Riapertura attività ristorazione vale 20 miliardi, lo afferma Coldiretti

La spesa degli italiani per pranzi, cene e colazioni era pari al 35% del totale dei consumi

Redazione Irno24 19/05/2020 0

L’attesa riapertura di bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e gelaterie ha un effetto valanga sull’agroalimentare nazionale con la ripresa degli acquisti di cibi e bevande che vale almeno 20 miliardi all’anno a pieno regime. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’attesa riapertura delle attività di ristorazione decisa dal Governo con l’accordo delle regioni.

Il lungo periodo di chiusura – sottolinea Coldiretti – ha pesato su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Nell’attività di ristorazione sono coinvolti circa 330mila tra bar, mense e ristoranti lungo la Penisola dove non tutte le attività riapriranno immediatamente per avere piu’ tempo per l’adeguamento e garantire il rispetto dei vincoli fissati. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – precisa Coldiretti – era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani.

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Redazione Irno24 16/11/2021

Etichettature fuorvianti minacciano il successo della Dieta Mediterranea

La pandemia spinge la domanda dei prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy nel mondo dove nel 2021 si registra complessivamente il record nelle esportazioni nazionali per frutta, verdura, pasta, extravergine di oliva e vino. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’anniversario del riconoscimento Unesco del 16 novembre 2010 sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2010.

Con la tutela Unesco è cresciuta nel mondo la consapevolezza del valore della dieta mediterranea e con essa anche la domanda dei prodotti Made in Italy con un balzo del +56% in media e incrementi importanti per i singoli prodotti che vanno - sottolinea Coldiretti - dal +72% per il vino al +59% per la pasta, dal +50% per la frutta e verdura conservata al +39% per quella fresca fino al +38% per l’extravergine di oliva nell’arco degli ultimi undici anni.

Un risultato importante spinto dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco anche grazie agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno. Una ricchezza del Paese che - riferisce la Coldiretti - è stata eletta migliore dieta al mondo del 2021 davanti alla flexariana e alla dash sulla base del best diets ranking elaborato dal media statunitense U.S. News & World’s Report’s.

L’alimentazione all’italiana - precisa Coldiretti - risulta la migliore soprattutto dal punto di vista della salute dell’organismo è inoltre la dieta più facile da seguire e primeggia anche per quanto riguarda le diete a base vegetale e in quelle per chi vuole mangiare sano.

Un successo che oggi è sotto attacco a livello internazionale dei sistemi di etichettatura a colori come il Nutriscore francese e quello a semaforo inglese che promuovono cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e sfavoriscono elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

Si tratta infatti - sottolinea Coldiretti - di un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

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Redazione Irno24 25/02/2021

Confindustria Salerno, gli auguri della Cisl provinciale al neopresidente Ferraioli

La Cisl Salerno fa i migliori auguri ad Antonio Ferraioli per la sua elezione a presidente di Confindustria Salerno. "L’auspicio è quello di lavorare bene insieme, consapevoli che l’attività di Ferraioli è estremamente importante e cosciente - ha detto il segretario generale Gerardo Ceres - Per il bene della provincia, anche in vista della definizione del programma europeo Recovery Plan, confidiamo in un'azione unitaria per progetti ecosostenibili, di rigenerazione con una forte e reale connotazione ambientale.

Queste azioni potrebbero dare spinta e un futuro utile per un rilancio di tutte le aree del territorio salernitano. Welfare, servizi, lavoro di qualità, turismo-ambiente-cultura, infrastrutture materiali e immateriali devono essere le priorità. Sono certo che il neopresidente, così come sottolineato nella sua relazione programmatica, saprà operare perché l'economia torni a essere volano autentico per tutto il comprensorio. Confindustria resta interlocutore importante per le organizzazioni sindacali ed il suo ruolo di mediazione in vari momenti è stato determinante.

Infine, un saluto affettuoso va rivolto ad Andrea Prete, presidente degli industriali salernitani in un momento particolare che si è contraddistinto per la sua capacità d'ascolto anche con le sigle sindacali. Se oggi Ferraioli eredità una Confindustria Salerno in buona salute è soprattutto merito suo".

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Redazione Irno24 04/12/2020

In arrivo 20 milioni per "quarta gamma", soddisfazione di Coldiretti Salerno

Via libera agli aiuti per 20 milioni a favore della “quarta gamma”, in cui rientrano i prodotti ortofrutticoli freschi, lavati, confezionati e pronti al consumo. Il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo, esprime soddisfazione per la firma da parte del Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, del Decreto “Disposizioni relative alle modalità di gestione del Fondo per la quarta gamma e prima gamma evoluta” che raccoglie il lavoro fatto da Coldiretti in questo settore strategico per il comparto ortofrutticolo.

“E’ un sostegno fondamentale in questo momento – sottolinea Busillo – per un settore colpito duramente dall’emergenza sanitaria. Registriamo una flessione generalizzata nella commercializzazione di tutte le produzioni di quarta gamma, in evidente calo rispetto alle forniture dello scorso anno di pari periodo. La crisi di molti mercati esteri, insieme allo stop dell’Horeca e alla minore frequenza d’acquisto degli italiani, sta colpendo duramente il settore. Gli aiuti in questo momento rappresentano una boccata d’ossigeno importante”.

Il decreto definisce i criteri di assegnazione delle risorse, pari a 20 milioni, concesse alle organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Consiglio e del Parlamento europeo e alle loro associazioni. Produttori e associazioni devono provvedere a ripartire gli importi (spettanti ai soci produttori destinatari) sulla base di parametri oggettivi e non discriminatori che tengano conto, in particolare, delle perdite di valore di prodotto conferito nei periodi di riferimento. Le domande di sostegno sono presentate all’Agea.

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