Salerno, espulsi due stranieri: erano stati arrestati per furto di biciclette

I numerosi precedenti di uno dei due hanno determinato il giudizio di pericolosità sociale

Redazione Irno24 01/08/2025 0

Nella giornata di ieri, sono stati espulsi i due stranieri arrestati dalla Squadra Mobile di Salerno per il furto di biciclette nel centro storico. L’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura ha consentito l’accompagnamento di uno dei due (i cui numerosi precedenti hanno determinato il giudizio di pericolosità sociale) al CPR di Potenza; per il secondo è stato emesso un provvedimento di espulsione, seguito da un ordine di abbandonare il territorio nazionale.

Per entrambi - fa sapere la Questura - è stata avviata l’attività amministrativa diretta ad ottenere l’identificazione consolare, presupposto indispensabile, nelle ipotesi di cittadini stranieri privi di passaporto, per avviare le procedure di rimpatrio.

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Salerno, involucri di hashish nel termosifone e nel wc di una scuola

Nella mattinata del 26 marzo, la Squadra Mobile della Questura di Salerno ha effettuato un servizio straordinario di controllo, finalizzato alla prevenzione ed alla repressione della vendita e del consumo di stupefacenti presso un Istituto di Istruzione Superiore Statale di Salerno, in accordo con la Direzione Scolastica dello stesso.

E' stato segnalato alla Prefettura un alunno, incensurato, trovato in possesso di 1,10 grammi di hashish. Inoltre, sono stati rinvenuti all’interno dei bagni, occultati in un termosifone e nella vaschetta di scarico di un wc, 2 diversi involucri contenenti hashish, per un peso complessivo di 1,45 grammi.

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Redazione Irno24 28/10/2020

Uil Fpl: "Casi sospetti di Covid alla sede Asl di Via Nizza a Salerno"

Emergenza Covid presso la sede dell'Asl Salerno. La denuncia arriva da Lorenzo Conte della Uil Fpl Salerno. "Siamo venuti a conoscenza che ci sono stati due casi sospetti di Covid-19 all'interno della sede Asl di via Nizza, a Salerno, e per questo motivo siamo preoccupati per i lavoratori svolgono il proprio servizio.

Tenuto conto dell'attuale fase di recrudescenza e dei casi di positività tra i lavoratori, abbiamo chiesto al direttore generale la sanificazione di tutti gli uffici di via Nizza e, nel contempo, se sia stato eseguito il dovuto tracciamento sui contatti delle persone positive al Covid-19. Inoltre, si richiede di effettuare il tampone con metodiche di biologia molecolare che permettono la ricerca dell'Rna virale a tutti i dipendenti".

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Redazione Irno24 12/06/2021

Gambizzarono uomo a Pastena, custodia cautelare in carcere per padre e figlio

Nel corso della mattinata, personale del Comando Provinciale di Salerno ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Salerno su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di Giuseppe Stellato e di suo figlio Domenico, entrambi accusati in concorso di lesioni aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di armi.

Il provvedimento si fonda sui gravi indizi di colpevolezza acquisiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Salerno nell’ambito delle indagini avviate in seguito al ferimento, mediante colpi d’arma da fuoco, di Mario Mautone, avvenuto nella serata del 24 luglio 2020 nel quartiere Pastena di Salerno, territorio dove il pluripregiudicato Stellato è noto come "Papacchione" ed è da sempre temuto per numerose azioni criminali sin dagli anni 2004/2005, imitato dal figlio Domenico, evidentemente ansioso di dimostrare anche lui una capacità di imporsi nella zona orientale.

Ed è proprio la volontà dimostrativa il movente dell’azione delittuosa condotta in forma così plateale da padre e figlio ai danni di Mautone. Attraverso la lunga e certosina analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, è stato possibile ricondurre con certezza ai due indagati la “gambizzazione” di Mautone; l'attività di polizia giudiziaria che ha permesso di evidenziare come Giuseppe Stellato si sentisse così intoccabile nel “suo” territorio da arrivare a sparare in pieno giorno e in un locale pubblico senza nemmeno coprirsi il viso, a differenza di quanto fatto dal figlio che indossava un casco integrale.

Dagli esiti delle successive intercettazioni è emerso come l’aggressione fosse da inquadrare nell’ambito di un avvertimento legato al controllo dello spaccio di stupefacenti sul territorio presso cui Giuseppe Stellato, al termine di un lungo periodo di detenzione, era tornato con l’intenzione di ristabilire il proprio predominio incontrastato.

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