Impero economico con "schermi" e prestanome, colpo a clan operante nel salernitano

Sequestrati 9 complessi aziendali, 53 appartamenti e 17 garage

Redazione Irno24 29/10/2020 0

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno sta procedendo all'esecuzione di due decreti di sequestro finalizzati alla confisca emessi dal Tribunale di Salerno, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I destinatari sono Fabbrocino Francescantonio (classe 1956), nipote di Mario Fabbrocino, e Piccirillo Antonio (classe 1947), ritenuto prestanome del primo, entrambi pluripregiudicati e già sottoposti a misure cautelari di tipo custodiale.

Come è noto, il clan Fabbrocino costituisce una delle organizzazioni criminali di maggiore tradizione della Campania. Già orbitante nella famiglia napoletana di Cosa Nostra, ha successivamente operato nell‘area compresa tra il Nolano ed il Vesuviano, svolgendo numerose attività illecite, tra le quali il traffico di stupefacenti, estorsioni, omicidi. Si tratta di una organizzazione criminale con spiccata vocazione imprenditoriale, operante in vari settori, che ha saputo, nel tempo, reinvestire in attività economiche i profitti illecitamente maturati, anche allo scopo di occultame la provenienza.

Le indagini hanno consentito di accertare l'esistenza di sofisticati meccanismi elaborati al fine di occultare la diretta titolarità delle ricchezze accumulate grazie alle attività illecite svolte dal clan, mediante il ricorso all’intestazione fittizia di quote societarie ed immobili ad otto “prestanome”. Sono stati accertati reimpieghi di somme illecite, nel periodo 2004-2010, per oltre un milione e mezzo di euro.

Gli investigatori sono altresì riusciti a ricostruire l’esatto compendio dei beni accumulati, nonostante i soggetti utilizzati come “schermi”, tutti incensurati, godessero di una posizione imprenditoriale tale da far passare inosservati i cospicui flussi finanziari ed investimenti immobiliari, non lasciando trapelare alcun segnale di irregolarità, dimostrando che Fabbrocino continuava di fatto a gestire la contabilità delle aziende ed a mantenere la titolarità dei beni.

Le società sequestrate, operanti sull’intero territorio della provincia di Salerno, appartengono al settore immobiliare e della grande distribuzione di noti marchi di prodotti alimentari. Alla base dei provvedimenti di sequestro, oltre alla notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e le ricchezze riconducibili ai due destinatari, vi è la propensione a delinquere di entrambi i soggetti destinatari della misura, uno dei quali, ancorché ristretto agli arresti domiciliari, pur di non rinunciare alla gestione in prima persona degli affari, incontrava regolarmente, presso la propria abitazione, collaboratori ed agenti della “rete vendite”.

I Finanzieri di Salerno sono riusciti a ricostruire, nel dettaglio, l’intero schema di interposizione fittizia, sottoponendo a sequestro 9 complessi aziendali, 53 appartamenti, 4 villini, 17 garage, 8 appezzamenti di terreno e 16 partecipazioni in società di capitale, per un valore complessivo stimato in oltre 13 milioni di euro. L’amministrazione giudiziaria di tali aziende garantirà la continuità aziendale, salvaguardando cosi i posti di lavoro e i contratti in essere.

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In questi giorni gli operatori della Caritas, inoltre, in collaborazione con le Misericordie, sono impegnati nella distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie più bisognose della città, oltre a fare da supporto per le realtà cittadine e della Diocesi che hanno bisogno e richiedono aiuto.

È attivo anche un servizio di supporto psicologico telefonico, al quale tutti possono rivolgersi per chiedere aiuto o solo per manifestare un particolare disagio. Resta inoltre operativo, seppur con modalità di accesso differenti, il Centro di Ascolto Diocesano, al quale è possibile rivolgersi nei casi di necessità.

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