Salerno, Ilardi su imposta soggiorno: "Risorse incrementali per migliorare servizi"

"Federalberghi è disponibile a partecipare al confronto in un tavolo istituzionale"

Redazione Irno24 06/11/2022 0

"Siamo lieti del dibattito scaturito dalla proposta di parificare l’imposta di soggiorno per tutte le strutture ricettive, extra alberghiere ed alberghiere fino ai tre stelle, e valutiamo con vivo interesse le dichiarazioni rese da alcuni colleghi dell’ospitalità extra alberghiera sulla necessità di potenziare i servizi di pulizia e di informazione in città, argomenti individuati come pregiudiziali alla parificazione.

Entrando nel merito delle questioni, verifichiamo che non vi è guerra tra noi ma solo un costruttivo e franco scambio di idee, che possa far migliorare l’accoglienza dei visitatori a Salerno. Grazie al confronto avviato in questi giorni, è giunto il momento di ragionare, tutti insieme, sull’adozione di un nuovo modello impositivo, che consenta di superare ogni obiezione e possa essere di riferimento per tutti i comuni della provincia.

E, dunque, ogni risorsa incrementale derivante dalla parificazione dell’imposta di soggiorno, e dalla costante lotta all’evasione dell’imposta stessa, potrebbe essere DESTINATA e VINCOLATA, oltre che al prolungamento dell’accensione di Luci d’Artista, anche al miglioramento dei servizi cittadini quali: lo spazzamento pomeridiano delle aree di maggiore valenza turistica; lo svuotamento serale di cestini sul Lungomare ed in altre zone della città; la creazione di aree Wi-Fi nel centro storico; la realizzazione di segnaletica per i percorsi turistici della città; la stabile e ampia apertura degli info-point.

Nessun operatore corretto e lungimirante avrebbe motivo di opporsi a questa iniziativa. E sarebbe una svolta importante ed un segnale positivo per tutti: cittadini, turisti ed imprese. Riusciamo a ragionarci? Magari in un tavolo istituzionale? Federalberghi è disponibile a partecipare al confronto". E' quanto si legge in una nota di Antonio Ilardi, Presidente Federalberghi Salerno.

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Redazione Irno24 01/12/2020

Ristori agriturismi campani respinti per burocrazia, Coldiretti punta sui "CAA"

Oltre al danno la beffa. Alcuni agriturismi – comunica Coldiretti Campania – già colpiti pesantemente dalle restrizioni da Covid, stanno ricevendo PEC dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione in cui si respinge l'istanza di ammissione al bonus previsto dal bando dello scorso settembre. "La domanda non è ammessa – si legge nelle missive – in quanto il richiedente non risulta iscritto nell'Albo Regionale degli operatori agrituristici e non risulta agli atti dell'Amministrazione documentazione attestante l'operatività dell'impresa".

Il paradosso è che spesso chi ha ricevuto il rifiuto del ristoro è attivo da molti anni, così come risulta all’Agenzia delle Entrate, ma non è stato inserito nell’Albo. La vicenda – spiega Coldiretti Campania – viene da lontano ed è il tipico caso di burocrazia inutile. Il presidente Masiello e il direttore Loffreda hanno inviato una nota al neo assessore all’agricoltura Caputo per affrontare e risolvere definitivamente la vicenda kafkiana.

"Si fa presente - scrivono i vertici di Coldiretti Campania – che in merito all’aggiornamento di detto Albo Regionale, la nostra organizzazione ha più volte sollevato la necessità di aggiornare l’attuale legge regionale sull’agriturismo del 2008, non più adeguata alla Riforma Delrio, che prevedeva un ruolo attivo delle Province nell’aggiornamento dell’Albo, poi trasferito ai Comuni ma senza un’efficace procedura.

Di fatto, ad oggi, l’aggiornamento di detto Albo è demandato all’azione degli stessi Comuni, che spesso omettono di comunicare ai competenti uffici dell’Assessorato Regionale l’inizio attività o la chiusura dei servizi agrituristici sul proprio territorio. Inoltre, gli Uffici tecnici comunali acquisiscono la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ma non hanno alcuna competenza per verificare la sussistenza dei requisiti dell’azienda per l’attivazione dei servizi agrituristici. Salvo poi scoprire frodi, come dimostrano le periodiche inchieste della magistratura e della Guardia di Finanza.

Per affrontare questa ed altre problematiche relative alla salvaguardia degli agriturismi, Coldiretti Campania nel marzo 2017 ha presentato alla Regione una articolata proposta per una nuova legge in materia, che valorizzi e tuteli la multifunzionalità agricola. La proposta di legge giace ancora in Commissione Agricoltura, dove si è tentato uno stravolgimento, snaturando così il vero agriturismo.

In attesa di riprendere un’ampia discussione sulla necessità di una nuova legge regionale sull’agriturismo – proseguono Masiello e Loffreda – si chiede all’Assessorato di intervenire per evitare che le comunicazioni di rigetto alle domande di sostegno possano produrre un paradosso: l’esclusione di chi ne ha diritto per comprovata attività e l’accoglimento per chi non ne ha diritto.

Coldiretti Campania propone, pertanto, all’Assessorato di prevedere l’aggiornamento dell’Albo Regionale degli operatori agrituristici esclusivamente attraverso i CAA (Centri di Assistenza Agricola), che detengono i fascicoli aziendali e sono in grado di asseverare la reale dimensione delle strutture, ovvero i posti letto e i coperti consentiti. Solo così l’Assessorato regionale potrà avere certezza della veridicità dell’elenco, grazie al vaglio preventivo che solo i centri di assistenza agricola sono in grado di effettuare".

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Redazione Irno24 14/04/2021

Coldiretti Campania, tavoli esterni salvano 700 agriturismi

La possibilità di riaprire le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto salverà i 700 agriturismi della Campania, che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola.

E’ quanto afferma la Coldiretti Campania nel commentare positivamente l'ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni.

Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori con perdite di fatturato stimate alla Coldiretti in 1,2 miliardi di euro a livello nazionale, 35 milioni nella sola Campania. In provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e i 1.900 posti letto.

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Redazione Irno24 03/11/2020

Covid, Coldiretti Salerno: agricoltura in affanno, florovivaismo in profonda crisi

L'emergenza Covid inizia a far sentire i suoi effetti anche sull'agricoltura salernitana. Tutti i settori stanno risentendo del forte impatto della pandemia. Secondo Coldiretti Salerno, a pagare il conto più pesante ​è il settore del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e vino. "E' un momento difficile anche per l'agricoltura salernitana - conferma il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - le vendite, in particolare di prodotti freschi, dall'ortofrutta al lattiero caseario, hanno ridotto notevolmente le vendite nel canale horeca. Chi lavora con bar e ristoranti perde una fetta di mercato importante con le limitazioni in atto soprattutto le imprese agricole e quelle che trasformano prodotti freschi.

In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. A pesare sulla crisi anche la chiusura forzata delle mense scolastiche e le difficoltà con l'export". Le limitazioni economiche e il rimbalzo negativo delle vendite potrebbero farsi sentire, sulla media e lunga distanza, anche sui prodotti stagionati. In questa fase sono meno danneggiati i prodotti stagionati e i salumi che possono allungare la vita in magazzino per qualche mese ma un aumento degli stock comporta sempre una distorsione dei prezzi.

Discorso a parte merita il settore florovivaistico: "L'impatto economico, anche per la provincia di Salerno, dove operano decine di imprese florovivaistiche è pesantissimo – spiega Busillo – le aziende hanno dovuto mandare al macero il prodotto per via del blocco delle cerimonie e dei mercati. E' necessario avviare subito le procedure per richiedere lo stato di calamità per il settore florovivaistico che a causa dell'emergenza Coronavirus registra danni pari al 100% della produzione con l'aggravio dei costi a carico delle aziende che devono garantire anche il corretto smaltimento". Problemi anche per gli agriturismi dove la chiusura della mobilità interprovinciale e il clima di incertezza ​ stanno creando problemi sia per i pernottamenti del weekend che per i pranzi fuori porta.

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