Indifferenziato ai raggi X nel salernitano per migliorare il riciclo imballaggi
I campionamenti termineranno agli inizi di Novembre
Redazione Irno24 30/08/2021 0
Dal 30 agosto la produzione di rifiuti indifferenziati di 32 comuni della provincia di Salerno verrà sottoposta a specifiche analisi merceologiche. L’iniziativa è dell’Eda, l’Ente d’Ambito Salerno per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, che ha elaborato un progetto sperimentale – primo caso in Campania – con il supporto di CONAI (il Consorzio Nazionale Imballaggi) così come prevedono le Linee guida per i progetti territoriali dell’accordo Anci-CONAI, oltre all’impegno del CONAI stesso per le Aree in ritardo.
Il progetto, dal titolo T.Ri.Plus, ha il triplice obiettivo di aumentare la quantità, la qualità e il riciclo degli imballaggi nella raccolta differenziata del territorio dell’ATO Salerno (Ambito territoriale ottimale). Le analisi saranno effettuate su campioni di rifiuti indifferenziati prodotti nei 32 comuni pilota oggetto della sperimentazione - che rappresentano un bacino di utenza di 572 mila abitanti - conferiti presso il TMB (ex Stir) di Battipaglia, l’impianto di trattamento meccanico biologico gestito da Ecoambiente Salerno SpA, società operativa dell’Ente d’Ambito.
I campionamenti termineranno agli inizi di Novembre e per ciascun comune saranno determinate le quantità di carta, cartone, vetro, plastica, metalli, alluminio e legno presenti nell’indifferenziato e che non avrebbero dovuto esserci in quanto andavano correttamente differenziati per essere avviati al riciclo. I dati saranno poi elaborati e forniranno valide indicazioni per individuare le criticità nei singoli comuni, elaborare le azioni da adottare per migliorare la raccolta differenziata e raggiungere, mediante specifiche azioni di sensibilizzazione, gli obiettivi di recupero e riciclaggio indicati dalla normativa per i rifiuti da imballaggio.
I 32 comuni sono stati selezionati tra i 161 dell’ATO Salerno - di cui i 158 della provincia di Salerno e 3 dell’Irpinia - in base a differenti realtà socio-economiche: a vocazione turistica, rurale, urbana, industriale e commerciale. In particolare ce ne sono 6 con una popolazione residente inferiore ai 5.000 abitanti; 16 con popolazione compresa tra i 5.000 e i 15.000; 4 tra i 15.000 e i 30.000 abitanti; 5 tra i 30.000 e i 55.000 abitanti; uno (il capoluogo di provincia) con popolazione residente superiore ai 55.000 abitanti.
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