Crisi da Covid, Coldiretti Campania chiede taglio e proroga TARI per agriturismi
A rischio un sistema che fattura quasi 30 milioni di euro all'anno
Redazione Irno24 26/01/2021 0
L’emergenza Covid sta mettendo a rischio il comparto agrituristico a causa delle chiusure e dei vincoli legati alle misure di prevenzione. Coldiretti Campania lancia un appello ai sindaci di tutti i Comuni chiedendo di intervenire con la leva fiscale per alleviare le sofferenze. Per superare la crisi – sostiene Coldiretti – occorrono misure finanziarie in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle imprese.
L’agricoltura è storicamente il settore a maggiore resilienza, ma occorre dare una mano per affrontare la tempesta, attraverso interventi pubblici che consentano alle imprese di ripartire. A tale proposito, Coldiretti Campania chiede alle Amministrazioni Comunali di prevedere, relativamente alla TARI 2021, misure adeguate in favore delle imprese agricole, in particolare di quelle esercenti attività agrituristica che hanno subìto, in conseguenza della crisi epidemiologica, un azzeramento della domanda e delle presenze, peraltro con una evidente diminuzione della relativa produzione di rifiuti. A rischio è un sistema che fattura in Campania quasi 30 milioni di euro all’anno tra ristorazione e ospitalità.
In merito alla tassa rifiuti, l’IFEL – Fondazione di ANCI per la finanza degli enti locali – ha ribadito la facoltà dei Comuni di deliberare riduzioni della TARI per le imprese (utenze non domestiche) che siano state costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione emergenziale.
Peraltro, per quanto riguarda le attività agrituristiche, si ricorda che la stessa Fondazione ha già consigliato che per la determinazione delle tariffe TARI da applicare agli agriturismi si tenesse conto, in primo luogo, della specificità dell'attività svolta, in quanto l'agriturismo è finalizzato dalla legge all'obiettivo primario di recupero del patrimonio edilizio rurale; in secondo luogo occorre valutare la stagionalità dell’attività, la minor capacità ricettizia rispetto agli alberghi, legata al numero massimo di pasti e posti letto offerti.
Si chiede pertanto ai Comuni – conclude Coldiretti Campania – di deliberare sin da subito la riduzione e la proroga dei termini di pagamento della TARI dovuta per l’anno 2021. L’attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo non consente infatti di riprogrammare gli impegni e di far fronte agli obblighi fiscali.
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Redazione Irno24 08/11/2023
Salerno, in Consiglio provinciale il Masterplan Litorale Sud
A Palazzo Sant’Agostino si è tenuto il Consiglio provinciale che, fra i punti all’ordine del giorno, ha preso atto dell’approvazione del progetto definitivo del Masterplan Litorale Salerno Sud e dell’approvazione della convenzione ex art. 30 D.Lgs. 267/2000.
“Parliamo di un progetto - dichiara il Presidente della Provincia, Franco Alfieri - finanziato per una prima tranche a valere sull’Asse Strategico 5.1 del POR FESR 2021/27 per 20 milioni di euro, che riguarda i Comuni di Salerno, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum, Agropoli e Castellabate.
La Provincia, in quanto Ente capofila, funge da snodo fondamentale tra la più generale funzione programmatoria regionale e il ruolo essenziale dei Comuni. Il nostro è un percorso virtuoso e un modello di governance che permetterà al Masterplan di cogliere la grande occasione di sviluppo che merita il nostro straordinario territorio”.
Redazione Irno24 20/01/2026
Declassamento dei comuni montani, la CISL Salerno lancia l'allarme
La revisione della classificazione dei comuni montani, destinata a incidere profondamente sugli equilibri sociali ed economici delle aree interne, continua a procedere in un clima di incertezza istituzionale. Il rinvio dell’incontro tra Stato e Regioni, previsto per il 13 gennaio e chiamato a discutere il DPCM attuativo della legge 131 del 2025, rappresenta un segnale negativo per territori che da tempo attendono chiarezza e garanzie sul proprio futuro. Un rinvio che suscita forte amarezza nella Cisl Salerno, soprattutto alla luce delle ricadute che il possibile declassamento di numerosi Comuni potrebbe avere sulle comunità dell’entroterra salernitano, già segnate da isolamento, carenze infrastrutturali e progressivo spopolamento.
"Il rinvio dell’incontro Stato-Regioni è un fatto grave e preoccupante - dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno - perché lascia sospesi centinaia di Comuni e migliaia di cittadini che vivono quotidianamente una condizione di fragilità strutturale. Le aree interne non possono essere trattate come una questione secondaria o rinviabile".
Secondo la Cisl salernitana, la revisione dei criteri di "montanità", basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e morfologici, rischia di produrre un effetto paradossale: sottrarre risorse e strumenti proprio a quei territori che più avrebbero bisogno di politiche di sostegno e riequilibrio. "La montanità non è solo una quota altimetrica - prosegue la Cortazzi - ma è fatta di distanza dai servizi, difficoltà di mobilità, carenza di sanità territoriale, scuole a rischio chiusura e opportunità di lavoro sempre più ridotte. Ignorare questi elementi significa non comprendere la realtà delle aree interne della provincia di Salerno.
Serve un confronto vero, serio e immediato tra Governo e Regioni, che tenga insieme rigore tecnico e giustizia territoriale. Ogni ulteriore rinvio rischia di trasformarsi in un danno concreto per comunità già fragili. La Cisl salernitana continuerà a battersi affinché nessun Comune delle aree interne venga lasciato indietro e affinché il riconoscimento della montanità resti uno strumento di tutela dei diritti e non venga ridotto a una mera operazione amministrativa".
Redazione Irno24 11/12/2025
Salerno fra capitali crocieristiche Mediterraneo, 183 navi previste nel 2026
Un bacino al centro del Mediterraneo, uno scalo in pieno sviluppo, una risorsa non solo per l’economia turistica ma per quella di un intero territorio, un punto di riferimento per il traffico internazionale crocieristico e anche per quello del trasporto passeggeri (aliscafi e traghetti): il 2025 è stato un anno significativo, sul versante turistico, per il Porto di Salerno.
Le destinazioni si costruiscono uno scalo alla volta. Con cura, con passione, con una visione. Fedele al proprio slogan, il lavoro della società "Amalfi Coast Cruise Terminal - Port of Salerno", concessionaria del Terminal Zaha Hadid, ha consentito al comparto crocieristico salernitano di entrare nel novero delle realtà più dinamiche e strutturate del Mediterraneo. Oggi la visione non è più solo un obiettivo, ma un processo concreto, misurabile nei numeri e soprattutto nelle opportunità generate per l’intero territorio.
Dalla sottoscrizione della concessione e fino al termine dell’anno in corso (2025), il Terminal ha registrato volumi che hanno rappresentato uno storico cambio di passo: 124 giornate di occupazione della banchina, 108 scali differenti e 149.189 passeggeri movimentati. Dati che non solo hanno superato le performance del passato, ma che delineano un trend di crescita che posiziona Salerno tra i porti emergenti, più interessanti e più attrattivi del Mediterraneo. Nel recente "Italian Cruise Day", l’outlook realizzato da "Risposte&Turismo", si è evidenziato come Salerno è il porto che nel 2026 crescerà di più assieme a Catania e Ravenna.
Le compagnie di navigazione - sottolinea l’ing. Giuseppe Amoruso, presidente di "Amalfi Coast Cruise Terminal" - hanno riconosciuto la qualità del nostro lavoro, la capacità organizzativa e l’affidabilità di un Terminal indipendente come il nostro, libero da legami con gruppi armatoriali e dunque in grado di offrire a tutti gli operatori lo stesso livello di servizio. Se questi numeri rappresentano un risultato eccezionale, ciò che abbiamo programmato e confermato per il 2026 segna un vero e proprio salto di quantità e qualità".
Nel calendario del 2026 è previsto l’attracco di 183 navi per ben 194 giorni di occupazione banchina (totale di 400.777 passeggeri, considerando la capienza massima trasportabile delle navi da crociera che attraccheranno). In appena dodici mesi sono così state raddoppiate le previsioni originarie; soprattutto non si tratta più di stime, ma di dati concreti, reali. Sono 25 i brand crocieristici che hanno scelto Salerno come porto di attracco per il 2026: tra questi, ci sono i primi 3 gruppi armatoriali al mondo. La Carnival Group con 19 scali, Norwegian Cruise Line con 70 scali, Royal Caribbean con 45 scali. Sono 49 le navi extralusso con meno di 1200 passeggeri a bordo, 90 le navi con navi con oltre 2500 passeggeri.
"L’impatto economico e occupazionale di questa crescita - spiega Amoruso - è già visibile e destinato ad ampliarsi, non solo al nostro interno. L’impatto economico e occupazionale va visto anche a livello globale. Utilizzando i moltiplicatori elaborati da CLIA (Cruise Lines International Association), possiamo misurare in modo preciso il valore creato dal traffico previsto per il 2026. Secondo CLIA, ogni 24 crocieristi attivano un posto di lavoro full-time nella filiera turistica. Questo significa che i nostri 400.777 passeggeri attiveranno 16.699 unità lavorative, distribuite tra trasporti, logistica, ristorazione, guide, accoglienza, commercio, servizi, artigianato e tutte le attività connesse all’indotto. È un volume occupazionale imponente, che non solo sostiene l’economia locale, ma che la diversifica e la stabilizza".