurezza gli ultra 50enni. Resta prioritario il vaccino perché il fattore di rischio più importante, oltre alle comorbidità, resta l’età”, commenta il professor Silvio Tafuri, ordinario di Igiene dell’Università di Bari e coordinatore della control room Covid del Policlinico di Bari, che ha partecipato allo studio.

“Ci aspettiamo di dover far fronte a un numero sempre più ampio, vista l’ampia circolazione e l’elevata contagiosità del virus, dei ricoveri per patologie non Covid in pazienti che, però, hanno l’infezione - dichiara il Presidente Fiaso, Giovanni Migliore - Va riprogrammata l’idea dell’assistenza creando non solo reparti Covid e no Covid, ma è necessario realizzare nuove strutture polispecialistiche in cui sia garantita l’assistenza specialistica cardiologica, neurologica, ortopedica in pazienti che possono presentare l’infezione da Sars-Cov-2. Occorre pensare a reparti Covid per il cardiotoracico, per la chirurgia multispecialistica. Per l’ostetricia già in molti ospedali sono state realizzate aree Covid. A Brescia e Bari esistono anche degli ambulatori per la dialisi di pazienti positivi. Bisogna riprogrammare sulla base delle nuove esigenze l’assistenza sanitaria”.

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Redazione Irno24 21/01/2022

De Luca: "Stringere i denti fino a fine Gennaio, poi lenta discesa del contagio"

"Non so se siamo arrivati al massimo del contagio, al picco. La sensazione che si ha è che abbiamo ancora un numero impressionante di morti per Covid, e da questo punto di vista siamo veramente in un'emergenza drammatica.

Ma per quanto riguarda l'estensione del contagio, da qualche giorno siamo fermi sotto i 200mila. Nessuno di noi è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi giorni, la sensazione è che si vada verso un qualche assestamento, e questo lascia intuire che da fine gennaio cominceremo ad avere probabilmente una discesa del contagio.

Speriamo che sia così dobbiamo stringere i denti fino a fine gennaio, credo che sia ragionevole prevedere che poi dopo fine gennaio comincerà questa lenta discesa del contagio, anche perché stanno crescendo i numeri dei vaccinati, anche di quelli con la prima dose che mi pare si stiano svegliando, meglio tardi che mai".

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Redazione Irno24 07/09/2021

Scuole e trasporti, "tavolo" Prefettura punta a confermare documento operativo

Prosegue l’attività del “tavolo di coordinamento scuole/trasporti”, convocato dal Prefetto di Salerno, Francesco Russo, nel pomeriggio di oggi, 7 Settembre, in modalità “videoconferenza”, come prosieguo della riunione svoltasi la scorsa settimana, terminata con l’intesa di allargare il confronto anche ai Dirigenti scolastici del territorio tramite i Sindaci.

Obiettivo del “tavolo”, in vista dell’imminente avvio dell’anno scolastico 2021/2022, quello di valutare congiuntamente l’opportunità di confermare o meno i contenuti del “documento operativo” redatto lo scorso anno, che prevedeva una differenziazione negli orari di ingresso/uscita dalle scuole per le zone “Salerno e Valle dell’Irno” e “Agro Nocerino-Sarnese” in due fasce orarie (ingresso ore 8,00 per le classi prime, seconde e terze; ore 9,00 per le classi quarte e quinte e, di conseguenza, differenziazione nelle uscite) e un orario unico di ingresso/uscita nelle restanti zone della provincia.

Presenti all’incontro di oggi, oltre agli abituali componenti (il Presidente della IV Commissione Regionale Trasporti, il Vice Presidente della Provincia, il Sindaco di Baronissi in rappresentanza di ANCI Campania, il Vice Sindaco della città di Salerno, l’Ufficio Scolastico Provinciale, le aziende di trasporto), anche i Sindaci dei comuni interessati dalla modalità “per orari differenziati”.

Nel corso della riunione sono stati approfonditi gli esiti degli incontri che i Sindaci hanno tenuto in settimana con i Dirigenti Scolastici: dai “tavoli locali”, pur essendo stata descritta una situazione abbastanza eterogenea, è emersa in linea generale l’indicazione di confermare i contenuti del documento operativo anche per il prossimo anno scolastico. Ciò soprattutto tenendo conto del ritorno alla didattica “in presenza” al 100%, con un aumento dei flussi di studenti rispetto allo scorso anno.

Faranno eccezione i comuni di Baronissi e Mercato San Severino, per i quali, in considerazione delle esigenze rappresentate dai rispettivi Sindaci, che non hanno evidenziato particolari criticità sotto il profilo della viabilità e dei volumi di traffico, e dai Dirigenti Scolastici, si è deciso di mantenere un orario unico di ingresso e uscita dalle scuole. La Regione, analogamente allo scorso anno, assicurerà i servizi aggiuntivi necessari per far fronte alle esigenze di mobilità degli studenti della provincia. Il “tavolo di coordinamento scuole/trasporti” monitorerà l’evoluzione della situazione e sarà riconvocato sulla base delle richieste che perverranno di volta in volta.

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