Prete agli Stati Generali: "Per Camere di Commercio ruolo di catalizzatore locale"

Il vice presidente di Unioncamere interviene agli Stati Generali

Redazione Irno24 16/06/2020 0

“La crisi che stiamo vivendo è un’occasione storica per ripensare il ruolo dell’Italia. Per riattivare e mettere insieme le energie di tutti. Tutti devono essere parte di questo processo di ricostruzione”. E’ quanto ha sottolineato oggi Andrea Prete, vice presidente di Unioncamere (nonchè presidente della camera di commercio di Salerno), intervenuto in rappresentanza dell’istituzione agli Stati Generali.

“Le imprese - ha spiegato - devono sentirsi nuovamente protagoniste. E in questo processo, le Camere di commercio possono svolgere un ruolo utilissimo di catalizzatore a livello locale; di raccordo tra i diversi soggetti per coordinarne gli interventi ed evitare inutili dispersioni; di punto privilegiato di ascolto e di interpretazione delle istanze delle imprese per dare voce soprattutto a quelle più piccole; di collegamento tra territori e reti globali; di ideazione e di animazione di nuove progettualità, di raccordo tra le linee di intervento del Governo e la miriade di piccole e microimprese”.

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Redazione Irno24 17/08/2020

Coldiretti-Terranostra, la rivincita degli agriturismi in Campania

Il 2020 sarà ricordato come un anno spartiacque per il movimento agrituristico in Campania, nel male e nel bene. Dopo i primi dati positivi alla fine del lockdown – segnalano Coldiretti e Terranostra Campania – nel mese di agosto si consolida un boom di richieste in tutta la regione. Nel weekend di Ferragosto appena trascorso non solo si è registrato il sold out in tutti gli agriturismi della regione, ma un inedito boom nelle aree interne lontane dal mare.

Dagli agriturismi della rete Campagna Amica – annunciano Coldiretti e Terranostra Campania – si raccolgono dati mai registrati prima: un overbooking triplo rispetto alle richieste. Un fenomeno spinto dal desiderio di spazi ampi e di luoghi sereni, dovuto proprio alla paura del contagio da Covid19. In Campania sono presenti oltre 700 agriturismi nelle cinque province, con circa 20mila coperti e 2.500 posti letto, di cui il 20% in Irpinia, il 22% nel Sannio, il 12% nel Casertano, il 15% nel Napoletano e il 31% nel Salernitano. Si conferma la scarsa presenza di stranieri ed un flusso turistico prevalentemente italiano, con provenienze da tutte le regioni.

“Il successo di agosto – commenta Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania, l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica – non ripaga la frenata dei mesi di chiusura, ma è un fenomeno interessante che abbiamo il dovere di capire fino in fondo. Se da una parte c’è il Covid a spingere i turisti verso la campagna, dall’altra c’è una crescita costante in questi anni di una nuova tendenza, fatta di ricerca di autenticità e benessere, di borghi rurali e cultura, di attività all’aria aperta e di esperienze autentiche.

Il lavoro che abbiamo portato avanti per la promozione del vero agriturismo sta pagando proprio in questa crisi, premiando chi sceglie di accogliere i visitatori nella propria azienda agricola senza inganni. E c’è ancora tanta strada per far comprendere la diversità di una vacanza in campagna. Infatti ci segnalano alcune recensioni negative ai nostri agriturismi che non hanno la famosa bevanda dolce americana con le bollicine. Siamo sicuri che anche costoro alle fine apprezzeranno i succhi di frutta e il buon vino”.

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Redazione Irno24 31/01/2022

Coldiretti, PIL cala solo in agricoltura e pesca per mix clima e costi

In controtendenza all’andamento generale, il valore aggiunto cala solo per l’agricoltura e la pesca per effetto del mix micidiale dell’andamento climatico anomalo con danni stimati ad oltre 2 miliardi per i raccolti a fronte del balzo nei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’andamento del PIL nei conti economici trimestrali dell’Istat relativi al quarto trimestre 2021, che evidenziano per l’intero anno un valore del PIL in aumento del 6,5% rispetto al 2020. In controtendenza l’agricoltura e la pesca, sulle quali pesano anche le difficoltà della ristorazione con vini e cibi invenduti nei locali svuotati.

Il bilancio agricolo è stato sconvolto nel 2021 – sottolinea Coldiretti – da un andamento climatico del tutto anomalo a causa di un inverno bollente, il gelo in primavera ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali che hanno continuato ed colpire città e campagne in autunno. Il risultato è stato l’addio in Italia a quasi un frutto su quattro per il crollo di oltre il 27% della produzione nazionale secondo l’analisi della Coldiretti rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

A pesare sull’andamento del PIL è stato il balzo dei costi energetici che – sottolinea Coldiretti – si trasferisce a valanga sui costi di produzione e sui bilanci delle imprese, dai carburanti ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame. L’aumento dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Serve responsabilità della intera filiera alimentare – conclude Coldiretti – con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle e continuare a garantire le forniture alimentari alla popolazione con l’avanzare dei contagi che mette a rischio gli scambi commerciali.

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Redazione Irno24 29/04/2020

Coldiretti: "Chiusura dei ristoranti dimezza le vendite di vino"

La chiusura di bar, hotel e ristoranti per arginare la pandemia di Covid-19 potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del prolungamento del lockdown al 1° giugno per la ristorazione, sulla base delle previsione dell’OIV (Organizzazione mondiale della vite e del vino).

In Italia quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi. A pesare – precisa Coldiretti – è la chiusura della ristorazione avvenuta in Italia e all’estero con un forte calo delle esportazioni, aggravato anche dalle difficoltà logistiche e della disinformazione.

Occorre trovare risorse aggiuntive comunitarie e nazionali per finanziare ogni utile strumento per la riduzione delle giacenze e per il contenimento della produzione di vino proveniente dalla prossima vendemmia. La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari.

La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite che sono praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

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