Alfieri decide la costituzione dell'Archivio Storico provinciale
"Un progetto di grande rilevanza culturale per la storia della nostra comunità"
Redazione Irno24 18/04/2023 0
La Provincia di Salerno, in collaborazione con la Società Salernitana di Storia Patria, l’ANPI Salerno, e l’Associazione “Memoria in movimento”, ha dato inizio (con decreto 76 del 14 aprile 2023) alle attività necessarie per la costituzione di un Archivio Storico provinciale, in cui custodire i documenti relativi alla vita dell’Istituzione a partire dalla sua nascita.
“L’Archivio Storico provinciale - dichiara il Presidente della Provincia, Franco Alfieri – è un progetto di grande rilevanza culturale per la storia della nostra comunità, ma anche per la storia generale del Paese, caratterizzata in modo significativo proprio dalle numerose vicende locali. È nostro dovere istituzionale raccogliere e conservare le memorie che ricostruiscono la nostra identità territoriale, per poi valorizzarle e promuoverne la conoscenza. Parliamo di un patrimonio culturale prezioso da tutelare e trasmettere alle nuove generazioni.
Ci muoveremo in tre fasi. Innanzitutto, sul sito istituzionale dell’Ente verrà creata una pagina dedicata all’Archivio, nella quale saranno pubblicate le fonti già schedate ed inventariate. Poi verrà organizzato un laboratorio archivistico per trattare la documentazione in outsourcing e verrà costituito l’Archivio Storico, a cui verranno assegnati locali idonei per depositi e sale di consultazione. È prevista anche la digitalizzazione del materiale documentale più importante”.
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Federica Garofalo 15/02/2021
Alla scoperta dei luoghi della Scuola Medica Salernitana
Vari documenti dei Seicento e del Settecento citano un luogo al di fuori della porta di San Nicola, ubi vulgariter dicitur la Scola Salernitana, in quella che è oggi la località di Canalone, ma che nel 1932 venne identificata con l’attuale Largo Scuola Medica Salernitana. In realtà sono stati molti i tentativi, soprattutto da parte degli eruditi di Età Moderna, di identificare un luogo in cui si riunissero nel Medioevo i maestri e gli studenti della Scuola Medica Salernitana.
La verità è che non ne esiste uno solo, perché il concetto medievale di “scuola” è molto diverso dal nostro, che non prevede una struttura deputata allo scopo, né una rigida organizzazione gerarchica: ed è significativo che le prime testimonianze non parlino di “scuola” ma di “scuole” di medicina salernitana. Un medico particolarmente bravo a insegnare e che raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli costituisce già una “scuola”, e, di solito, insegna a casa propria; e così sarà anche per le prime Università fino circa al Quattrocento.
Ne abbiamo una testimonianza all’inizio del Trecento da Matteo Silvatico, il cui palazzo gentilizio, con relativo giardino utilizzato come un vero e proprio orto botanico, è stato identificato con il luogo in cui sorge l’attuale Giardino della Minerva. Non esistono, però, solo le scuole “private”: esistono anche quelle monastiche, maschili come il monastero di San Benedetto dove nel 1057 fu abate il grande medico e vescovo di Salerno Alfano I, o femminili come il monastero di San Giorgio, al cui interno un documento del 1052 colloca un’infermeria; o, più tardi, quelle legate agli ordini mendicanti, come il convento domenicano di Santa Maria della Porta (l’attuale San Domenico).
Solo alla fine del Duecento, con Carlo I d’Angiò nascerà una vera e propria università (uno studium, come si diceva all’epoca), la cui sede è rintracciabile nel Quattrocento all’interno della Cappella di Santa Caterina in Duomo, le attuali sale San Tommaso e San Lazzaro. La cappella è all’epoca di proprietà della famiglia Solimene, un’illustre famiglia di medici, di cui uno dei suoi membri più illustri, Guglielmo Solimene, agli inizi del Quattrocento ha ricevuto in dono una reliquia della santa dalla regina Margherita di Durazzo, e l’ha deposta nella cappella di famiglia, dove poi è stato sepolto egli stesso.
Ebbene, sappiamo che, almeno dal 1502, questa non è semplicemente una cappella gentilizia, ma è utilizzata anche come aula di lezioni: nell’attuale Sala San Tommaso è collocato lo studium legistarum, in cui si studia soprattutto legge, e nell’attuale Sala San Lazzaro lo studium artistarum, dove si studiano le sette arti liberali. A fine Cinquecento, poi, la famiglia Solimene concede ufficialmente la cappella alle lezioni, in cambio che l’amministrazione cittadina si addossi il pagamento della ristrutturazione dell’edificio, che all’epoca è ridotto veramente male.
Se la cappella di Santa Caterina in Duomo è dunque il luogo in cui nel Cinquecento lo studium di Salerno tiene le sue lezioni, i diplomi di laurea sono tradizionalmente conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, l’antico palazzo longobardo di Arechi. I diplomi sono conferiti, con un cerimoniale complesso e solenne, dal Collegio medico di Salerno, un’istituzione a parte rispetto all’Università, con i suoi propri regolamenti e statuti: i suoi membri devono essere rigorosamente salernitani di nascita o risedenti in città da almeno vent’anni, e sono investiti del privilegio di poter conferire la laurea in medicina valida per tutto il Regno.
Ormai, però, i tempi d’oro della Scuola Medica Salernitana sono ben lontani: nel Seicento addirittura i diplomi non verranno più conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, ma in un “Palazzo Salernitano” non meglio identificato; infine, nel Settecento, una volta conclusa la costruzione del nuovo seminario, l’attuale Museo Diocesano, un contratto ne concede due locali alle lezioni di medicina. È lì che questa istituzione, nel 1812, sarà abolita da Gioacchino Murat.
Redazione Irno24 17/07/2025
"Salerno racconta" dal 22 al 25 luglio, ogni sera un tema diverso
Quattro appuntamenti culturali si svolgeranno dal 22 al 25 luglio presso l'arena della Cappella Giovanni Paolo II in via Vinciprova a Salerno. Si tratta della rassegna "Salerno racconta". Sul palco, a partire dalle 20:30, scrittori salernitani si confronteranno con rappresentanti delle istituzioni, della società civile, del mondo della formazione, dei sindacati e delle associazioni di categoria.
Gli autori coinvolti sono Alfonso Gargano, il giornalista Enzo Landolfi, Lina Motta, Gabriella Naddeo, il cav. Riccardo Pucciarelli e gli avvocati Luca Monaco, Fabio Torluccio, Alessandro Campagnuolo, Vito Rizzo, Antonio e Luigi Di Muro, Fabio Mannone. Ogni sera, un tema diverso: storie di Salerno il 22 Luglio, pianeta donna il 23, la società il 24, fede e religione il 25.
Redazione Irno24 12/06/2024
Baronissi, al FRaC la mostra fotografica "Comete" di Chiara Fossati
Sabato 15 giugno, alle 18:30, sarà inaugurata la mostra "CHIARA FOSSATI - COMETE", quarto appuntamento della rassegna FOTOGRAFIA24, curata da Massimo Bignardi e da Carlo Pecoraro, promossa dal Museo-FRaC Baronissi, in collaborazione con la Fondazione Rossi di Nova Milanese e grazie al sostegno della Regione Campania.
Quarta esposizione che segnala la vivacità di una rassegna proiettata a segnalare nuove esperienze che hanno registrato un significativo interesse del pubblico. La mostra di Chiara Fossati, allestita nelle due sale della Galleria dei Frati, propone 20 opere fotografiche che l’artista ha realizzato nel 2022, esperienza con la quale vince la sezione WeWorld del Premio Ponchielli.
“Comete è una serie – scrive Fossati – che si concentra su adolescenti e giovani donne. Da anni fotografo giovani ragazze, ma dopo il Covid ho deciso di concentrarmi sull’Italia, soprattutto nelle aree suburbane, e continuare questo progetto in corso per avere una visione completa su cosa vuol dire essere una giovane donna in questi giorni. Di solito trovo queste ragazze per strada, nei centri commerciali, parlo con loro, le intervisto e le ritraggo.
La cosa interessante per me è vedere come cambiano le generazioni nei rapporti con la società, ma anche quanto il luogo in cui siamo cresciuti cambia davvero le prospettive che abbiamo sulla nostra vita e sul futuro. Questo viaggio per me è una sorta di indagine sulle nuove generazioni di ragazze, che vivono la loro giovinezza in un mondo molto complicato, per capire se e dove trovano la forza e gli strumenti per realizzare i loro sogni”.