Trustee Salernitana, nessuna offerta accettabile: per vendere ci vuole proroga
Prive di fondamento alcune notizie con termini economici e identità dei potenziali acquirenti
Redazione Irno24 16/12/2021 0
"Come noto, con l’atto “Trust Salernitana 2021” i Disponenti hanno affidato agli scriventi Trustee - si legge in una nota congiunta a firma Melior Trust S.r.l. e Widar Trust S.r.l. - l’incarico di alienare le partecipazioni sociali rappresentanti il 100% della U.S. Salernitana 1919 S.r.l. a precise condizioni, entro il termine del 31 dicembre 2021. L’atto di Trust ha consentito l’ammissione della “Salernitana” alla partecipazione al campionato di Serie A, stagione sportiva 2021/2022.
I Trustee hanno svolto l’incarico affidato osservando esattamente le condizioni contenute nell’Atto di Trust e in particolare – perché obbligo imposto dall’atto di Trust – informando costantemente e tempestivamente la F.I.G.C., delle manifestazioni di interesse e/o delle offerte ricevute, nonché trasmettendo alla stessa la relativa documentazione.
In osservanza dei doveri di riservatezza imposti dall’Atto di Trust, oltre che di natura commerciale, i Trustee non hanno reso noto ad alcuno, all’infuori della F.I.G.C., le manifestazioni e/o le offerte ricevute, né i termini economici e/o l’identità dei potenziali acquirenti. All’uopo, occorre precisare che le notizie rilasciate da alcuni organi di stampa, diffusori dei termini economici e dell’identità dei potenziali acquirenti, sono prive di fondamento.
Ad oggi, alcuna delle offerte ricevute per l’acquisto della U.S. Salernitana 2021 è accettabile ai sensi dell’atto “Trust Salernitana 2021”, poiché carente dei requisiti e/o delle condizioni imposte dall’atto stesso (es: forma dell’offerta; congruità del prezzo; documentazione idonea a verificare l’indipendenza dell’offerente; presenza delle garanzie di solvibilità dell’offerente etc.) o perché, come in ultimo, il soggetto offerente non ha dimostrato la sussistenza dei requisiti economici, patrimoniali e finanziari congrui per perfezionare l’operazione.
I Trustee hanno informato i Disponenti e la F.I.G.C dell’attuale stato della progettata cessione, rappresentando le criticità conseguenti all’eventuale fallimento delle operazioni di vendita entro il 31 dicembre 2021, e dunque, invitando gli stessi a valutare un differimento del termine, con l’obiettivo di permettere alla U.S. Salernitana 1919 S.r.l. la conclusione del campionato in corso, al contempo assicurandone l’indipendenza con i Disponenti medesimi ed i soggetti ad essi correlati.
Assicurando comunque la prosecuzione dell’incarico ricevuto fino al termine del 31 dicembre 2021, i Trustee potranno, se richiesto e previo accordo con i Disponenti, assicurare continuità nel loro mandato fino al nuovo termine che verrà eventualmente concordato tra Disponenti e FIGC".
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Nel gennaio 2024 si trasferisce in prestito al Sarmiento Junin. Dopo aver vinto la Copa Argentina con le maglie di Patronato ed Estudiantes, per la sua prima esperienza in Europa ha scelto la Salernitana. Guasone ha preso il 27 come numero di maglia.
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Il 17 agosto 2022, il senegalese venne acquistato da Iervolino con la formula del prestito oneroso da un milione di euro, con possibilità di riscattarlo a 12 milioni dal Villareal, diritto regolarmente esercitato quasi un anno dopo con il deposito dell’intera cifra pattuita. Durante la scorsa sessione estiva di mercato, Dia aveva raggiunto un valore tra i 25 e i 30 milioni, introito che sarebbe stato oro colato per le casse della società salernitana ma che si è tramutato in poche settimane nell’inizio della fine.
L’incrinatura del rapporto tra le due parti nasce a fine agosto 2023, quando l’attaccante senegalese, dopo aver trovato un accordo economico con il Wolverhampton, per un trasferimento in Premier League, senza il consenso a trattare da parte della dirigenza granata, presentò attraverso il suo entourage un’offerta a Iervolino decisamente al ribasso negli ultimi giorni di mercato.
La Salernitana ha, giustamente, fatto prevalere la sua posizione: sebbene non si fosse mai opposta ad una cessione a priori, fare a meno a di Dia senza possibilità di sostituirlo adeguatamente, a poche ore dal gong del calciomercato d'estate e con un conguaglio assolutamente non idoneo al valore del giocatore, sarebbe stato un autogol clamoroso.
Purtroppo non si è fatto i conti con i “picci” di un calciatore che si è dimostrato tutt’altro che un professionista serio. Dia si è impuntato contro la società che lo paga e lo ha pagato profumatamente e contro una piazza che gli ha dato la possibilità di poter fare quel “salto” di carriera tanto agognato, non venendo assolutamente incontro alle esigenze sportive ed economiche del club. Oggi, 14 marzo 2024, il senegalese non è più un patrimonio per questa società ma un problema economico e sportivo nel quale a perdere, nel sistema calcio attuale, è sempre la società titolare del cartellino.
Nel mondo reale, cioè in quello lavorativo extracalcistico, un professionista con regolare contratto se non ottempera ai suoi doveri può essere giustamente perseguito civilmente per danni, con annesso licenziamento per giusta causa; nel panorama calcistico ci stiamo sempre più avventurando in scenari distopici, nei quali le società sono sempre più ostaggio di calciatori e procuratori e dove i contratti hanno sempre più un valore formale che sostanziale. Dia, con il rifiuto di scendere in campo durante Udinese-Salernitana e il conseguente allontanamento dalla prima squadra, ha toccato il fondo.
Sembra che il club abbia depositato presso il Collegio Arbitrale un’istanza di arbitrato contro il senegalese: i legali della Salernitana avrebbero chiesto la conferma della sanzione già applicata dal club, ossia l’estromissione del calciatore dalla prima squadra, oltre alla multa aggiuntiva pari alla riduzione del 50% dello stipendio da qui a fine stagione, con cui la società risparmierebbe circa 300mila euro.
Il minimo in confronto a quello che il comportamento dell’attaccante ha negato sia sportivamente che economicamente alla Salernitana: ormai la perdita monetaria è certa, ma vedere Dia uscirne tranquillo e sereno, magari anche raggiungendo lidi più prestigiosi in estate, sarebbe uno scenario che non farebbe giustizia per quanto accaduto. In un calcio giusto, con le apposite istituzioni a tutela delle società, il numero 10 della Salernitana rimarrebbe “fuori rosa” fino a fine contratto, con salario minimo a disposizione, ma questa possibilità sempre più utopistica al giorno d’oggi, dove gli interessi e i “mal di pancia” di agenti ed assistiti valgono di più di qualsiasi altro valore sportivo e professionale.