Salerno, balzo delle esportazioni provinciali nel 2021 per 2.9 miliardi

Segnali interessanti in controtendenza rispetto al contesto regionale e nazionale

Redazione Irno24 24/06/2022 0

Balzo dell’export di merci salernitane nel 2021 per un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro, con una crescita del 7,8% rispetto al 2020. Anche negli ultimi tre anni, l’andamento delle esportazioni provinciali mostra segnali interessanti, con miglioramenti anche nel periodo dell’emergenza sanitaria, in controtendenza rispetto al contesto regionale e nazionale (variazione 2020/2019 Salerno +5,7%; Campania -5,6%; Italia -9,1%), e mantenendo un ritmo di espansione anche nel 2021, sebbene più moderato nel confronto territoriale.

La provincia ha saputo reagire alle sfide e alle incognite legate ad un contesto in continuo mutamento grazie principalmente ai risultati conseguiti dai settori gomma-plastica, macchinari ed apparecchi, e dal settore primario. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti nello scorso anno, le nuove criticità che caratterizzano lo scenario economico internazionale impongono oggi dei ripensamenti sulle strategie per l’export delle aziende campane e salernitane, in particolare.

Centrale rimane il ruolo degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e una maggior spinta alla digitalizzazione per continuare a presidiare i mercati tradizionalmente legati al nostro export e per intercettare nuove opportunità in economie a maggior potenziale di sviluppo, nella consapevolezza che i prodotti legati al territorio e alla cultura nostrana fanno del made in Italy un marchio unico e apprezzato nel mondo.

Di questo si è discusso oggi a Salerno in occasione dell’incontro “Made in Italy, quale futuro? Esportare le eccellenze del territorio tra digitalizzazione e nuove sfide globali”, organizzato dalla Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con Promos Italia.

Tra i relatori che hanno contribuito a fornire un quadro della situazione, Andrea Prete, Presidente della Camera di Commercio di Salerno e Presidente di Unioncamere; Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia; Federico Rampini, Editorialista del Corriere della Sera e saggista; Franco Moscetti, Presidente di OVS; Francesca Alicata, Relazioni Istituzionali di Simest; Alfonso Ruffo, giornalista; Alex Giordano, Università Federico II di Napoli – Direttore Scientifico PIDMed. A testimonianza dell’eccellenze imprenditoriali della provincia di Salerno, Antonio Ferraioli, Amministratore delegato La Doria, e Vito Cinque, Hotel Il San Pietro di Positano.

"L’export è centrale per lo sviluppo dell’economia italiana - spiega Andrea Prete - ma per far crescere ulteriormente il Made in Italy nel mondo dobbiamo rendere le nostre aziende, a partire da quelle più piccole, sempre più consapevoli delle opportunità che i mercati internazionali offrono. Il sistema delle Camere di Commercio in Italia e quello italiano all’estero hanno creato nel tempo una rete fittissima di collaborazioni, che ha consentito a migliaia di imprese di fare il salto verso i nuovi mercati internazionali, in pieno raccordo con i servizi offerti dal sistema pubblico.

Per le imprese italiane è fondamentale cogliere le grandi opportunità offerte dal PNRR, e le Camere di Commercio hanno messo in campo una serie di strumenti utili ad aiutarle e sostenerle. Con il supporto di Promos Italia, inoltre, le imprese possono contare su un ulteriore partner che le accompagna anche con formazione specifica ad affrontare la sfida dell’export”.

Il principale mercato di sbocco delle esportazioni della provincia di Salerno continua ad essere la Germania, con un importo di quasi 432 milioni di euro, in crescita nel 2021 del 5,3%. Nell’ambito del contesto europeo, seguono il Regno Unito, con circa 308 milioni di euro (-5,2% la variazione % registrata nel 2021), e la Francia che, con quasi 216 milioni di euro, rappresenta un mercato dinamico, registrando una crescita del 15,1%. Positivo l’andamento anche verso il continente americano, che assorbe il 14,3% dell’export salernitano (+14,2% la variazione % rispetto al 2020), e quello africano (+8,4%).

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Redazione Irno24 18/01/2022

Inflazione, caro energia frena 2 imprese su 3

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette, frena quasi 2 imprese su 3 (72%) con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi che pesa sulla ripresa economica del sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sulla risalita dell’inflazione nel 2021 trainata dall’andamento dei prezzi dell’energia (+14,1%).

Un balzo al quale ha contribuito anche la stangata sul pieno di famiglie e imprese con il diesel che è aumentato del 20,6% nell’ultimo anno registrando il record dei prezzi dal 2019, con uno shock al rialzo che coinvolge anche la benzina (+18,6%) e il GPL aumentato addirittura del 30%, con i prezzi alla pompa che in alcuni casi, sulla rete autostradale, sfiorano anche i due euro al litro per la benzina.

Si tratta di un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci che viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese. Una situazione che pesa su un comparto ad alto impiego di lavoro come la rete delle 80mila cooperative italiane con oltre un milione di occupati distribuiti più settori produttivi dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla sanità alla scuola, dallo sport agli spettacoli.

Il caro energia sta squilibrando tutti i parametri di costo fin qui considerati nei contratti già stipulati per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative con enti pubblici e privati con la necessità di adeguare la spesa alla situazione eccezionale che si è venuta a creare.

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Redazione Irno24 11/03/2022

Confagricoltura Pesca a Salerno, De Crescenzo eletto Presidente

Si è costituita anche a Salerno la sezione economica di Confagricoltura Pesca. Si tratta dello “sbarco”, in questo importante settore dell’economia provinciale, dell’organizzazione professionale agricola che è già presente in altre marinerie d’Italia. Con l’istituzione di una specifica sezione economica, Confagricoltura Salerno si propone di rappresentare e tutelare le aziende della pesca dell’esteso litorale provinciale, che esercitano la loro attività non solo nel Tirreno ma in gran parte del Mediterraneo.

All’incontro di fondazione, svoltosi nella sede di Confcooperative Salerno, erano presenti diversi rappresentanti della categoria. Presidente della neonata sezione economica è stato eletto Leonardo De Crescenzo. Nel corso dell’incontro sono state affrontate diverse questioni che attanagliano la categoria, già duramente provata dall’emergenza Covid che negli ultimi due anni ha ridotto i consumi di pesce, in particolare nei settori alberghiero e della ristorazione.

Ora c’è già un’altra emergenza con cui fare i conti e che sta mettendo a dura prova le aziende della pesca: l’aumento del gasolio, che in queste settimane ha raggiunto costi proibitivi. Tutti argomenti che Confagricoltura Pesca Salerno conta di portare presto al “tavolo blu” regionale.

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Redazione Irno24 27/05/2022

Emergenza cinghiali, agricoltori campani a Roma per manifestare

Con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali non c’è solo la peste suina, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città con i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani, fra macchine in sosta, carrozzine con bambini e anziani che vanno a fare la spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del blitz degli agricoltori, cittadini e istituzioni in piazza SS. Apostoli a Roma.

Nella capitale anche una folta delegazione di agricoltori dalla Campania, partiti dalle cinque province per manifestare il disagio crescente in campagna e nelle città, dove il fenomeno è diventato insostenibile, con eventi tragici come la morte di un giovane nel casertano per un incidente provocato da un cinghiale.

L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè la fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%), considerato poi che nell’ultimo anno è avvenuto un incidente ogni 41 ore, con 13 vittime e 261 feriti gravi a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Asaps.

Il 69% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che oltre 6 italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. Alla domanda su chi debba risolvere il problema, oltre le metà degli italiani (53%) è dell’opinione che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni.

IL VIDEO DEI CINGHIALI A MERCATO SAN SEVERINO

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