Il Sindaco di Salerno incontra la "Pastry Queen" Ilaria Castellaneta

Ha vinto a Rimini il campionato mondiale di pasticceria nel gennaio scorso

Redazione Irno24 29/03/2023 0

Giovedì 30 Marzo, alle ore 10, a Palazzo di Città, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, incontrerà Ilaria Castellaneta, vincitrice del "Pastry Queen 2023", campionato mondiale (a cadenza biennale) svoltosi nella Dolce Arena Sigep di Rimini il 24 e il 25 gennaio.

La giovane pastry chef ha battuto in finale i rappresentanti di Corea del Sud, India, Giappone e Perù, convincendo la giuria presieduta dal Maestro Iginio Massari e dalla Pastry Queen in carica, Anabelle Lucantonio.

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Redazione Irno24 23/07/2020

Salerno, agrigelato vegano con percoche e vino a Sant'Apollonia

Gelato vegano al gusto di percoca con riduzione al vino. Sembra il classico sogno di mezza estate ma sogno non è! Venerdì 24 luglio, a Salerno, al Mercato Campagna Amica a Sant'Apollonia, Cristina De Vita, cuciniera vegana nota per la sua arte culinaria che concilia tradizione e benessere, presenterà il suo agrigelato alla percoca con riduzione al vino con prodotti rigorosamente a km 0.

Dalle ore 11.00 sarà possibile assistere allo show cooking dal vivo e all'aperto con la preparazione del gelato direttamente al Mercato. La cuciniera vegana porterà gli appassionati alla scoperta del mondo dell'alimentazione naturale e vegana, con una ricetta ricca di gusto e totalmente vegetale.

Un “assist” per Coldiretti e i maestri gelatai della Claai che stanno proponendo in queste settimane – con successo – l’agrigelato salernitano a km 0, un prodotto di altissima qualità che segue il territorio e le stagioni, preparato con frutta fresca acquistata presso i produttori Campagna Amica.

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Annamaria Parlato 27/02/2022

La storia del Carnevale in Campania, fra riti ed abbuffate

Chiacchiere, lasagna, migliaccio, Carnevale è alle porte e i profumi si mescolano nelle cucine delle case campane. Carnevale è sinonimo di licenziosità, di baldoria, di travestimenti e di abbondanza in tavola. La data d’inizio del Carnevale campano in genere corrispondeva al 17 gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio Abate. Nell’opera “Ritratto o modello delle grandezze, delle letizie e meraviglie della nobilissima città di Napoli”, scritta dal marchese Giovan Battista del Tufo, si narrava delle usanze carnevalesche del XVI secolo e del fatto che il Carnevale fosse riservato all’alta aristocrazia napoletana, la quale, mascherata, partecipava ai lussuosi ricevimenti della Corte Aragonese.

Nel XVII secolo, le mascherate incominciarono a diffondersi anche tra il popolino, che scendeva tra i vicoli e nelle piazze intonando i canti carnascialeschi, facendo baldoria e partecipando a festini orgiastici. Il Carnevale napoletano quindi ebbe diverse sfaccettature, ne esistevano diversi tipi, tra cui quello aristocratico, plebeo e religioso. Nel regno dei Borboni, il Carnevale conobbe un momento di gloria; famosi erano i carri allegorici arricchiti con squisite vettovaglie, causa di violenti saccheggi.

Durante i secoli XVII e XVIII era in voga “l’albero della Cuccagna o palo di sapone”, un gioco che consisteva nell’arrampicarsi sino alla cima di un’asta insaponata, dove vi erano appesi: vini, salumi, formaggi, dolci, porchette, capretti, uova. Nella gastronomia i piatti in voga a partire dal XVIII secolo furono: lasagne alla napoletana, migliaccio, dolci fritti e sanguinaccio. La lasagna napoletana si distingue da quella emiliana per la presenza della ricotta al posto della besciamella nell’interno. Nel ripieno poi sono presenti le salsicce, il fiordilatte, le polpettine e, a piacere, uovo sodo o piselli.

A Montoro, in provincia di Avellino il maiale e i suoi derivati sono i protagonisti a tavola: 'a lasagna cu 'e ppurpette e a carne e puorco cu 'e ppupacchielle e la pastiera di maccheroni al forno, realizzata con le "candele" condite con soppressata, pecorino, sugna, ricotta e provola. Ma è usanza il giorno di Carnevale consumare anche la pizza "ionna" di mais accompagnata dal mallone a base di rape e patate o di verdura "sciatizza", o il pittone solofrano sempre di mais con cicoli e broccoli.

Il migliaccio nasceva invece come una sorta di torta “vampiresca”, con sangue di maiale e miglio brillato. Poi nei monasteri femminili si cercò di eliminare la barbara usanza e al posto del sangue vi fu l’introduzione della semola e dei fiori d’arancio. Il migliaccio è una squisito dolce di carnevale, oggi realizzato con ricotta, essenze di agrumi (limone-arancia), semola, vaniglia e uova.

Matilde Serao, nella sua opera "Paese di Cuccagna", descrisse minuziosamente il sanguinaccio (realizzato con sangue di maiale), sia rustico sia dolce. Quello rustico si vendeva per strada, racchiuso nel suo budello, e quello dolce si univa al cioccolato, ai pistacchi, al latte, alla frutta candita ed ai pezzetti di pan di spagna. Dal 1992 per legge è stato abolito l’uso del sangue di maiale nella preparazione di questo piatto regionale, per motivi di igiene. Si è soliti oggi consumarlo in monoporzioni, assieme alle chiacchiere o alle castagnole, essendo diventato ormai una vera e propria crema di cioccolato, densa e ricca di aromi.

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Annamaria Parlato 06/01/2024

Non è magia, è pura Alchimia: pizze e fritti d'autore a Salerno, zona Arechi

Nell'antichità e nel Medioevo, gli alchimisti erano persone che praticavano l'alchimia, un misto di filosofia, scienza e pratica mistica. Gli alchimisti cercavano di trasformare metalli comuni in oro, scoprire l'elisir dell'immortalità e raggiungere l'illuminazione spirituale attraverso processi chimici e simbolici. La figura dell'alchimista storico è spesso avvolta nel mistero e nella simbologia.

Di misterioso ed esoterico però c’è ben poco nelle pizze di Tommaso Lastra ed Alfonso Saviello, fatta eccezione per la combinazione magica che si crea tra la mescolanza di ingredienti che vanno ad arricchire ed impreziosire i dischi ben lievitati, generati dalla passione e dalla bravura di due ragazzi conosciuti nel mondo pizza come “I Pizzaioli Dentro”. Alchimia nasce due anni fa, esattamente il 4 dicembre 2021, dopo tanti sacrifici che i due pizzaioli, assieme ai fratelli Cibelli, Liliana (moglie di Alfonso) ed Antonio, hanno affrontato con caparbietà e testardaggine, senza mollare mai ma facendo conoscere la propria professionalità sia sul territorio campano e nazionale che estero.

Il locale è ubicato nella zona orientale della città, accanto al multisala The Space, a due passi dallo Stadio Arechi. L'ambiente accogliente e informale di Alchimia crea un'atmosfera ideale per un pasto confidenziale tra amici o una serata in famiglia. L'arredamento tradizionale con un tocco moderno aggiunge un senso di calore, mentre il banco delle pizze a vista, con il forno a legna, offre un'esperienza coinvolgente. Il personale di Alchimia si distingue per la cortesia e l'attenzione. Il servizio è rapido ed efficiente, supervisionato da Liliana Cibelli, che è anche la pastry chef della pizzeria; i camerieri sono ben informati sulle portate, pronti a fornire consigli e suggerimenti. La gestione delle prenotazioni è coordinata con professionalità, garantendo un'esperienza senza intoppi, soprattutto nel weekend.

Il menù propone una varietà di opzioni per accontentare tutti i palati. Si spazia dalle classiche, di cui una sezione è dedicata anche alla tipica “ruota di carro”, alle pizze contemporanee con ingredienti innovativi, la selezione è ben bilanciata. Inoltre, la presenza di opzioni senza glutine, vegetariane e vegane è un punto di forza. I pizzaioli si impegnano nella scelta di ingredienti particolari e di alta qualità. Il fior di latte è sodo, i pomodori sono maturi e saporiti, gli altri condimenti sono distribuiti con cura. La freschezza degli ingredienti è evidente in ogni morso. Persino l’olio 100% made in Italy porta la firma Alchimia sulla bottiglia. L’impasto è diretto e molto idratato, lo stile è "a canotto" quindi con un cornicione molto pronunciato ma con una forte componente salernitana sul bordo, che resta più croccante e "biscottato", creando un simpatico gioco di consistenze e contrasti.

La "piombo" (crema di patate gialle, provola, fior di latte, porchetta in uscita, dressing di nduja, dressing di patate viola, rosmarino) è una pizza che ha convinto in quanto si presenta molto bene sia dal punto di vista estetico (sembra un dipinto con le sue nuances di colori invernali) sia gastronomico, poiché, pur essendo ricca e saporita, ha un equilibrio di fondo che le dona leggerezza, richiamando anche i sapori della cucina tradizionale del Sud Italia. La cottura nel forno a legna conferisce quel caratteristico sentore affumicato, che sicuramente un forno elettrico non può sprigionare.

Ampio spazio è dedicato a fritti e montanare, che vengono curati da Antonio Cibelli, il re del fritto o meglio l’alchimista delle fritture. Le sue frittatine di pasta sono davvero spaziali, una coccola per il palato, hanno la capacità di far tornare bambino un adulto. I fritti per Antonio diventano un'opportunità per sperimentare combinazioni e presentazioni uniche. Da provare sicuramente la Mac&Cheese con “macaroni”, crema mac&cheese realizzata con un pizzico di annatto (tipico colorante naturale del cheddar), pulled pork artigianale cotto a bassa temperatura, paprika, e la Broccoli&Salsiccia con bucatini, besciamella, crema di broccoli, fior di latte, provola, parmigiano, pecorino e in uscita cialda di pecorino e crema di nduja.

Allo stesso modo di Antonio, o meglio con la stessa capacità di rendere ogni piatto una carezza per il commensale, così Liliana fa con i suoi dolci. Immenso è il suo tiramisù, golosissimi i profiteroles con cioccolato e panna, un classico della pasticceria internazionale, intramontabile, non fa mai una piega. Buona la carta del beverage, con una calmierata selezione di vini e birre artigianali anche del territorio salernitano, tutte da scoprire.

Ritornando alla figura dell’alchimista, costui in molte tradizioni esoteriche rappresenta una figura iniziata alla ricerca della trasformazione spirituale. Il processo alchemico può essere interpretato come una metafora per il percorso interiore verso la realizzazione e l'illuminazione. E allora pizzaioli, illuminate il percorso di ogni buongustaio che si presenti sulla soglia di Alchimia, conducetelo alla ricerca della pietra filosofale, trasmettendogli conoscenza profonda e saggezza spirituale.

“Il Mercurio, infatti, è vergine poiché nel seno della terra non ha mai aumentato alcun corpo metallico, e tuttavia ha generato per noi la pietra mediante la soluzione del 'cielo'; in altre parole, esso apre l'oro e ne fa uscire l'anima, anima che tu devi considerare come una divinità (divinitatem); per qualche tempo esso la porta nel suo ventre, e, quando il momento è giunto, la trasforma in un corpo purificato, da cui viene a noi il bambino (puer), il lapis, con il cui sangue i corpi inferiori sono tinti (tincta) e ricondotti a guarigione nel cielo d'oro”. (Marsilio Ficino, Liber De Arte Chymica, cap.VI)

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