L'Asl Salerno celebra il primo anno di attività della Telestroke
Evidenziate le opportunità che questo modello organizzativo sta mettendo in campo
Redazione Irno24 10/04/2025 0
Si è tenuto, presso la sala blu della Direzione Generale Asl Salerno, l’evento sullo stato dell’arte della Telestroke. Nella due giorni aziendale sono state evidenziate le opportunità che questo modello organizzativo, fortemente voluto dal Direttore Generale, Gennaro Sosto, sta mettendo in campo per offrire equità di prestazioni per la rete stroke ai cittadini su tutto il territorio provinciale. La Telestroke, nell’ultimo anno, è stata inserita nel nuovo piano della Regione Campania come best practice in grado di abbinare la telemedicina alle competenze dei professionisti dell’Asl.
“Un momento di confronto - spiega Sosto - sull’innovazione organizzativa che caratterizza l’azione della Asl Salerno, prima in Italia a sperimentare su un territorio così vasto la telemedicina applicata alla malattia cerebrovascolare acuta. Un grande ringraziamento va alla passione e alla lungimiranza di tutti i professionisti aziendali che hanno raccolto e vinto la sfida sulla realizzazione della Telestroke, che oggi garantisce cure tempestive e appropriate in una delle province più estese e popolose d’Italia”.
I professionisti aziendali, accompagnati dai direttori dipartimentali Fernando Chiumiento, Andrea Manto e Antonello D’Andrea, insieme a Francesca Perrina (ingegneria clinica dell’Asl) e a Teresa Cuomo (UOC di Neurologia), hanno analizzato i dati del primo anno, confrontandosi con i Pronto Soccorso e con il 118 sui numeri dei pazienti trattati, verificando i casi di successo e l’impatto sul territorio. Presente la Direzione Strategica, oltre che tutti i Direttori dei Presidi Ospedalieri aziendali, i Direttori delle Radiologie e delle Neuroradiologie, dei Pronto Soccorso e della rete dell’emergenza urgenza. A tutti è stata consegnata la targa “informativa” che verrà affissa all’ingresso dei reparti che compongono la rete Telestroke dell’Asl Salerno.
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L’App, realizzata dagli studenti del corso “Enterprise Mobile Application Development” dell’Università di Salerno, permetterà di accedere anche ad un servizio di consultazione di tutti i defibrillatori presenti in città. Chi possiede un defibrillatore, inoltre, potrà registrarne in autonomia il posizionamento sulla mappa virtuale.
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Il Servizio Sanitario della Campania sta attraversando una delle trasformazioni strutturali più profonde della sua storia recente. Per decenni, l'architettura della cura è stata fortemente incentrata sul "modello ospedale", una configurazione in cui il presidio ospedaliero rappresentava il primo, e spesso l'unico, punto di riferimento per qualunque tipologia di bisogno sanitario della popolazione.
Questa impostazione ha generato nel tempo criticità: il sovraffollamento sistematico dei dipartimenti di emergenza ed accettazione (DEA) e dei Pronto soccorso, la saturazione dei posti letto per prestazioni a bassa intensità clinica, il progressivo intasamento delle liste d'attesa per la diagnostica ambulatoriale e, soprattutto, un senso di solitudine e frammentazione avvertito dai cittadini affetti da patologie croniche o in condizioni di fragilità sociosanitaria.
La svolta decisiva è rappresentata dall'integrazione sinergica tra le risorse straordinarie messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nello specifico nell'ambito della Missione 6 Salute (Componente 1 "Rete territoriale e telemedicina per l'assistenza sanitaria"), e il quadro normativo tracciato dal Decreto Ministeriale 77 del 23 maggio 2022. Questa riforma definisce i nuovi standard strutturali, tecnologici ed organizzativi dell'assistenza territoriale nel nostro Paese, posizionando la persona al centro di una rete integrata di cure capillare, continua e facilmente accessibile.
In questo scenario di rifondazione del sistema sociosanitario, la Regione ha elaborato e promosso un piano strategico imponente, denominato "La Nuova Sanità Territoriale". Al vertice di questo ambizioso disegno si collocano le Case della Comunità, strutture fisiche e organizzative destinate a diventare il fulcro dell'assistenza primaria e specialistica di base, la vera "casa della salute" di ogni cittadino.
Non si tratta semplicemente di edificare nuovi complessi edilizi o di riqualificare spazi già esistenti, ma di promuovere una vera e propria rivoluzione culturale nell'approccio alla cura: passare da una sanità "d'attesa", che interviene quando la malattia è già sfociata nelle acuzie, ad una sanità "d'iniziativa" e di prossimità, capace di intercettare i bisogni di salute nel luogo stesso in cui la vita delle persone si svolge, valorizzando la prevenzione, la presa in carico globale e la continuità assistenziale.