Contatori elettrici manomessi, sequestrata attività di ristorazione a Salerno

Le verifiche avrebbero stimato in 29mila euro l'erogazione non contrattualizzata

Redazione Irno24 13/11/2024 0

Ieri, la Squadra Mobile della Questura di Salerno, sul lungomare Trieste, ha proceduto al sequestro preventivo d'urgenza di un'attività commerciale nel settore della ristorazione per furto di energia elettrica. All'esito delle verifiche degli agenti, è stata riscontrata la manomissione di due contatori, che avrebbe determinato un'erogazione non contrattualizzata pari a 29mila euro.

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Redazione Irno24 30/06/2022

Estorsione e spaccio, vasta operazione dei Carabinieri: arresti anche a Salerno

Questa mattina, nelle province di Salerno, Avellino, Frosinone, Caserta e Chieti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e da unità cinofile del nucleo di Pontecagnano, hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali, emessa dall'ufficio GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 38 persone (14 delle quali sottoposte alla custodia cautelare in carcere, 21 agli arresti domiciliari e le rimanenti 3 all'obbligo di presentazione alla PG), indagate, a vario titolo, per i reati di "estorsione e lesioni personali, aggravati dalla finalità mafiosa, porto e detenzione di armi in luogo pubblico, concorso in spaccio di stupefacenti, indebita percezione di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio, truffa".

Nel medesimo provvedimento è stato disposto ed eseguito il "sequestro preventivo in forma diretta o anche per interposta persona" di circa 74.000 euro a carico due società, un bar e una società di servizi. Nel corso delle operazioni, che hanno complessivamente visto impiegati oltre 250 Carabinieri, sono state altresì eseguite perquisizioni personali e locali per la ricerca di stupefacenti e altre cose pertinenti ai reati contestati.

Le accuse traggono origine da un'articolata attività d'indagine intrapresa dal Nucleo lnvestigativo Carabinieri di Salerno nel mese di aprile 2019, con il coordinamento della DDA. L'attività, condotta attraverso indagini tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, è risultata particolarmente complessa poichè è stato necessario ricostruire i reali titolari di schede telefoniche fittiziamente intestate ed utilizzate per lo svolgimento di traffici illeciti.

Gli indagati gravitavano attorno alla figura di G.S., che avrebbe nel tempo assunto una posizione di predominante rilievo, già prima della sua definitiva scarcerazione, avvenuta nel maggio 2020, servendosi di permessi che gli davano la possibilità di rientrare sul territorio del capoluogo. Questi, direttamente o tramite intermediari, avrebbe instaurato e riallacciato rapporti, attraverso l'invio di lettere o incontri personali, con svariati pregiudicati salernitani, nel tentativo di formare un gruppo criminale finalizzato ad acquisire il controllo dell'attività di spaccio di stupefacenti nella “zona orientale” di Salerno, fino al suo arresto in flagranza, operato il 25 luglio 2020 dai Carabinieri di Salerno, per la violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

Secondo la prospettazione accusatoria, allo stato ritenuta valida dal Giudice, G.S. avrebbe estorto una parte dei proventi delle attività di spaccio percepiti dai pusher presenti nell'area orientale di Salerno e in alcune strade del centro cittadino, nonché danaro ai danni di un esercente commerciale; portato e detenuto in luogo pubblico delle armi (tra cui un kalashnikov), con le quali avrebbe esploso, nel mese di luglio 2020, su pubblica via, 13 colpi di pistola senza un obiettivo preciso, ma al solo scopo dimostrativo, danneggiando alcuni palazzi, mentre era a bordo della sua auto con altri due indagati. Nello stesso mese, unitamente ad altri 7 indagati, avrebbe altresì gambizzato con due colpi di pistola un pusher, cagionandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giomi di prognosi, al fine di imporre la propria supremazia territoriale.

Gli inquirenti hanno inoltre individuato un attività di spaccio all'interno del carcere di Bellizzi Irpino (AV), da parte di due detenuti, che sarebbero riusciti ad ottenere la droga per il tramite di alcuni familiari e il loro legale di fiducia, anch'egli tra gli odierni arrestati, i quali avrebbero più volte consegnato lo stupefacente durante i colloqui. Inoltre, tre indagati, tra cui l'avvocato e uno dei leader del tifo organizzato locale, avrebbero commesso una truffa nei confronti dei genitori di un ventenne, anch'egli appartenente agli “ultras”, deceduto in un incidente stradale.

ln particolare, secondo la ricostruzione fatta propria dal Giudice, il capo del gruppo ultras, sfruttando la fiducia a lui riconosciuta proprio in quanto leader della tifoseria organizzata, sarebbe riuscito a carpire la buona fede dei genitori della vittima, ai quali avrebbe indicato il legale per le procedure assicurative relative alla morte del figlio. L'avvocato, mediante la falsificazione totale o parziale di documentazione fiscale, attestante presunte spese sostenute in relazione al funerale della vittima e successive consulenze tecniche di parte, avrebbe poi indotto in errore i familiari circa gli oneri complessivamente lui dovuti, appropriandosi della somma di 160mila euro, dal totale del risarcimento liquidato dall'assicurazione per il sinistro, ripartendola con il capo ultras e un altro indagato. A tutti gli indagati è contestata l'aggravante di aver approfittato della "condizione di minorata difesa delle vittime, dovuto allo stato di sofferenza psicologica derivante dalla morte del giovane".

Parte della somma provento di truffa sarebbe stata poi riciclata attraverso una fattura falsa di 43.310 euro, emessa dalla società di consulenza di proprietà della moglie di uno dei tre. Le indagini, anche bancarie, hanno consentito inoltre di ipotizzare che la citata donna, legale rappresentante di un'impresa individuale con sede in Pontecagnano Faiano (SA), mediante l'utilizzo e la presentazione di dichiarazioni e documentazione attestante cose non vere, avrebbe conseguito indebitamente un contributo a fondo perduto che lo Stato ha erogato al fine di sostenere le imprese colpite dall'emergenza Covid, ricavandone un vantaggio patrimoniale quantificato in 30.856 euro corrisposto dall'Agenzia delle entrate, mediante accreditamento diretto in conto corrente intestato al soggetto beneficiario. Da qui la connessa ipotesi delittuosa di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

A riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni, e a seguito di appositi servizi di osservazione e pedinamento, nell'intero corso degli accertamenti di polizia giudiziaria sono state sequestrate sostanze stupefacenti per oltre 28 kg, prevalentemente hashish, con contestuale arresto in flagranza o deferimento in stato di libertà di 13 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.

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Redazione Irno24 29/12/2020

Anas, limitazioni notturne su A2 in provincia di Salerno

Per consentire alla Società Autostrade Meridionali S.p.A l'installazione di 2 pese dinamiche destinate al controllo da remoto dei mezzi pesanti in "over load" in transito sulle opere della tratta Salerno-Cava dell'Autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, si rendono necessarie delle limitazioni al transito veicolare in provincia di Salerno.

A partire dal 29 Dicembre e fino al 31, nella fascia oraria notturna compresa tra le ore 21:00 e le ore 06:00, saranno in vigore dei restringimenti in carreggiata Nord, con chiusura alternata delle corsie di sorpasso e di marcia, dell'A2 "Autostrada del Mediterraneo", in direzione Salerno, dal km 23,800 al km 23,220.

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Redazione Irno24 07/11/2023

Carabinieri arrestano a Salerno uno spacciatore di crack

Questa notte, a Salerno, i Carabinieri del NORM hanno arrestato, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, L.A.; a seguito di perquisizione domiciliare, l'uomo è stato trovato in possesso di 8 grammi di crack suddiviso in dosi, un bilancino, un cellulare (utilizzato verosimilmente per l'attività illecita) e 1140 euro in contanti.

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