"Macte Animo", presentato il libro sulla storia della Salernitana (VIDEO)

Parte del ricavato sarà destinato al reparto oncologia del Ruggi di Salerno

Redazione Irno24 02/09/2021 0

David Di Michele che svela il suo viaggio notturno a Milano, Del Grosso ancora in lacrime per il gol a San Siro, Re Artù che si inchina al cospetto della Sud, il ritorno del marchio, il dramma sfiorato ad Ascoli. E ancora le trasferte di Budoni e Selargius, Minala al 96’, la Coppa Italia nel segno di Agostino Di Bartolomei e il Presidente Enrico Lotito che celebra le fasi salienti di un’avventura lunga dieci anni partita dalla D e conclusa con la promozione in massima serie.

Tante storie nella storia, una cavalcata a tinte granata che meritava di essere raccontata attraverso la testimonianza dei protagonisti, interviste inedite e un vero e proprio passaggio di testimone tra gli eroi del passato e i beniamini del presente. Nasce “Macte Animo”, libro patrocinato ufficialmente dall’U.S. Salernitana edito dalla “Saggese Editori” in collaborazione con il Comune di Salerno.

L’opera, disponibile in tutte le librerie di Salerno e provincia dalla seconda settimana di settembre e acquistabile in prelazione sul sito saggeseeditori.it, è stata presentata in conferenza stampa Giovedì 2 Settembre presso il Salone dei Marmi a Palazzo di Città con esponenti del mondo politico, sportivo e giornalistico. Parte del ricavato sarà destinato al reparto oncologia dell’ospedale Ruggi di Salerno.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 15/10/2021

Salernitana a La Spezia senza Ribery e Bonazzoli in avanti

Al termine della seduta di rifinitura di questa mattina, il mister Fabrizio Castori ha diramato la lista dei convocati per la gara in programma domani tra Spezia e Salernitana.

PORTIERI: Belec, Fiorillo, Russo. DIFENSORI: Aya, Delli Carri, Gagliolo, Gyomber, Jaroszynski, Ranieri, Strandberg; CENTROCAMPISTI: M. Coulibaly, Di Tacchio, Kastanos, Kechrida, Obi, Schiavone, Zortea; ATTACCANTI: Djuric, Gondo, Simy, Vergani.

Lassana Coulibaly, Ribery e Bonazzoli saltano per infortunio, Frédéric Veseli non è convocato in quanto in attesa del responso del tampone molecolare effettuato al rientro dalla Nazionale.

Leggi tutto

Redazione Irno24 30/05/2020

30 Maggio 1994, un colpo di pistola squarcia il cuore di Ago e dei salernitani

Ore 8.50 del 30 maggio 1994, un botto secco sconvolge la serenità del complesso di villini ubicati in via De Angelis a Santa Maria di Castellabate: Agostino Di Bartolomei si è appena tolto la vita con un colpo al cuore, sparato con la sua Smith & Wesson calibro 38. La famiglia piomba nel dramma, un fremito di disperazione scuote i salernitani e tutto il mondo del calcio.

Nessuno sa spiegarsi i motivi di un gesto del genere, almeno fino a quando Marisa De Santis, consorte del grande Ago, scopre un biglietto in cui il marito spiega a chiare lettere di essere entrato in un tunnel, di essere stato emarginato da quel mondo (il calcio) che tanto gli aveva dato e da lui tanto aveva ricevuto. Sembra sia andato male il progetto di costruzione di un centro sportivo per giovani calciatori.

In effetti, l’ultima soddisfazione Agostino se la toglie proprio a Salerno, condottiero di una squadra dal grande carattere che conquista la serie B nel 1989/90. Di quella compagine, allenata dal pragmatico Ansaloni, Di Bartolomei è il faro, il punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E’ uno che non molla mai, disposto a mettere fra parentesi un passato glorioso nella Roma di Liedholm e di calarsi con umiltà nella mediocre terza serie. La sfida è vinta, non a caso il gol promozione nel match di Brindisi porta la sua firma: classico destro forte e preciso dal limite e la sfera si insacca nell’angolino.

Nella Capitale, il Barone svedese lo vede “regista difensivo”, una sorta di libero con licenza di impostare il gioco dalle retrovie. Con i piedi sopraffini e la testa che si ritrova, Ago ricopre il ruolo con grande classe e disciplina; qualche metro più avanti giostra Falcao, a completare un mix di micidiale efficacia. La Roma ’82/’83 trionfa davanti alla Juve, il mito di Ago decolla. I tifosi sono tutti per lui. La jella, però, è dietro l’angolo e il 30 maggio 1984 (sinistra coincidenza con la data della morte) i giallorossi perdono ai rigori la Coppa Campioni nella drammatica finale giocata proprio a Roma contro il Liverpool. Qualcosa si incrina nello spogliatoio e la società cede Di Bartolomei al Milan (dove ritroverà Liedholm) per improbabili esigenze di bilancio.

Agostino non perde la calma e la signorilità, continua ad essere un modello di riferimento a livello tecnico/tattico (i suoi lanci sono un marchio di fabbrica) e disciplinare (le sue rare rimostranze agli arbitri sono civilissime e pacate, accompagnate da quella postura inequivocabile con le mani ben raccolte dietro la schiena). In Lombardia rimane 3 anni, poi con l’avvento di Sacchi – che predilige un gioco rapido e ritiene sorpassati i liberi vecchio stampo – si accasa a Cesena.

Nel 1988, a 34 anni, il clamoroso approdo alla Salernitana di don Peppino Soglia. Ma non sono rose e fiori dall’inizio, perchè il tecnico Pasinato lo mette addirittura fuori squadra preferendogli Dalla Costa, onesto mestierante della categoria. Lamberto Leonardi, subentrato a Pasinato, lo reintegra e Giancarlo Ansaloni, mister della promozione, gli affida l’anno dopo le chiavi della regia. Ago disputa un torneo strepitoso, siglando – come detto – il gol storico di Brindisi.

Sono passati 26 anni da quella morte assurda, ma nell’animo di chi lo ha amato risuona ancora il grido “Oh Agostinooo, Ago-Ago-Ago-Agostinooo”…

in collaborazione con natialvestuti.it

Leggi tutto

Redazione Irno24 19/01/2020

Colpo Salernitana a Pescara, doppietta di Djuric

Inizio d'anno e di girone di ritorno col botto per la Salernitana, che espugna 1-2 l'ostico campo di Pescara, avversaria già sconfitta all'Arechi al debutto in campionato, e si rilancia in chiave play-off. Profetico l'allenatore Ventura, che alla vigilia aveva auspicato una prestazione importante.

I granata partono bene e sfiorano il vantaggio in almeno 3 circostanze: l'occasione più nitida al 25°, con Fiorillo che respinge di piede la botta di Lombardi ma sul pallone vagante nessuno riesce a ribadire in rete a pochi passi dal gol. Dall'altra parte, Micai neutralizza la conclusione di Galano.

In avvio ripresa, la Salernitana legittima una certa supremazia e trova il gol con Djuric, che insacca al 50° con un pregevole esterno destro su ribattuta della difesa. Il bosniaco si ripete 4 minuti dopo: grande percussione di Lopez sulla sinistra, sul cross la difesa biancazzurra va in confusione, Palmiero corregge la traiettoria proprio sui piedi dell'ariete granata che è lesto a raddoppiare.

Tuttavia, gli uomini di Ventura si siedono sul doppio vantaggio e concedono chance ravvicinate al Pescara. Il neo-entrato Bocic, al 62°, galoppa sulla sinistra e centra per Maniero, liberissimo di insaccare il punto dell'1-2.

Sull'onda emotiva, i padroni di casa ci provano con Kastanos, ma Micai si distende e para, e con Galano, che spara in curva su assist di Machìn. La Salernitana non sfrutta gli spazi in campo aperto con uno stanco Gondo. Nel recupero, vano assalto finale del Pescara, con Ventura che getta nella mischia, dopo tanta attesa, l'ex Udinese Heurtaux. Sabato prossimo, ore 18, Salernitana-Cosenza.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...