Apertura straordinaria dei musei provinciali per San Matteo

Interessati la Pinacoteca e il Castello Arechi

Redazione Irno24 16/09/2021 0

La Provincia di Salerno, in occasione della festa patronale di San Matteo del prossimo 21 settembre, dispone l'apertura straordinaria dei Musei provinciali presenti sul territorio cittadino.

“Abbiamo deciso l’apertura straordinaria – afferma il Presidente Michele Strianese – per la festività di San Matteo, patrono di Salerno, della Pinacoteca provinciale dalle ore 9 alle ore 14 e del Castello di Arechi dalle ore 9 alle ore 16. Cerchiamo di rendere fruibili i nostri spazi museali anche in momenti festivi come questo, con lo scopo di intercettare i flussi turistici presenti sul nostro territorio.

È un impegno che comporta un considerevole sforzo organizzativo vista la forte carenza di personale a cui siamo costretti, ma il nostro patrimonio culturale rappresenta un attrattore importante che vogliamo mettere a disposizione del nostro territorio. Stiamo vivendo un momento di delicata ripartenza economica e noi come Provincia ci siamo”.

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Redazione Irno24 09/09/2020

Alla Pinacoteca provinciale la mostra "Il viaggio - esperienza tra fantasia e realtà"

Venerdì 11 Settembre alle ore 11:30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno (Via Mercanti 63, ingresso piano terra), la Provincia di Salerno organizza la conferenza stampa di presentazione della mostra “Il viaggio: esperienza tra fantasia e realtà” a cura di Valeriano Venneri e Gaetano Romano. Sono presenti il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, il Consigliere provinciale alla Cultura, Beni Culturali e Turismo, Paky Memoli, e il Dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, Ciro Castaldo.

“La mostra espone le opere di quattro artisti – dichiara Strianese - due sono campani, Enzo Trepiccione e Vittorio Vanacore, e due sono spagnoli, Xavi Ferragut e Salvador Torres. Ognuno di loro ha approfondito un tema, il viaggio, ma anche un luogo, il Mediterraneo. Itinerari onirici e di poesia si mescolano a percorsi d’avventura e di studio introspettivo, tutto coniugato dal comune denominatore dell’arte. Il luogo ideale del viaggio immaginato dagli artisti è il Mediterraneo, culla di culture e civiltà che hanno lascito nei nostri territori, in particolare nella nostra provincia, immensi patrimoni.

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 Settembre al 4 Ottobre, dalle ore 9.00 alle 19.15, tutti i giorni escluso il lunedì. L’ingresso avverrà nel rispetto delle misure anti-Covid previste dalla normativa vigente.

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Redazione Irno24 12/12/2020

"Spoerri & gli amici del Nouveau Réalisme", aria internazionale al Frac di Baronissi

Il Museo FRaC di Baronissi propone per le festività natalizie una mostra dal carattere internazionale. Venerdì 18 dicembre, alle ore 18:00, presso la Sala delle conferenze, in modalità online sulla pagina facebook del museo, il sindaco Valiante e il direttore del museo, Bignardi, terranno il vernissage della mostra "Spoerri & gli amici del Nouveau Réalisme - Opere della Collezione Caporrella", promossa in occasione del novantesimo compleanno dell’artista e il sessantesimo anniversario del manifesto del Nouveau Réalisme.

Il progetto della mostra, realizzato dal FRaC in collaborazione con la Fondazione d’Arte Vittorio Caporrella di Roma, è stato finanziato dalla Regione e gode del patrocinio del Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena, della Fondazione "Hic Terminus Haeret - Il Giardino di Daniel Spoerri" di Seggiano (SI) e dell’Archivio biblioteca Enrico Crispolti di Roma.

L’esposizione, curata da Massimo Bignardi, propone 27 opere, tra sculture, tableaux-pièges e grafiche realizzate da Daniel Spoerri tra il 1970 e il decennio in corso, e quattro significative sculture di Mimmo Rotella, Arman e César (Baldaccini), suoi amici negli anni del Nouveau Réalisme, tutte provenienti dalla collezione Caporrella.

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Federica Garofalo 30/11/2020

Claudio & Diana: gli "ultimi romantici" da Salerno alla RAI

Si sono conosciuti da adolescenti e non si sono più lasciati: Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, Salernitani IGP, coppia sul palco e nella vita, lei cantante e pianista, lui chitarrista e percussionista, conosciuti semplicemente come “Claudio & Diana”. “Ultimi Romantici” secondo il giornalista Luigi Coppola, che così ha intitolato la loro biografia uscita nel 2018 per i loro trent’anni di musica insieme: musica che è la canzone classica napoletana, il simbolo stesso nel mondo del sentimento e della passione.

"Quando ci chiedono 'Qual è il vostro lavoro?' e noi rispondiamo 'Musicisti', la domanda successiva - scherza Diana - è quasi sempre 'E il lavoro vero?'. Questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode attualmente il mestiere di musicista". Eppure non tutti possono vantare un curriculum come il loro: una tournée con Pupo nel 1987 (in realtà avrebbe dovuto esserci solo Diana come pianista, Claudio si aggregò per gelosia in qualità di percussionista, come fa notare lei ridendo), anni di attività da musicisti di piano bar con l’Ensemble Note Mediterranee, finché una sera scatta la passione per la canzone classica napoletana.

È Diana a raccontarlo: "Durante una serata in un locale a Cava, ci fu chiesta la dedica di una canzone direttamente al tavolo, una vera e propria 'posteggia', ma con il pianoforte come avremmo potuto farlo? Per fortuna Claudio, con prontezza di spirito, tirò fuori la chitarra e la canzone che ci fu chiesto di dedicare era 'Cu’mme' di Enzo Gragnaniello. Da quel momento il nostro modo di vedere la musica cambiò radicalmente".

E cambia ancora di più con un incontro molto speciale: "Pochissimo tempo dopo, ci chiamarono per una festa a San Giuseppe Vesuviano, ma solo quando arrivammo lì ci rendemmo conto che il festeggiato altri non era che Roberto Murolo. Cantò persino accompagnato da noi, senza microfono: 'Se me vonno sentì, se stanno zitti', disse, e questa fu una grande lezione anche per noi".

E infatti così suonano oggi, Claudio e Diana: niente microfoni né altoparlanti, solo voce e chitarra, a volte mandolino, violino o percussioni, ma tutto in acustico, sia che si tratti di serenate, sia che si tratti di posteggia napoletana. Un repertorio amato in tutto il mondo, come dimostra la presenza di tedeschi, giapponesi, israeliani, irlandesi ai loro concerti.

"Una sera suonammo per una cena di attori americani all’hotel Cipriani di Venezia - racconta Diana - e persino loro conoscevano Cu’mme, commuovendosi fino alle lacrime. Noi facciamo anche incontri nelle scuole per parlare della canzone classica napoletana, e percepiamo la sorpresa dei ragazzi di fronte a un repertorio che loro si aspettano sia 'noioso', ma in realtà attualissimo".

D’altronde lo stesso Lucio Dalla affermò che, di fronte a “Era de Maggio” di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, “Imagine” di John Lennon diventava il rumore di un armadio. "Noi non abbiamo avuto l’onore di conoscere Lucio Dalla - dice Diana - ma in compenso abbiamo avuto molti incontri importanti, da Catena Fiorello a Maurizio Costanzo, a Vincenzo Mollica, che ci ha intervistati per il TG1. Fino all’allora direttore del TG2 Marcello Masi che ci invitò in studio, attratto dal nostro video sulla canzone di Pino Daniele 'Terra Mia' dedicato alla Terra Dei Fuochi: da allora su RAI2 siamo praticamente di casa, e con la giornalista Marzia Roncacci è nata una vera e sincera amicizia".

Ma è con la gente comune che si instaura il rapporto più forte, ad esempio con le coppie che commissionano le serenate, che sia quella classica qualche giorno prima del matrimonio, ma anche per chiedere l’amata in sposa, in scenari da sogno come la Costiera Amalfitana. Ma non solo: "Un giorno ci chiamò da Livorno un innamorato disperato - racconta Diana - Dopo averle tentate tutte per riconquistare la sua amata, volle giocare anche la carta della serenata. Fu un momento molto commovente. Ogni volta rimaniamo sbalorditi dai gesti di queste persone, che per amore sono capaci di inventare cose meravigliose".

Claudio e Diana, però, non sono una coppia di sognatori "con la testa tra le nuvole": non dimenticano il problema terribile della violenza sulle donne, cui hanno dedicato un video sulle note della canzone “Amaro è ‘o bbene” di Sergio Bruni e Salvatore Palomba: come a dire, romantici sì, ma con i piedi per terra.

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