Salerno, Ilardi su imposta soggiorno: "Risorse incrementali per migliorare servizi"
"Federalberghi è disponibile a partecipare al confronto in un tavolo istituzionale"
Redazione Irno24 06/11/2022 0
"Siamo lieti del dibattito scaturito dalla proposta di parificare l’imposta di soggiorno per tutte le strutture ricettive, extra alberghiere ed alberghiere fino ai tre stelle, e valutiamo con vivo interesse le dichiarazioni rese da alcuni colleghi dell’ospitalità extra alberghiera sulla necessità di potenziare i servizi di pulizia e di informazione in città, argomenti individuati come pregiudiziali alla parificazione.
Entrando nel merito delle questioni, verifichiamo che non vi è guerra tra noi ma solo un costruttivo e franco scambio di idee, che possa far migliorare l’accoglienza dei visitatori a Salerno. Grazie al confronto avviato in questi giorni, è giunto il momento di ragionare, tutti insieme, sull’adozione di un nuovo modello impositivo, che consenta di superare ogni obiezione e possa essere di riferimento per tutti i comuni della provincia.
E, dunque, ogni risorsa incrementale derivante dalla parificazione dell’imposta di soggiorno, e dalla costante lotta all’evasione dell’imposta stessa, potrebbe essere DESTINATA e VINCOLATA, oltre che al prolungamento dell’accensione di Luci d’Artista, anche al miglioramento dei servizi cittadini quali: lo spazzamento pomeridiano delle aree di maggiore valenza turistica; lo svuotamento serale di cestini sul Lungomare ed in altre zone della città; la creazione di aree Wi-Fi nel centro storico; la realizzazione di segnaletica per i percorsi turistici della città; la stabile e ampia apertura degli info-point.
Nessun operatore corretto e lungimirante avrebbe motivo di opporsi a questa iniziativa. E sarebbe una svolta importante ed un segnale positivo per tutti: cittadini, turisti ed imprese. Riusciamo a ragionarci? Magari in un tavolo istituzionale? Federalberghi è disponibile a partecipare al confronto". E' quanto si legge in una nota di Antonio Ilardi, Presidente Federalberghi Salerno.
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Salvatore Riela 03/06/2026
Il patrimonio agroalimentare della Campania al SIAL di Parigi
Sembrerebbe un’opportunità strategica per le imprese campane sui mercati internazionali, quella che vede ospiti 10 aziende al SIAL di Parigi, che si terrà dal 17 al 21 Ottobre 2026. La manifestazione, considerata uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati al settore agroalimentare, offrirà alle imprese partecipanti di affacciarsi ad un pubblico ben più ampio e di allargare il posizionamento all’interno del mercato del lavoro.
In questo scenario di grande rilevanza economica e commerciale si inserisce l’iniziativa promossa dalla Regione Campania, che sostiene la partecipazione delle imprese regionali a un evento capace di offrire visibilità globale e concrete opportunità di business. La presenza campana al SIAL rappresenta un tassello fondamentale delle strategie di internazionalizzazione del comparto agroalimentare, uno dei settori più dinamici e identitari dell’economia regionale.
Il SIAL, giunto alla sua 61esima edizione, è riconosciuto come una delle principali fiere mondiali dedicate all’alimentazione. Secondo le stime degli organizzatori, l’edizione 2026 ospiterà circa 8.000 espositori provenienti da oltre 130 Paesi e attirerà quasi 295.000 visitatori professionali, tra importatori, distributori, e ristoratori. Gli spazi espositivi supereranno i 280.000 metri quadrati, con un livello di prenotazioni che ha già raggiunto l’85% molti mesi prima dell’apertura ufficiale.
Per le aziende campane, partecipare a una manifestazione di questa portata significa entrare in contatto con interlocutori provenienti da ogni parte del mondo e presentare le proprie eccellenze in una vetrina privilegiata. La Campania può vantare un patrimonio agroalimentare unico, caratterizzato da produzioni certificate, tradizioni secolari e una crescente capacità di innovazione. Dalle conserve vegetali ai prodotti lattiero-caseari, dai vini alle specialità da forno, passando per la filiera ortofrutticola e quella della trasformazione alimentare, il territorio regionale dispone di un’offerta in grado di rispondere alle nuove esigenze dei mercati internazionali.
Particolarmente interessante sarà anche l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, pensati per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Gli organizzatori hanno annunciato una piattaforma di abbinamento commerciale supportata dall’intelligenza artificiale, progettata per favorire appuntamenti mirati tra espositori e acquirente, aumentando così le possibilità di sviluppare relazioni commerciali concrete e durature, abbattendo le barriere della distanza.
Redazione Irno24 20/06/2020
Spegne 131 candeline la pizza Margherita, ma è una festa amara
Compleanno amaro per la pizza Margherita, che qualche giorno fa ha “festeggiato” la sue 131 primavere con le vendite praticamente dimezzate a causa del Coronavirus e del lungo periodo di lockdown che fanno sentire i loro effetti anche in questa prima fase di riapertura, mettendo a rischio il futuro di 63mila pizzerie e circa 200mila addetti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nei giorni in cui si celebra la nascita di uno dei simboli della cucina italiana nel mondo.
Proprio al giugno del 1889 risale, infatti, una lettera del capo dei servizi di tavola della Real Casa Camillo Galli che convocava il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze. Nacque così la più nota delle pizze napoletane, condita con pomodoro, mozzarella di latte vaccino, basilico fresco, sale ed olio.
Da allora il fatturato della pizza nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro, confermandosi un tesoro del Made in Italy e un simbolo del successo della dieta mediterranea nel mondo, tanto che l’Unesco ha proclamato nel 2017 l’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità. La colonna portante di un sistema economico che la pandemia ha messo però in gravissime difficoltà.
Nel periodo pre-Covid 19 solo in Italia si sfornavano circa 8 milioni di pizze ottenute grazie all’utilizzo di 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. La chiusura forzata dei locali ha avuto dunque un impatto devastante non solo sulle imprese e sull’occupazione ma anche sull’intero sistema agroalimentare che ha visto chiudere un importante sbocco di mercato per la fornitura dei prodotti.
Durante il lockdown dovuto all’emergenza gli italiani non hanno comunque voluto rinunciare alla margherita provando a farla in casa con il raddoppio delle vendite di preparati per pizze (+101%) nei supermercati. Con le prime riaperture in molti sono ricorsi prima alla consegna a domicilio e poi all’asporto pur di non farsi mancare il piatto simbolo del Made in Italy, anche se la ripartenza per i locali resta comunque difficile a causa di una diffusa diffidenza da parte di chi ha ancora paura e dell’assenza totale dei turisti stranieri, da sempre tra i più accaniti consumatori di pizza.
Redazione Irno24 11/07/2021
De Luca ad artigiani Cna: "Un mese per aprire un’impresa, ok su Osservatorio regionale"
Dice sì alla proposta lanciata dal Presidente della Cna di Salerno, Lucio Ronca, di istituire un Osservatorio regionale sull’artigianato il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha partecipato alla riflessione sul futuro dell’artigianato in Campania, svolta nel corso dei lavori dell’assemblea elettiva della Cna di Salerno.
“Facciamo subito l’Osservatorio - ha affermato De Luca - lavoriamo sui punti che come artigiani ritenete essenziali e soprattutto arriviamo insieme all’obiettivo di aprire un’impresa in un mese”, confermando anche la priorità di sburocratizzare. Il presidente regionale ha anche ribadito la sua proposta per superare l'empasse che si sta registrando nel reclutare lavoratori per impegni stagionali. “A chi riceve il reddito di cittadinanza, proponiamo l’obbligo di accettare lavori stagionali con la possibilità di guadagnare altri 500 euro messi a disposizione dalle imprese - ha detto De Luca - se rifiutano perdono entrambi i sostegni economici”.
De Luca ha rilanciato anche il tema della risorsa mare, per la quale il presidente Ronca aveva chiesto maggiore impegno per valorizzare tutti i mestieri che ruotano attorno alla nautica, trovando ovviamente d’accordo, tra gli interlocutori presenti, il comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Daniele Di Guardo. “In Campania c’è la necessità di creare ulteriori 10mila posti barca - ha dichiarato De Luca - questo è settore che dopo un periodo di stasi si sta rianimando”.
A concludere i lavori il presidente nazionale di Cna, Daniele Vaccarino: “Ora è il momento di ragionare sul futuro associativo, abbiamo ambizione di diventare ancora più riferimento. Ci servono coraggio, tempestività e anche un po’ di sfrontatezza per affrontare questo momento, non dobbiamo correre il rischio che il sistema delle piccole e medie imprese non sia pienamente coinvolto nella ripresa economica”.