Bollette, Uecoop: caro energia primo problema aziende
Il 19% delle imprese ha deciso di investire sul risparmio energetico e sul basso impatto ambientale
Redazione Irno24 21/02/2022 0
Il caro bollette è diventato il primo problema delle aziende, seguito dall’aumento dei costi di trasporto e dalla carenza di liquidità. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative, realizzata a livello nazionale, in riferimento al Consiglio dei ministri sul decreto per le contromisure al caro-bollette, con un intervento da 5-6 miliardi, per alleviare soprattutto i costi delle imprese.
Quasi 1 impresa su 5 (18%) si attende aiuti per il caro bollette, mentre una fetta equivalente (19%) ha deciso di investire sul risparmio energetico e su sistemi a basso impatto ambientale per fare fronte all’esplosione del costo dell’energia, fra carburanti elettricità e riscaldamento.
Fra le imprese che investono su soluzioni green, il 27% sta puntando sulla coibentazione con isolamento termico delle sedi di lavoro, in modo da ridurre il peso delle bollette di luce e gas, il 10% sta creando spazi verdi per la mitigazione dei microclimi urbani e quasi la metà (47%) ha realizzato pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità, messo impianti per il risparmio idrico, comprato attrezzature ed elettrodomestici a basso consumo energetico, mentre il 16% ha optato per l’acquisto di auto ibride per ammortizzare l’effetto del caro carburanti.
Il caro energia sta mandando in tilt i parametri economici alla base dei contratti di appalto per la fornitura di beni e servizi e per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative. Una situazione che complicando non poco il lavoro di una larga fetta delle 80mila cooperative italiane che a livello nazionale impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli. Con l’85% delle merci che viaggia su strada, il caro prezzi minaccia anche le catene di approvvigionamento considerato che la benzina ha sfondato i 2 euro al litro con aumenti a due cifre per il pieno al distributore.
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Redazione Irno24 26/05/2021
Coldiretti: "Un'azienda agricola su 5 in crisi per stop ristoranti"
Su quasi un'azienda agricola su cinque (18%) pesa la riduzione della domanda di prodotti provocata soprattutto dal crollo del turismo e dal taglio degli acquisti da parte dei bar, ristoranti e pizzerie costretti alla chiusura. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nel commentare il rapporto ISTAT sull'andamento dell'economia agricola nel 2020.
Tra le preoccupazioni – sottolinea Coldiretti – emerge anche l’impatto dell’aumento dei costi di produzione (7,5%) che riguarda le materie prime, dai prodotti energetici agli alimenti per il bestiame, mentre il 6,9% segnala la mancanza di liquidità per fare fronte alle spese correnti. Uno scenario preoccupate con il 9,5% delle aziende agricole che ritiene che non sia possibile tornare alla situazione antecedente all’emergenza Covid.
Nonostante le difficoltà durante la pandemia – precisa Coldiretti – più di quattro aziende agricole su dieci (40,8%) non hanno ricevuto secondo l’Istat alcun tipo di sostegno economico statale, europeo o altre forme di aiuto. Le aziende agricole italiane non hanno comunque mai smesso di lavorare per garantire la continuità delle forniture alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati e consentire quindi alle famiglie di fare la spesa. Un ruolo – sottolinea la Coldiretti – ricoperto con responsabilità e dedizione da quasi 740mila imprese agricole impegnate per la tutela del paesaggio, lo sviluppo economico del Paese, la sicurezza e la salute delle persone attraverso la produzione di cibo.
“L’agroalimentare – ha commentato Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale – deve puntare decisamente a cogliere l’opportunità del Recovery Plan con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni”.
Redazione Irno24 11/02/2026
In Campania turismo lento tra vette, borghi e mare con "Life Ride Bike"
Presso lo stand Campania della BIT di Milano, è stato presentato ufficialmente "Life Ride Bike", l’ambizioso progetto di infrastruttura cicloturistica che punta a ridefinire il concetto di viaggio sostenibile nel Sud Italia. L'iniziativa nasce dalla visione e dall’impegno di FIAB Camerota, associazione ideatrice del progetto e instancabile promotore del territorio in chiave di mobilità dolce e sostenibilità ambientale.
L'incontro ha visto la partecipazione attiva del partner di progetto Confesercenti Salerno, rappresentata dal presidente Raffaele Esposito, e del responsabile e coordinatore di Bicitalia, Antonio Dalla Venezia. Entrambi hanno sottolineato come l'iniziativa, nata dall'intuizione di FIAB Camerota, non sia solo un itinerario sportivo, ma un vero e proprio modello di sviluppo territoriale integrato.
Life Ride Bike si sviluppa su un'estensione imponente di 1.300 km totali. Il percorso attraversa territori eterogenei tra Campania e Basilicata, collegando scenari naturali mozzafiato come i laghi Laceno e Sirino, fino alle iconiche scogliere del Cilento. Dal punto di vista tecnico, Life Ride Bike si presenta come un prodotto turistico scalabile e già pronto per i cataloghi dei tour operator internazionali. L'asset principale è composto da 10 anelli ciclabili progettati per vari livelli di difficoltà, con un dislivello positivo totale di ben 11.180 metri per il tracciato principale, sfidando anche i ciclisti più esperti.
Redazione Irno24 18/03/2026
Cisl Salerno su sviluppo aeroporto: "Potenziare strade, ferrovie e TPL"
La Cisl Salerno ribadisce con forza che l’aeroporto di Salerno rappresenta un’infrastruttura decisiva per il futuro economico e occupazionale del territorio e delle regioni limitrofe, come Basilicata e alta Calabria. Alla luce delle più recenti notizie sulla governance e sugli investimenti nello scalo, il sindacato sollecita decisioni rapide, coordinate e orientate a uno sviluppo concreto. Le iniziative più recenti confermano che lo scalo sta entrando in una fase decisiva: accordi industriali, partnership con compagnie aeree e nuove rotte nazionali e internazionali dimostrano il potenziale dell’aeroporto come motore di sviluppo.
In particolare, le intese con vettori nazionali e internazionali prevedono l’attivazione di nuovi collegamenti e il posizionamento stabile di aeromobili a Salerno, segnale di fiducia nelle prospettive dello scalo. La Cisl Salerno evidenzia tuttavia che, senza infrastrutture di collegamento efficienti e tempi certi per il completamento delle opere, queste opportunità rischiano di restare sulla carta. Il territorio ha un’esigenza urgente di ammodernamento infrastrutturale, sia per evitare la delocalizzazione di imprese già presenti, sia per attrarre nuovi investimenti produttivi.
Lo sviluppo dello scalo, destinato a crescere nei prossimi anni, deve procedere parallelamente al potenziamento di strade, rete ferroviaria e trasporto pubblico, incluso il prolungamento della metropolitana fino all’area aeroportuale. Solo così l’aeroporto potrà essere realmente accessibile e competitivo. "Cogliamo positivamente la trasformazione urbanistica che da anni interessa il territorio salernitano - afferma la segretaria generale della Cisl provinciale, Marilina Cortazzi - ma è ora necessario completare le infrastrutture strategiche e renderle pienamente funzionali allo sviluppo. Senza collegamenti moderni ed efficienti, nessuna governance potrà garantire competitività".
La Cisl Salerno chiede l’apertura immediata di un tavolo permanente con gli stakeholder istituzionali e le parti sociali per definire e rispettare un cronoprogramma vincolante delle opere, monitorare gli investimenti e garantire che lo sviluppo dello scalo generi occupazione stabile, sicura e di qualità. Il territorio non può più attendere: infrastrutture moderne e lavoro dignitoso devono procedere insieme, senza ulteriori rinvii o compromessi al ribasso.