Indagine Coldiretti, con lo smart working torna la vita nei borghi

La transizione digitale non riguarda solo la produttività ma coinvolge le scelte di vita personali

Redazione Irno24 08/12/2021 0

Con lo smart working ritorna la vita nei piccoli borghi con più di un italiano su due (54%) che vorrebbe lasciare la città per andare a vivere in campagna, spinto dalla ricerca di una migliore qualità della vita ma anche dalla paura della pandemia e dalla voglia di riscoprire il senso di comunità allentato dall’emergenza sanitaria.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Notosondaggi in riferimento all’accordo con le parti sociali sul Protocollo nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato, proposto dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. La transizione verso lo smart working non riguarda solo la produttività e i rapporti di lavoro, ma coinvolge la distribuzione demografica della popolazione e le scelte di vita personali.

Con il telelavoro si svuotano i grandi quartieri impiegatizi e si ripopolano le periferie. Un cambiamento che contribuisce a far guardare le campagne non solo come meta per gite fuori porta, tanto che il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi – evidenzia Coldiretti – registra aumenti sui siti specializzati.

La vita in campagna risulta essere più sicura perché garantisce il rispetto delle distanze che nelle aree rurali – sottolinea Coldiretti – si misurano in ettari e non in metri rispetto alle metropoli segnate da una forte densità di popolazione. Nei 5500 piccoli comuni italiani con meno di 5mila abitanti il distanziamento è infatti garantito – conclude Coldiretti – per i 10 milioni di abitanti che dispongono di oltre il 54% del territorio nazionale mentre i restanti 50 milioni devono dividersi il resto dello spazio.

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Redazione Irno24 19/08/2022

Aeroporto Salerno, Ilardi: "Attivare una cabina di monitoraggio dei lavori"

"Siamo francamente stanchi e sconcertati di conoscere le evoluzioni amministrative e programmatiche dell’Aeroporto di Salerno-Pontecagnano esclusivamente grazie alle comunicazioni delle organizzazioni sindacali, che svolgono egregiamente il loro compito.

Registriamo, purtroppo, l’imbarazzante silenzio della Gesac, che elude ogni richiesta di confronto e non risponde ad alcuna richiesta di chiarimento sull’evoluzione dei lavori di potenziamento dello scalo. Invochiamo nuovamente e con forza la massima trasparenza. Gli operatori turistici della provincia di Salerno hanno diritto di sapere quando sarà riaperto l’aeroporto, quali compagnie ospiterà e quali tratte saranno attivate.

Rivolgiamo un appello agli Enti pubblici coinvolti nell’iniziativa perché sostengano questa legittima esigenza di informazioni, necessaria a programmare le prossime stagioni turistiche e a garantire l’occupazione del settore. Richiediamo, pertanto, l’urgente attivazione di una cabina di monitoraggio dei lavori che coinvolga le organizzazioni di rappresentanza delle imprese turistiche". Così sui social Antonio Ilardi, presidente Federalberghi Salerno.

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Redazione Irno24 12/07/2021

Coldiretti, vittoria Europeo vale 12 miliardi

La crescita del Pil stimata dagli economisti pari allo 0.7% per le grandi vittorie calcistiche significa per l’Italia un possibile aumento aggiuntivo di 12 miliardi in un momento di grande ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta dell’effetto positivo del prestigio internazionale che sui mercati significa aumento delle esportazioni Made in Italy che nel primo quadrimestre del 2021 hanno già fatto segnare un rimbalzo positivo del +19,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sulla base dei dati Istat.

Non c’è dubbio che la vittoria in Inghilterra – sottolinea la Coldiretti – è comunque una importante chance sui mercati esteri dove si forma una importante parte del Pil nazionale che nel 2021 è già stimato in crescita attorno al 5%. Non va dimenticato anche l’impatto positivo sui flussi turistici stranieri con gli arrivi estivi a luglio e agosto già stimati in aumento del 32% rispetto all’anno scorso, anche se su valori di monto inferiori all’anno prima della pandemia, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isnart.

Una opportunità di crescita sostenuta peraltro dal prestigio internazionale del Paese anche sul piano politico ed istituzionale come dimostra – conclude Coldiretti – l’apprezzata presenza nello stadio di Wembley a Londra del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma anche del tifo esplicito per gli azzurri del presidente Commissione Ue Ursula von der Leyen.

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Redazione Irno24 20/08/2022

Il noleggio a lungo termine, una realtà mainstream

Il noleggio a lungo termine può ormai essere considerato una realtà mainstream, nota a tutti. In effetti, si tratta di una formula che ha ottenuto nel corso degli ultimi anni un notevole successo, per via di numerosi aspetti: in primis, le caratteristiche di flessibilità del servizio, ma anche e soprattutto la possibilità di non dover dare alcun anticipo. A ben vedere, è proprio questo il fattore distintivo e vantaggioso rispetto al classico acquisto.

Certo, ci sono anche altri fattori che vale la pena di mettere in evidenza: la rata fissa, che evita brutte sorprese e consente di pianificare le spese con congruo anticipo; e il non doversi preoccupare della svalutazione, a differenza di quel che accade in caso di acquisto. La sezione di Rent4you, compagnia specializzata nel long term rent, mette a disposizione una gamma davvero ampia di offerte noleggio a lungo termine senza anticipo, con più di cento modelli fra cui scegliere, che permettono di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza e assecondare i gusti più diversi.

Peraltro, il noleggio a lungo termine ha tutte le carte in regola per poter essere ritenuto una soluzione green: un aspetto che di certo non è di secondaria importanza nel contesto economico e sociale attuale, in cui si presta la massima attenzione alla sostenibilità ambientale, anche e soprattutto in materia di mobilità. Se si presta fede ai numeri di Aniasa, per esempio, a partire dai primi mesi dello scorso anno è stato registrato un boom per i modelli ibridi ed elettrici, non solo per il noleggio a lungo termine, ma anche per quello a breve e medio termine.

Le immatricolazioni per il noleggio coprono il 35% della quota complessiva per i veicoli elettrici e il 42% della quota complessiva per gli ibridi plug-in. In termini più semplici, in Italia circa 4 auto elettrificate su 10 vengono immatricolate dalle compagnie di noleggio. Ecco, quindi, che la macchina di proprietà non è più un obbligo, e neppure un mito da inseguire a tutti i costi.

Un numero crescente di persone ha avuto l’occasione di scoprire forme di mobilità nuove, che si distinguono da quelle passate per la loro flessibilità. È il caso del noleggio a lungo termine, appunto: un mercato che sembra essere riuscito a superare le conseguenze della pandemia da Coronavirus, con un incremento della flotta pari al 7%: meglio del periodo pre Covid, insomma.

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