Inps, oltre un milione e mezzo i percettori del Reddito di Cittadinanza

L'importo medio erogato a livello nazionale è pari a 575 euro

Redazione Irno24 17/12/2021 0

Nel periodo gennaio-novembre 2021, fa sapere l'Inps in una nota, i nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) sono stati quasi 1,57 milioni, mentre i percettori di Pensione di Cittadinanza (PdC) sono stati più di 166mila, per un totale di quasi 1,74 milioni di nuclei e oltre 3,89 milioni di persone coinvolte, per un importo medio di circa 546 euro.

I dati relativi al singolo mese di novembre riferiscono di oltre 1,36 milioni di nuclei percettori totali, con tre milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato a livello nazionale di 544 euro (575 euro per il RdC e 279 euro per la PdC). L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 697 euro per le famiglie con quattro componenti.

La platea dei percettori di reddito di cittadinanza e di pensione di cittadinanza è composta da 2,58 milioni di cittadini italiani, 313mila cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE e circa 115mila cittadini europei. La distribuzione per aree geografiche relativa al mese di novembre 2021 vede quasi 588mila beneficiari al Nord, oltre 425mila al Centro e due milioni nell’area Sud e Isole. Nei primi undici mesi del 2021, le revoche hanno riguardato oltre 103mila nuclei e le decadenze sono state oltre 278mila.

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Redazione Irno24 28/10/2022

Confesercenti Salerno: "Vetrine sempre più povere e tasche sempre più vuote"

"I recenti dati Istat sul clima di fiducia - si legge in una nota di Confesercenti Salerno - segnalano anche per ottobre un trend discendente, sia per le attività economiche sia per i consumatori. Per le famiglie, in particolare, si tratta del quarto calo consecutivo, un dato drammatico con l’indice che ora è a ‐5 punti rispetto a luglio, raggiungendo il valore più basso dalla pandemia ad oggi.

Un progressivo depauperamento del capitale di fiducia faticosamente accumulato con i primi segnali di ripartenza del 2021, che purtroppo sembrano confermare l’allarme sui consumi che Confesercenti aveva già più volte lanciato; secondo un sondaggio Confesercenti‐SWG, infatti, sotto la pressione di caro‐vita e bollette, il 68% degli italiani prevede di ridurre gli acquisti da qui a fine anno.

Una spending review che mette a rischio, secondo i nostri calcoli, 5 miliardi di euro di spesa. Per le imprese la situazione è più articolata: in media si registra un lieve calo, che diventa però rilevante per le imprese dei servizi turistici, che manifestano la quarta flessione continuativa, con una perdita di circa 24 punti da luglio scorso. Nella distribuzione, invece, a fronte di una stabilità dell’indice nella Grande Distribuzione, le imprese di minore dimensione sono più pessimiste, con un peggioramento del sentiment di ‐6 punti.

L’aumento dei prezzi e delle tariffe energetiche, dunque, sta creando sempre più incertezza, destabilizzando le aspettative delle imprese e le intenzioni di acquisto dei cittadini. Bisogna intervenire urgentemente, al nuovo governo la nostra confederazione ha già chiesto di mettere tra le priorità il prolungamento ed il rafforzamento dei sostegni, fino a quando il calo dei prezzi degli energetici non toccherà in maniera soddisfacente famiglie e imprese, ma anche di pensare a una detassazione straordinaria delle tredicesime.

Purtroppo, le vie dello shopping cittadino e delle nostre comunità provinciali sono sempre più "spente"; pochi consumatori, ed anche l'offerta si riduce sempre più a vantaggio delle vetrine online. Vetrine sempre più povere e tasche sempre più vuote, tranne rare eccezioni: una triste realtà del momento storico che si sta vivendo. Bisogna fare qualcosa di importante per risollevare le sorti della nostra economia reale".

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Redazione Irno24 16/06/2021

Coldiretti Campania, mozzarella di bufala prodotto più taroccato in Russia

Bianca, tonda, circondata da pomodori e basilico per richiamare la freschezza e il tricolore, oppure adagiata su una pizza a spicchi che farebbe inorridire i maestri pizzaioli napoletani. “La scritta mozzarella – denuncia Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – campeggia a caratteri cubitali e cirillici sulle confezioni in commercio nei supermercati in Russia, ma all’interno non c’è una goccia di latte di bufala mediterranea. La mozzarella, come si evince dai campioni raccolti sugli scaffali russi, è il più taroccato tra i prodotti italiani”.

È l’effetto dell’embargo deciso da Mosca con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina, che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.

“Un vero e proprio furto di immagine – sottolinea il direttore Loffreda – che sfrutta l’embargo per immettere sul mercato prodotti truffa, vista l’evidente predilezione dei russi per i prodotti italiani e per la mozzarella in particolare. Una recente ricerca ha evidenziato che il 38% dei cittadini russi ama la cucina italiana, dato che trova riscontro nella crescita dell’incoming turistico prima del Covid.

Nessuno vuole impedire ai caseifici russi di produrre formaggi, ma non rubando il nostro tricolore e un prodotto identitario come la mozzarella, che già subisce in patria una forte aggressione commerciale. Dai dati Istat si stima un valore dell’export della mozzarella solo nei paesi extra UE di oltre 140 milioni di euro prima della pandemia, anno 2019, con incrementi a doppia cifra.

Numeri che torneranno a salire nei prossimi mesi e che dimostrano la forza di questo straordinario prodotto, ideato e nato in Campania. Motivo in più per lavorare con la Regione Campania su scelte forti che facciano leva sul benessere animale e quindi sulla qualità del prodotto finale. Solo se impariamo prima di tutto in Campania a difendere l’immagine della mozzarella, promuovendo e distinguendo sempre più il nostro oro bianco, possiamo sperare di arginare il fenomeno del falso made in Italy all’estero, anche a vantaggio del consumatore straniero, vittima di truffatori senza scrupoli”.

A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa – conclude la Coldiretti – ma anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che nel corso degli anni hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin. Il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, è stata frenata per la mancanza degli ingredienti principali.

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Redazione Irno24 22/03/2021

Fenailp scrive a De Luca per chiedere riapertura mercati alimentari

“Una vera follia, a due settimane dal periodo pasquale, non consentire la riapertura dei mercati, almeno per il settore alimentare: significa far morire definitivamente il commercio in forma ambulante con i suoi attori, già duramente colpiti dalla pandemia". Esordisce così Sabato Pecoraro, presidente Fenailp (Federazione Nazionale di rappresentanza di imprenditori e professionisti), che ha indirizzato una nota al Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, all'indomani dell'ordinanza n° 10.

"Anche in considerazione che gli esercenti a posto fisso delle stesse merceologie operano e lavorano regolarmente in ambienti chiusi, i nostri colleghi ritengono tale provvedimento estremamente riduttivo per il commercio ambulante che offre l’opportunità di effettuare la vendita all’aperto e quindi in condizioni di minor contagio e con la possibilità di mantenere il distanziamento".

In chiusura, Pecoraro ha invitato De Luca ad emettere una nuova ordinanza che possa consentire lo svolgimento dei mercatini rionali alimentari, sollecitando le Amministrazioni Comunali ad intensificare i controlli di accesso alle strutture per disciplinare il flusso dei consumatori, onde evitare assembramenti.

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