Mercato lavoro, Cisl Salerno: "Elementi negativi su occupazione giovanile e femminile"

Ceres: "Proseguire confronto concreto tra Confindustria ed organizzazioni sindacali"

Redazione Irno24 07/04/2021 0

Nell’apprezzare l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Salerno e da Confindustria Salerno, con la quale si è presentato il Rapporto sul mercato del lavoro in Campania, la CISL di Salerno ritiene che gli elementi emersi testimoniano l’aggravamento di una dinamica negativa già in atto prima della pandemia, con particolare riferimento all’occupazione giovanile e femminile, ai profili a più bassa scolarizzazione.

Questi dati – secondo il segretario generale Gerardo Ceres – confermano più che mai l’urgenza di affrontare il prossimo futuro costruendo un’alleanza tematica tra il sindacato confederale e le Associazioni datoriali, avendo attenzione prioritaria alla formazione professionale, all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro (auspicando una vera riforma del collocamento), alla qualità degli investimenti europei del Next Generation EU e dell’ordinaria programmazione comunitaria.

Le parti sociali – aggiunge Ceres – devono, ora più che mai, fare fronte comune per promuovere occupazione stabile e di qualità, nei settori più vocati del territorio. La ricerca presentata ci offre più di uno spunto su cui concentrare il lavoro comune, nell’interesse dell’economia locale, della sua struttura produttiva, la sola capace di assicurare redditi e prospettive alle persone e alle famiglie. Sarebbe augurabile proseguire un confronto concreto, così come recentemente auspicato dal Presidente Ferraioli, tra Confindustria ed organizzazioni sindacali".

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Redazione Irno24 06/02/2021

Fipe Confcommercio, si attende ok per riaperture serali

Dopo l’incontro dello scorso 18 gennaio con il Ministro Patuanelli e la Sottosegretaria Morani, si era aperto un articolato e serrato confronto tra le principali sigle sindacali del mondo della ristorazione (fra cui Fipe Confcommercio), il Ministero dello Sviluppo economico e i vertici del Comitato Tecnico Scientifico per vagliare la possibile riapertura dei pubblici esercizi, entro l’orario consentito.

Oggi, questo dialogo porta i primi risultati concreti, una svolta per il settore: il CTS ha infatti condiviso di valutare in modo differente i diversi profili di rischio all’interno del variegato settore della ristorazione, privilegiando chi ha a disposizione spazi e sedute per la consumazione di cibi e bevande.

Tale possibilità - ha nondimeno sottolineato il CTS - dovrà essere accompagnata dal massimo rigore sull’applicazione delle misure di sicurezza sanitaria: distanziamento di un metro non solo tra i tavoli, ma anche nelle aree di passaggio, l’utilizzo sistematico dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti al servizio, l’esposizione di una chiara informativa all’esterno dei locali con l’indicazione della capienza massima.

"E’ un risultato significativo che arriva grazie ad un confronto molto intenso e propositivo – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio - Dopo un anno nel quale le nostre attività sono state costrette a rimanere chiuse o a lavorare in condizioni proibitive, ci auguriamo che il Governo che si sta costituendo in questi giorni provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli".

Dal distretto provinciale di Fipe Confcommercio Salerno, arrivano le considerazioni del Presidente Giuseppe Gagliano: "È noto che gran parte del fatturato dei pubblici esercizi venga realizzato nelle ore serali. Le imprese sono in piena emergenza economica e hanno bisogno di riprendere a lavorare.

Ma per evitare che l’apertura fino a sera per quei locali che possono garantire la sicurezza ai clienti, privilegiando il distanziamento e le sedute ai tavoli, sia solo un passo avanti temporaneo, va assicurato il massimo rigore nel rispetto delle misure. Questa è la posizione che abbiamo sempre rappresentato alle Istituzioni, con cui non è mai venuto meno il confronto. Sempre fermo, propositivo e rispettoso dei ruoli, di certo, mai urlato".

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Redazione Irno24 27/05/2021

Boom vacanze rurali nel salernitano, ripartono gli agriturismi

E’ già tutto esaurito nei weekend e “ponti” di giugno per gli agriturismi salernitani. Lo conferma Coldiretti Salerno a seguito di un monitoraggio tra gli associati della rete Campagna Amica. La grande novità della ripartenza è costituita proprio dal turismo rurale, che in provincia di Salerno può contare su innumerevoli destinazioni da scoprire, da piccoli borghi di campagna alle visite ad aziende agricole e ristori rurali.

“Ci sarà un forte ritorno al turismo rurale - spiega il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - in attesa di tornare a viaggiare nel mondo, cresce il mercato del turismo interno che è avviato a intensificarsi significativamente nel 2021. Attraverso i nostri associati, stiamo verificando la preferenza dei turisti italiani verso i soggiorni lunghi in agriturismo, dove gli ampi spazi, la possibilità di pranzare e cenare all'aperto con prodotti a km 0 consentono di trascorrere una vacanza in totale sicurezza”.

“Questa crescita degli agriturismi corrisponde a maggiore attrattività da parte delle aree interne - continua il direttore di Coldiretti, Enzo Tropiano - a beneficio dell’intera economia provinciale, per la salvaguardia del patrimonio rurale che, oggi, è il fiore all’occhiello del turismo regionale. Il boom di presenze di turisti italiani negli agriturismi previsto per questa estate non compenserà certamente le perdite subite dagli agriturismi negli ultimi mesi ma la ripartenza ci dà nuova fiducia. La speranza è che il settore possa tornare a crescere”.

Sono prevalentemente le famiglie a scegliere di soggiornare in agriturismo con un soggiorno medio di 3/4 giorni e punte che arrivano ad una settimana. Il trend più rilevante che caratterizza gli agriturismi salernitani riguarda il comparto della ristorazione, che beneficia del trend legato alla riscoperta del cibo genuino e attrae sempre più persone”. In Campania l’offerta agrituristica – prima delle prescrizioni anti Covid – poteva contare su circa 24mila coperti per la ristorazione/degustazione e circa 5mila posti letto al coperto; in provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e i 1.900 posti letto.

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Redazione Irno24 16/11/2021

Etichettature fuorvianti minacciano il successo della Dieta Mediterranea

La pandemia spinge la domanda dei prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy nel mondo dove nel 2021 si registra complessivamente il record nelle esportazioni nazionali per frutta, verdura, pasta, extravergine di oliva e vino. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’anniversario del riconoscimento Unesco del 16 novembre 2010 sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2010.

Con la tutela Unesco è cresciuta nel mondo la consapevolezza del valore della dieta mediterranea e con essa anche la domanda dei prodotti Made in Italy con un balzo del +56% in media e incrementi importanti per i singoli prodotti che vanno - sottolinea Coldiretti - dal +72% per il vino al +59% per la pasta, dal +50% per la frutta e verdura conservata al +39% per quella fresca fino al +38% per l’extravergine di oliva nell’arco degli ultimi undici anni.

Un risultato importante spinto dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco anche grazie agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno. Una ricchezza del Paese che - riferisce la Coldiretti - è stata eletta migliore dieta al mondo del 2021 davanti alla flexariana e alla dash sulla base del best diets ranking elaborato dal media statunitense U.S. News & World’s Report’s.

L’alimentazione all’italiana - precisa Coldiretti - risulta la migliore soprattutto dal punto di vista della salute dell’organismo è inoltre la dieta più facile da seguire e primeggia anche per quanto riguarda le diete a base vegetale e in quelle per chi vuole mangiare sano.

Un successo che oggi è sotto attacco a livello internazionale dei sistemi di etichettatura a colori come il Nutriscore francese e quello a semaforo inglese che promuovono cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e sfavoriscono elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

Si tratta infatti - sottolinea Coldiretti - di un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

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