Delegazione angolana a Palazzo Sant'Agostino per parlare di sviluppo e investimenti

Strianese: "Bene cogliere in pieno le possibilità offerte dall’internazionalizzazione"

Redazione Irno24 29/07/2021 0

Si è tenuto a Palazzo Sant’Agostino l’incontro con la delegazione dell’Angola guidata dal Segretario di Stato alla pesca Esperança Maria Francisco Eduardo da Costa e dall’Ambasciatrice in Italia Maria De Fatima Domingas Jardim.

Hanno accolto e salutato la delegazione il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’International Legal Advisor Giuseppe La Sala e il Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale Alfredo Carmine Cestari, che ha collaborato alla realizzazione dell’appuntamento.

“Salerno e la sua provincia – dichiara Strianese – sono un importante hub di interscambio fra Europa e Africa. Confronto e collaborazioni con realtà economiche, sociali e culturali diverse sono fondamentali per noi e le nostre imprese. Soprattutto ora che è necessario ripartire e creare sviluppo, è bene cogliere in pieno le possibilità offerte dall’internazionalizzazione. Il mercato angolano può essere un ottimo sbocco economico.

L’Angola è un paese ricco di risorse e si configura come una rilevante destinazione di investimenti soprattutto nei settori della pesca, dell’agricoltura e dell’edilizia. In particolare oggi il Paese sta vivendo il momento più florido della sua storia, la guerra ormai è solo un ricordo del passato visto che è stato avviato un processo di ricostruzione che ha consentito una valida riorganizzazione in tutti i settori. L’Angola è un luogo più dinamico e sicuro, stabile sia politicamente che economicamente e presenta un grande potenziale di sviluppo”.

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Redazione Irno24 18/11/2021

Specialità tipiche in tempo di Covid, la Campania svetta in Italia

Sono ben 5.333 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale nel 2021 in Italia salvate dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese. E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Villa Miani a Roma.

La Campania si piazza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ben 569, davanti a Toscana (463) e Lazio (438). A seguire si posizionano l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (384), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Puglia che può contare su 311 prodotti.

A ruota tutte le altre Regioni: la Liguria con 300 prodotti tipici censiti, la Calabria (269), la Lombardia (262), la Sicilia (264), la Sardegna (217), il Trentino Alto Adige (207), il Friuli-Venezia Giulia (179), la Basilicata con 163, il Molise (159), le Marche (154), l’Abruzzo (149), l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.

Grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori, impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari, il numero delle tipicità regionali che l’Italia può offrire è passato – sottolinea Coldiretti – dalle iniziali 2.188 del primo censimento nel 2000 alle 5333 attuali con un aumento del 167% dei prodotti salvati dal rischio di estinzione, accelerato dall’emergenza sanitaria.

“Il primato della Campania – commenta Gennarino Masiello, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Coldiretti – conferma ancora una volta che la nostra terra è un concentrato straordinario di cultura del cibo, un sapere millenario che si è sedimentato grazie alle influenze e alle eredità dei tanti popoli che l’hanno attraversata e vissuta.

Dai Greci ai Romani, dai Longobardi ai Normanni, dagli Spagnoli ai Francesi, ogni contaminazione ha lasciato il segno in uno o più specialità alimentari, costruendo quel patrimonio immenso che arricchisce la Dieta Mediterranea e che non a caso è stato riconosciuto patrimonio Unesco proprio da uno studio condotto nel Cilento. L’ultimo riconoscimento Unesco è stato quello all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, a conferma della grandezza della cultura del cibo in Campania”.

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Redazione Irno24 21/07/2020

Bonus una tantum per le imprese turistiche della Regione

La Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo della Campania ha approvato l’Avviso finalizzato a sostenere le imprese del comparto turistico con sede operativa nel territorio regionale colpite dall'attuale crisi economico-finanziaria, causata dall'emergenza Covid-19, mediante la concessione di un bonus una tantum a fondo perduto il cui importo varia, per quanto riguarda le attività ricettive, in ragione della classificazione della struttura. L'ammontare delle risorse destinate al finanziamento previste dall'Avviso è pari a € 23.867.000,00.

Possono presentare la domanda del bonus una tantum le micro, le piccole e le medie imprese (MPMI) che, alla data del 31 dicembre 2019, risultino attive e abbiano sede operativa nella Regione Campania e che risultino iscritte nelle pertinenti sezioni del Registro delle Imprese istituito presso la CCIAA territorialmente competente secondo la tipologia di attività e relativo codice ATECO:

  • alberghi e strutture simili
  • villaggi turistici
  • aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
  • alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni
  • agenzie di viaggio e tour operator
  • guide e accompagnatori turistici
  • altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio
  • gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali
  • luminarie - pirotecnici - parchi divertimento
  • attività fotografiche

Pena l'esclusione, le domande di agevolazione dovranno essere compilate on line, accedendo previa registrazione al sito conilturismo.regione.campania.it, e inviate mediante procedura telematica. Sarà possibile presentare domanda fino alle ore 24 del 31 luglio 2020.

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Redazione Irno24 20/12/2020

Manovra, Piero De Luca: "Approvata norma storica su ZES"

“Questa notte, in Commissione Bilancio è stato approvato l'emendamento a mia prima firma sul regime fiscale speciale per i nuovi investimenti nelle aree ZES. La norma, che riprende la Proposta di legge depositata alcuni mesi fa con altri colleghi parlamentari democratici, è ormai quasi realtà". Lo dichiara il capogruppo Dem in commissione Politiche Ue, Piero De Luca.

"Dopo il passaggio in aula alla Camera e nei prossimi giorni al Senato, il nostro Paese avrà finalmente una misura che incentiverà al massimo l'insediamento di nuove attività economiche nelle aree ZES del Mezzogiorno, prevedendo il dimezzamento dell'Ires per i primi 6 anni dall'avvio dell'investimento, a condizione che le imprese mantengano i livelli occupazionali e non delocalizzino la propria attività dalla zona economica speciale per almeno 10 anni.

Questa misura creerà opportunità rivoluzionarie di stimolo alla crescita, allo sviluppo e all'occupazione nel Sud e di conseguenza in tutto il Paese. Si aggiunge alle altre previsioni contenute nella Legge di Bilancio, che vanno già in questa direzione, come il credito di imposta per acquisto di beni strumentali o per interventi in ricerca e sviluppo, e soprattutto la decontribuzione per nuove assunzioni nel Mezzogiorno. Stiamo creando le condizioni per aprire una nuova stagione di rilancio e ripartenza fondata sul lavoro e sugli investimenti. Se il Sud riparte, riparte l'intero Paese".

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