Parco Pinocchio insicuro e decadente, Avella scrive al sindaco di Salerno

"Il Comune intervenga urgentemente al fine di ripristinare gli standard minimi di dignità e vivibilità"

Redazione Irno24 28/07/2022 0

"Il Parco Pinocchio versa da tempo in condizioni inaccettabili. L’area è degradata, insicura, sporca e, per ampi tratti, pericolosa. La situazione peggiora di giorno in giorno". Così il consigliere comunale di Salerno, Rino Avella, che elenca: "Manutenzione ordinaria assente, un numero crescente di lampade pubbliche fulminate, area del parcheggio dissestata, buia e pericolosa; perdite e sprechi d’acqua insopportabili (alcuni getti dell’innaffiamento sono orientati in maniera sbagliata), immondizia diffusa e sporcizia; viali spesso trasformati in ‘piste’ per bici e monopattini elettrici.

Inoltre l’area, nella sua totalità, è diventata un canile a cielo aperto: il mancato senso civico di molti padroni di cani, la loro ‘disobbedienza’ alle più elementari regole del rispetto, e l’assenza del benché minimo controllo agli ingressi, determinano la presenza di decine di cani per lo più senza guinzaglio, tutti privi di museruole, in giro per viali e giardini, liberi di fare i loro bisogni ovunque. A nulla servono i cartelli di divieto con contestuale obbligo di indirizzare i nostri ‘amici a quattro zampe’ nell’apposita area pubblica di sgambamento che, paradossalmente, rimane vuota nonostante il gran numero di cani presenti".

L’appello al Sindaco Napoli: "Il Parco è patrimonio della città e caro punto di riferimento di migliaia di abitanti della zona. La struttura pubblica è gestita in forza di una convenzione con Salerno Solidale. Non si spiega allora questo decadimento che l’ha portata, in alcune sue aree, a livelli preoccupantemente insufficienti di vivibilità e sicurezza. Il Comune, attraverso gli uffici, verifichi l’attuazione in ogni suo punto della convenzione. E comunque intervenga urgentemente al fine di ripristinare gli standard minimi di dignità e di vivibilità".

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Redazione Irno24 10/11/2021

False generalità per "mascherare" revoca patente, denunciato da Polstrada Salerno

Una pattuglia della Polizia Stradale di Salerno, durante un’attività di vigilanza sull’autostrada A/2 del Mediterraneo (Salerno-Reggio), ha controllato il conducente di un autocarro furgonato che è risultato privo di patente di guida e di documento di riconoscimento ed il veicolo scoperto della prescritta copertura assicurativa.

Il soggetto, al fine di evitare ulteriori gravose sanzioni amministrative, ha fornito false generalità agli operanti e, a garanzia dei dati forniti, ha fatto intervenire sul posto un suo conoscente che ha confermato le generalità apocrife.

Gli agenti, insospettiti dalla condotta dell’uomo, hanno esperito ulteriori accertamenti: a seguito di comparazione dei dati della patente di guida e della relativa fotografia, estrapolati dalla banca dati della motorizzazione civile, sono emerse le false generalità fornite dall'uomo al quale, tra l’altro, è risultata anche revocata la patente di guida.

Sia il guidatore che il conoscente sono stati deferiti in concorso per il reato di false generalità, di cui all’art. 495 c.p., mentre il veicolo è stato sottoposto a sequestrato amministrativo.

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Redazione Irno24 03/04/2021

Sequestra e violenta due ucraine, arrestato rumeno a Salerno

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di N.A.M., 36enne rumeno pluripregiudicato residente a Salerno. L’attività dei Carabinieri inizia alla fine di gennaio di quest’anno, allorquando una chiamata al 112 avvisa di una donna con evidenti lesioni e contusioni sul pianerottolo di un condominio.

L’immediato intervento porta al ritrovamento di una ucraina 27enne che viene condotta al Pronto Soccorso del Ruggi d’Aragona per le cure del caso. La donna presenta evidenti lesioni cagionate da terza persona, per cui i militari cercano da subito di ottenere informazioni. La donna non intende inizialmente confidarsi, ma gli operanti attivano comunque la procedura cd. “Codice Rosso” per tutelare la donna, in evidente stato confusionale per i traumi subiti.

Il prosieguo dell’attività investigativa e la vicinanza dei Carabinieri portano finalmente la donna a confidare di essere stata segregata per 4 giorni, picchiata selvaggiamente e costretta ad avere numerosi rapporti sessuali. Ma non è tutto: la donna confida inoltre di essere a conoscenza di almeno un’altra vittima del suo carceriere. I Carabinieri rintracciano anche questa donna, ucraina 41enne, che confessa di aver subito lo stesso trattamento per cinque giorni nell’agosto 2020. Gli elementi raccolti hanno consentito ai Carabinieri di tutelare le vittime e di richiedere all’Autorità Giudiziaria una misura cautelare per impedire al soggetto di poter nuocere ulteriormente.

Il rumeno è stato individuato ieri mattina in Piazza San Francesco ed è stato condotto presso la Casa Circondariale di Salerno. Trattandosi di condotta particolarmente violenta e senza scrupoli, non si esclude che altre donne possano essere state nel tempo sue vittime, motivo per cui i Carabinieri invitano a recarsi immediatamente presso la Sezione Radiomobile della Compagnia di Salerno.

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Redazione Irno24 23/04/2020

Pellet con sostanze cancerogene, sequestrate 20 tonnellate

Nella mattinata odierna una vasta operazione di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, è stata portata a termine dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino. L’operazione è scaturita dalla esecuzione di un decreto, adottato dalla Procura della Repubblica di Benevento, avente ad oggetto diverse perquisizioni domiciliari e a sedi societarie costituenti una intera rete commerciale ramificata sul territorio nazionale.

In Campania sono state interessate tutte le province, per un totale di 18 sedi perquisite dai NIPAAF (Nuclei investigativi di polizia agro-ambientale e forestale) dei Gruppi CC Forestali territorialmente competenti. Sono state sottoposte a sequestro confezioni - in buste da 15 kg - di pellet contaminato e pericoloso per la salute pubblica, per un quantitativo complessivo di prodotto in corso di esatta quantificazione ma non inferiore a 20 tonnellate.

Due, finora, sono le persone indagate a piede libero, che dovranno rispondere, e potranno nel prosieguo dimostrare la loro estraneità ai fatti, di illecita gestione (commercio ed intermediazione) di rifiuti pericolosi, adulterazione di sostanze pericolose, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Sono i risultati di una laboriosa indagine, durata diversi mesi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, che ha avuto inizio con il rinvenimento, a seguito di un controllo mirato dei Carabinieri della Stazione forestale di Summonte (AV), in un esercizio commerciale di Atripalda, gestito da soggetti di nazionalità cinese, di buste di pellet che mostravano delle anomalie sia in quanto al contenuto, sia all’etichettatura.

Dalle indagini successive è risultato che il pellet proveniva da una azienda di Flumeri (AV), con sede legale a Mirabella Eclano (AV), costituente lo snodo principale di distribuzione per i rivenditori del centro-sud. Dalle analisi chimiche sono emerse tracce di vernici e gesso, presenza di sostanze pericolose come fluoro e formaldeide, valori di cloro, zolfo e ceneri molto superiori ai valori limite, nonché elevata presenza di piombo.

Ciò a testimoniare che il pellet non era stato ottenuto da pura massa legnosa, bensì da legni già usati e trattati per la realizzazione di prodotti (es. infissi, mobilio) arrivati a fine vita e pertanto classificabili come rifiuti di legno contenenti sostanze pericolose, che andavano destinati allo smaltimento in appositi impianti e non al riscaldamento domestico, con grave rischio sia ambientale che sanitario, specie in caso di uso prolungato. In particolare la formaldeide è stata indicata dallo IARC (Agenzia Internazionale sulla Ricerca del Cancro) tra i composti del gruppo I (cancerogeni certi).

La merce contaminata proviene dall’estero attraverso una società esportatrice di nazionalità egiziana ed arriva in Italia tramite un’altra società egiziana di trasporto in container via mare, con terminal al porto di Salerno. Le buste di pellet pericolose poste in commercio e destinate agli impianti civili di ignari consumatori, sulla scorta di certificazioni di qualità inesistenti, vengono poste in commercio ingannevolmente come prodotti di alta qualità, mentre si tratta di rifiuti pericolosi. Il giro di affari complessivo di tali traffici ammonta a circa 2 milioni di euro. Gli investigatori da tempo avevano concentrato attenzione su questa tipologia di merci per l’impatto sull’inquinamento atmosferico legato anche ai prodotti della combustione negli impianti civili.

NOTA STAMPA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BENEVENTO

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