"La Traviata" al Verdi di Salerno, foto della rappresentazione del 19 Dicembre
L'evento nell'ambito della stagione Lirica, di Balletto e Concerti 2021/2022
Redazione Irno24 20/12/2021 0
Ieri, Domenica 19 Dicembre 2021, terza rappresentazione de "La Traviata" al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, nell'ambito della stagione Lirica, di Balletto e Concerti 2021/2022. Musica di Giuseppe Verdi, Melodramma in tre atti, Libretto di Francesco Maria Piave dal dramma "La dame aux camélias" di Alexandre Dumas figlio; prima rappresentazione: "Teatro La Fenice" di Venezia, 6 marzo 1853.
Direttore d'Orchestra, Pier Giorgio Morandi; Regia e costumi, Massimo Gasparon; Scene, Alfredo Troisi; Maestro del Coro, Armando Tasso; Violetta Valéry, Nino Machaidze; Flora Bervoix, Sofia Koberidze; Alfredo Germont, Antonio Poli; Giorgio Germont, Massimo Cavalletti; Gastone, Francesco Pittari;
Il barone Douphol, Angelo Nardinocchi; Il marchese d'Obigny, Maurizio Bove; Il dottor Grenvil, Carlo Striuli; Annina, Miriam Artiaco; Giuseppe, Salvatore De Crescenzo; Un domestico, Marino Orta; Prima ballerina ètoile, Anbeta Toromani; Primo ballerino ètoile, Alessandro Macario. Orchestra filarmonica "Giuseppe Verdi" di salerno, Coro del Teatro dell'Opera di Salerno.
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Federica Garofalo 24/12/2020
La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali
Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.
I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.
La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.
Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.
Eccone una:
Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!
Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!
Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.
Redazione Irno24 01/09/2021
Il cinema "Made in Campania" in mostra a Venezia 78
La Campania si conferma protagonista alla 78a edizione della Mostra di Arte Cinematografica al via oggi a Lido di Venezia nel pieno rispetto delle regole anti Covid. Grande attesa, in particolare, per il ritorno dei registi Paolo Sorrentino e Mario Martone, in lizza per il Leone d’oro. Vent’anni dopo la sua opera prima “L’uomo in più”, Sorrentino è in concorso a Venezia con “È stata la mano di Dio”, il film che racconta “la sua storia” e che verrà proiettato domani, 2 settembre, in anteprima mondiale.
Alla sua terza partecipazione consecutiva, invece, è il regista Mario Martone con “Qui rido io”, realizzato con il contributo della Regione Campania - Piano Cinema 2019: il film sulla vita del grande commediografo Eduardo Scarpetta è interpretato dal premio oscar Toni Servillo, protagonista anche del film di Sorrentino. Fuori concorso, inoltre, il film di chiusura della Mostra, sabato 11 settembre, sarà “Il bambino nascosto” di Roberto Andò, il cui protagonista è un maestro di musica interpretato da Silvio Orlando: il film è stato realizzato con il contributo della Regione.
Alle “Giornate degli Autori” saranno presenti il documentario girato a Torre Annunziata “Californie” di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman; il film “Il silenzio grande” di Alessandro Gassman (realizzato con il contributo della Regione) tra gli Eventi Speciali e il corto “Coriandoli” di Maddalena Stornaiuolo nella sezione Notti Veneziane. Nella sezione “Orizzonti”, tra i cortometraggi in concorso, c’è “Il turno” di Chiara Marotta e Loris Giuseppe Nese, beneficiario del contributo della Regione Campania, Piano Cinema 2019.
Nella “Biennale College Cinema” ritroviamo Napoli con “La Santa Piccola”, opera prima della regista Silvia Brunelli che racconta le tradizioni e le superstizioni del popolo napoletano. Gli otto film sono stati realizzati in collaborazione con la Film Commission Regione Campania e con il supporto sanitario garantito dalla Regione Campania.
Redazione Irno24 06/04/2023
Salerno, a Palazzo Fruscione le opere dei fotografi Lelli e Masotti
"Si intitola Sguardi ed è la grande mostra che da oggi e fino al 4 giugno sarà ospitata a Palazzo Fruscione. Organizzata dall'associazione Tempi Moderni e curata da Silvia Lelli, Sguardi racchiude le opere frutto di oltre 40 anni di carriera dei fotografi Silvia Lelli e Roberto Masotti.
Un suggestivo viaggio nel poderoso ed importante archivio dei due fotografi, ravennati di nascita e milanesi d'adozione". Lo scrive sui social il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.