Salerno, dal 29 ottobre l'edizione 2023 di "Domeniche ad Arte"

La presentazione dell'evento il 23 ottobre presso la sala Giunta della Provincia

Palazzo Sant'Agostino

Redazione Irno24 21/10/2023 0

Lunedì 23 ottobre, alle ore 10,30, nella sala Giunta di Palazzo Sant’Agostino, si tiene la conferenza stampa di presentazione del programma di “Domeniche ad Arte”, il ciclo di incontri organizzato dalla Provincia di Salerno in collaborazione con il CTA Salerno aps, che va dal 29 ottobre al 17 dicembre con 4 appuntamenti (ad ingresso gratuito).

“Con questa iniziativa ormai consolidata - dichiara il Presidente Franco Alfieri - proseguiamo le attività di promozione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, già avviate nel passato e organizzate sempre in collaborazione con varie associazioni del nostro territorio. “Domeniche ad Arte” infatti si svolge nei nostri spazi museali, che faranno da cornice agli appuntamenti programmati”.

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Redazione Irno24 08/06/2021

All'Archivio di Stato di Salerno la mostra "Alexandre Dumas, l'Italia nel cuore"

“Alexandre Dumas, l’Italia nel cuore”, mostra a cura di Jocelyn Fiorina, dedicata ad Alexandre Dumas, l’autore del Conte di Montecristo, dei Tre Moschettieri, di molti altri romanzi e di opere teatrali, mette in luce il suo forte legame con l’Italia. L’Italia ha avuto una grande influenza sulle opere di Alexandre Dumas: ne ha raccontato i paesaggi e la storia, dall'antichità al Risorgimento, e molti dei suoi romanzi hanno l'Italia come scenario. Più di trenta opere di Dumas sull’Italia sono citate nella mostra, alcune composte da più di 3000 pagine. Anche i briganti italiani sono stati il soggetto di numerosi romanzi dell’autore.

Come mostrato da documenti inediti riprodotti nella mostra, Dumas aveva l'Italia nel cuore, ma era anche nel cuore dell'Italia: partecipando ai movimenti del Risorgimento, frequentando i patrioti italiani in esilio a Parigi, la Giovine Italia, la società segreta dei carbonari, fino a diventare amico di Garibaldi, e il suo biografo ufficiale. Le sue avventure personali in Italia degne dei suoi romanzi, i luoghi che ha visitato, le persone che ha incontrato hanno nutrito i suoi racconti.

Basti pensare che un terzo del Conte di Montecristo è ambientato a Roma. Padre del romanzo a puntate, precursore delle serie tv di oggi, Dumas è entrato nella cultura popolare e ritroviamo le sue opere in forma televisiva, cinematografica, a fumetti. La mostra ospita alcune delle opere originali del maestro Carlo Rispoli, disegnatore del fumetto il Conte di Montecristo.

La mostra, realizzata con la société des Amis d’Alexandre Dumas e con il patrocinio dell’ambasciata di Francia, e la collaborazione dell’università di Salerno, ha ricevuto il label scientifico dell’università franco-italiana e ha il supporto della Rai. E' allestita presso l'Archivio di Stato di Salerno dal 3 giugno al 3 luglio ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, il sabato dalle 9 alle 13.

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Redazione Irno24 15/01/2025

A Salerno la bellezza della grande danza con Manni-Andrijashenko

Martedì 14 gennaio, al Verdi di Salerno, nell'ambito del cartellone di "Musica d'Artista", una serata in punta di piedi con "La gioia di danzare". Nominata ètoile del Teatro alla Scala nel 2023, Nicoletta Manni, insieme al marito e primo ballerino Timofej Andrijashenko, ha proposto uno spettacolo inedito, che contribuisce a diffondere la bellezza della grande danza. Una rappresentazione originale, ricca di nuove proposte e collaborazioni artistiche di alto livello.

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Annamaria Parlato 22/03/2020

Il raffinato naturalismo di Guarini, l’artista nato a Solofra e morto a Gravina

Felice Francesco Antonio Guarini da Solofra, e non Guarino come parecchi studiosi affermano, nacque nel 1611 da Giovan Tommaso Guarini e Giulia Vigilante nella frazione di Sant’Andrea Apostolo, secondogenito di sei figli.

La disputa del cognome è stata questione assai accesa fino a quando l’atto di nascita, l’iscrizione posta nel 1653 sull’altare dove è collocato il quadro della "Madonna di Costantinopoli" (Franciscus Guarini pinxit) in S. Andrea di Solofra, la lettera dedicatoria a Don Ferdinando Orsini, dove in calce è sottoscritto "Humilissimo servidore Francesco Guarini", il fatto che la dizione "Guarini" è data con insistenza nelle cronache locali e negli scritti a lui dedicati da studiosi della sua terra, l’Arciconfraternita dei Bianchi in Solofra, che nella Tabella dei Defunti ha scritto "Francesco Guarini Pittore insigne, morto il 13 luglio 1654", hanno confermato che sia appunto “Guarini”.

Francesco era figlio d’arte (il padre era conosciuto a livello locale come pittore e scultore ma la sua pittura rimase legata ai canononi tardo cinquecenteschi senza particolare enfasi), lasciò giovanissimo il luogo natio e frequentò fino al 1628 la bottega del pittore Massimo Stanzione a Napoli, collegata all’ambito caravaggesco. Gli agi e le ricchezze familiari (ereditate in particolare dal ramo materno) permisero al giovane Francesco di essere libero di agire e pensare nella Napoli della prima metà del Seicento, di apprendere la lectio di Ribera e Stanzione, di superare i limiti della bottega paterna.

La prima opera giovanile del 1634 per la parrocchia di Sant'Andrea Apostolo, la “Madonna del Rosario”, fu una collaborazione a quattro mani col padre, un dipinto in cui già si iniziava ad intravedere il talento del giovane Francesco e il suo esser vicino ad artisti come Filippo Vitale e Massimo Stanzione.

Nel 1636, Giovan Tommaso, ormai prossimo alla morte, lasciò la direzione della bottega al figlio che venticinquenne firmò poco dopo l’incarico per la realizzazione di ventuno tele “de pittura de novo testamento con certa altre istorie dell’Angioli o dell’Apocalisse” per il soffitto del transetto della Collegiata di S. Michele Arcangelo a Solofra (nella foto appena sotto), restaurate dalla Soprintendenza dopo il terremoto degli anni '80.

Cassettonato di Francesco Guarini del transetto della collegiata di San Michele, Solofra (AV)

Quest’incaricò già in parte intrapreso e portato a termine in momenti diversi, segnò la fama dell’artista che a pieno titolo può annoverarsi tra i migliori della seconda metà del Seicento assieme ai napoletani suoi contemporanei. Utilizzò gli insegnamenti ricevuti a Napoli per dare vita ad un linguaggio originale, unico, una reinterpretazione della pittura di Caravaggio nella maniera di trattare gli incarnati, le luci, i panneggi, il colore con assoluta raffinatezza.

“L’Annuncio ai Pastori” del 1632-35 (nella foto, prima e dopo il restauro) è un evidente manifesto e un omaggio agli artigiani, ai conciatori di pelli, ai fabbricanti di cotto, agli umili ricoperti di lane pesanti e pelli pecorine, assonnati, seminudi, in cui è ravvisabile un attento interesse al naturalismo, al ritratto, a inserire in un ambiente ristretto personaggi delle botteghe o della strada attraverso pennellate a macchie intrise di luci e di ombre.

Annuncio ai Pastori, Collegiata San Michele - foto Asbecuso, foto catalogo Fondazione Zeri 

A Francesco non interessò mai lavorare nella bottega paterna che andò pian piano in malora, raccogliendo artisti di scarsa fama. Si trasferì infatti tra il 1642-43 a Campobasso dove nella Chiesa di Sant’Antonio Abate firmò “Incontro tra Sant’Antonio Abate ed il centauro” e “S. Benedetto esorcizza un frate ossesso”. Strinse rapporti di amicizia con l’aristocratica famiglia Orsini, feudatari del territorio di Solofra, che divenne il principale committente di Francesco Guarini.

Per gli Orsini realizzò negli anni 1644-49 la “Madonna del Rosario” per il Convento di San Domenico Maggiore a Solofra e a Gravina in Puglia dove poi si trasferì - potenza economica del ramo meridionale della potente famiglia - ritratti di famiglia, scene sacre e la famosa “Madonna del Suffragio” (1649-50) per l’omonima Chiesa (foto poco più in basso) a loro riservata per la celebrazione di messe in suffragio delle anime del Purgatorio, una delle opere più emblematiche della maturità espressiva del pittore, vicina agli insegnamenti di Stanzione ma con toni più energici, potenti, vibranti, tormentati che rimandano anche all’antica poetica dell’artista.

Madonna del Suffragio, Chiesa della Madonna del Suffragio o Purgatorio, Gravina in Puglia

Divenne famoso anche in terra pugliese realizzando opere nei dintorni di Gravina. Bernardo De Dominici, nella sua opera "Vite de pittori, scultori ed architetti napoletani" del 1742-45, descrisse le cause della morte avvenuta nel 1651 sempre a Gravina, proprio nel momento in cui Pier Francesco Orsini stava per diventare il futuro papa Benedetto XIII, e pare che all'origine ci fosse la morte di una giovane donna sposata di cui egli era follemente innamorato, uccisa dal marito; il pittore si abbandonò a sé stesso, lasciandosi morire nel novembre dello stesso anno. Ricevette solenni funerali dal Duca Ferdinando III Orsini e fu seppellito nel Duomo di Gravina di Puglia ma i tanti misteri sulla sua scomparsa sono ancora rimasti irrisolti.

Fu il maestro di Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena, entrambi eccelsi rappresentanti della pittura campana a cavallo fra i secoli XVII e XVIII. Il suo fu un naturalismo depauperato di tutte le sue punte eccessivamente drammatiche. Il suo nuovo linguaggio pittorico rude e semplice, fatto di tele stilisticamente compatte, dipinte con vigorosi impasti cromatici e dalla spiccata monumentalità, raggiunse vertici di qualità altissima. Il carattere piacevole ed eminentemente decorativo della sua pittura si trasformò in uno strumento narrativo di grande efficacia e impatto visivo.

Fonti delle ricerche e delle immagini

  • http://www.solofrastorica.it/Guarinicognome.htm
  • http://www.solofrastorica.it/GuariniFrancesco.htm
  • Riccardo Lattuada, Francesco Guarino Da Solofra. Nella Pittura Napoletana del Seicento (1611-1651), Edizioni Paparo, Napoli 2013
  • http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-guarino_(Dizionario-Biografico)
  • http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/53387/Guarino%20Francesco%2C%20Annuncio%20ai%20pastori
  • http://www.beniculturalisolofra.it/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_San_Michele_Arcangelo_(Solofra)
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