Nel salernitano 86 denunciati per indebita percezione del reddito di cittadinanza

Fra essi un condannato per associazione mafiosa e un detenuto

Redazione Irno24 03/07/2020 0

Nel corso del primo semestre del corrente anno, compreso l’intero periodo di emergenza sanitaria Covid-19, le Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno condotto una capillare attività d’indagine sulla verifica dei requisiti previsti per la concessione del reddito di cittadinanza, al termine della quale è stato accertato che su di un campione esaminato di oltre 2000 cittadini percettori del sussidio, 86 non ne avevano diritto.

In particolare, attraverso l’esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite nel corso di specifici servizi di controllo del territorio con quelli forniti dai Comuni di residenza, sono state comprovate numerose irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti soggettivi ed econometrici.

Tra le principali anomalie, quelle riferite ai seguenti soggetti: destinatari di misura cautelare personale; condannati con sentenza definitiva per reati per i quali è prevista la decadenza del reddito; detenuti e ricoverati in strutture a carico dello Stato; cittadini stranieri sprovvisti dei requisiti.

Numerose sono state le false attestazioni che hanno riguardato difformità circa l’indicazione della reale residenza, ossia di persone che l’hanno indicata presso un Comune diverso, al fine di omettere all’interno della prevista dichiarazione che i familiari percepivano altro reddito. Così come il caso di un giovane che aveva modificato fittiziamente l’indirizzo di residenza presso un’abitazione diversa, rivelatasi poi essere un esercizio commerciale adibito a “pescheria”.

L’attività investigativa ha permesso d’interrompere l’indebita percezione del beneficio, oltre che ad un detenuto, anche a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata: in un caso è stato infatti accertato che destinatario del reddito di cittadinanza è risultato essere un uomo condannato per “associazione di tipo mafioso”, per aver fatto parte di un sodalizio criminale operante nella piana del sele, già sottoposto alla misura di sicurezza della “libertà vigilata”.

Sono state riscontrate irregolarità anche nei confronti di 19 cittadini stranieri che hanno beneficiato del reddito, sebbene non residenti sul territorio nazionale da almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali avrebbero dovuto essere continuativi. Gli esiti delle attività sono stati quindi segnalati all’Autorità giudiziaria competente ed agli Uffici territoriali dell’Inps per l’interruzione dell’elargizione del sussidio e la ripetizione delle somme indebitamente percepite, che hanno prodotto un danno erariale di oltre 350.000 €.

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Circa 15 senza fissa dimora, Domenica di pasqua e Lunedì di Pasquetta, hanno trovato aperte le porte del centro diurno “San Francesco di Paola”, dove hanno trovato ristoro e accoglienza, sempre nel massimo rispetto delle attuali disposizioni anti-Covid. In serata, gli stessi, si sono poi spostati presso il dormitorio “Gesù Misericordioso”.

In questi giorni gli operatori della Caritas, inoltre, in collaborazione con le Misericordie, sono impegnati nella distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie più bisognose della città, oltre a fare da supporto per le realtà cittadine e della Diocesi che hanno bisogno e richiedono aiuto.

È attivo anche un servizio di supporto psicologico telefonico, al quale tutti possono rivolgersi per chiedere aiuto o solo per manifestare un particolare disagio. Resta inoltre operativo, seppur con modalità di accesso differenti, il Centro di Ascolto Diocesano, al quale è possibile rivolgersi nei casi di necessità.

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Pronta la sede del centro polifunzionale di Matierno

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La struttura infatti era stata interessata gli scorsi mesi da interventi di manutenzione straordinaria a causa di abbondanti infiltrazioni che ne compromettevano la sicurezza. Potrà inoltre ritornare temporaneamente presso i locali del Centro Polifunzionale anche lo studio del medico di base che ne aveva fatto richiesta, al fine di garantire la continuità assistenziale dei residenti della zona.

La situazione aveva creato non pochi disagi per le famiglie e soprattutto per le persone anziane e con patologie che lamentavano la difficoltà a spostarsi lontano dalla propria abitazione. La costante attenzione alla vicenda dell'Assessore Savastano e del Consigliere Carbonaro ha reso possibile riconsegnare al popoloso quartiere una struttura riconosciuta da tutti come punto di riferimento.

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