Pellezzano, dal 10 al 16 Agosto 2025 la Sagra del Sciusciello
Morra: "Simbolo di unità, cultura e storia, che ogni anno riempie le strade del nostro territorio"
Redazione Irno24 11/08/2025 0
Dal 10 al 16 Agosto 2025, Pellezzano accoglie la storica Sagra del Sciusciello (36esima edizione). "E' il simbolo di una tradizione senza tempo - commenta il sindaco Morra - che affonda le radici nella sua terra di origine e nei sentimenti di coloro che di questa ricorrenza ne hanno voluto costruire un emblema identitario.
Da decenni, Pellezzano si mobilita con passione e dedizione per mantenere viva una tradizione che caratterizza la nostra identità, tramandandola alle future generazioni con entusiasmo e amore. Un simbolo di unità, cultura e storia, che ogni anno riempie le strade del nostro territorio con colori, sapori e sorrisi".
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Redazione Irno24 13/09/2025
Solofra crocevia di esperienze sensoriali e culturali con Indivino 2025
Il Complesso Monumentale di Santa Chiara, a Solofra, torna ad accogliere Indivino, la rassegna che unisce vino, cibo, cultura e territorio, giunta nel 2025 alla nona edizione. Dal 19 al 21 settembre, Solofra diventerà crocevia di esperienze sensoriali e culturali, che racconteranno la Campania del vino e delle tradizioni gastronomiche.
La manifestazione è ad ingresso libero e i visitatori potranno vivere l’esperienza delle degustazioni nel chiostro attraverso i banchi delle oltre 40 cantine presenti, in un percorso enogastronomico che guiderà tra vini bianchi e rossi delle diverse denominazioni irpine e salernitane. Accanto ai calici, sarà possibile assaporare piatti tipici, norcineria, formaggi e pasticceria della tradizione. Le serate saranno arricchite da spettacoli musicali e momenti di convivialità, mentre la città aprirà le porte dei suoi tesori con visite guidate alla Collegiata di San Michele Arcangelo e al centro storico.
Annamaria Parlato 12/07/2025
Cambio ai fornelli del Nobi di Fisciano, a De Martino subentra Sica
C’è un tempo che a Nobi sembra fermarsi, come quando si attraversano i noccioleti al tramonto o ci si perde nei profumi di una cucina che parla il linguaggio della terra. All’interno della Masseria Nobile, immersa nel paesaggio rurale di Fisciano, i proprietari Ilaria Di Leo e Nicola Gregorio hanno messo in piedi una location con ristorante e pool bar, che è diventata negli anni uno spazio narrativo, multisensoriale, dove ogni dettaglio vibra di autenticità e visione. Qui la mixology si intreccia ai ricordi agricoli: i drink raccontano la memoria dei campi, dei cortili assolati, degli infusi casalinghi.
L’avventura è partita da un Campari Spritz fresco e balsamico, accompagnato da focaccine di semola tiepide ai pomodorini semidry: l’ingresso è iniziato con leggerezza, aromaticità, con una stretta di mano garbata e promettente. A guidare oggi la cucina e la banchettistica è lo chef Gerardo Sica, fiscianese di Penta, classe 1993, già forte di un percorso importante: dal Don Alfonso 1890 al Faro di Capo d’Orso con Andrea Aprea, passando per il Brown’s Hotel di Londra by Heinz Beck, i Tre Olivi di Giovanni Solofra, La Chiaracia e La Bagnaia. Al Nobi è subentrato al collega Michele De Martino e ha portato una cucina centrata, viva, che parte dalla memoria contadina ma esplora accostamenti e consistenze con eleganza.
“Il mio punto d’inizio è la tradizione, ma la tecnica non sarà mai il mio finale”: così Sica definisce il suo approccio. Ed è proprio questo il cuore pulsante del suo pensiero culinario. Il benvenuto alla cena ha previsto tre assaggi: crocchetta di ossobuco, servita dentro il suo osso, accompagnata da pesto al dragoncello, erbe mediterranee e nocciole. Un boccone denso, carnale, che ha accarezzato il palato con la sua cremosità, mentre le erbe fresche e le note tostate hanno bilanciato e pulito il palato. Si è passato poi a piccole golosità sorprendenti per forbitezza e precisione: il fiore di zucca in tempura giapponese, sorprendentemente croccante e leggerissimo, con un ripieno di ricotta e pepe nero profumato di limone e basilico, a lasciare in bocca una sensazione quasi floreale.
Il crostino con acciuga Don Tonino 1942 e burro di bufala agli agrumi è stato un'esplosione salina e agrumata, un perfetto equilibrio tra forza marina e grassezza morbida, alleggerito dalla scorza che ha ricordato i giardini di limoni d’inizio estate. Gli antipasti hanno spinto il racconto su livelli più strutturati. La zuppetta tiepida mare e monti è stato un viaggio nella Campania più intima: legumi e cereali dell’azienda agricola Nobile si sono fusi con la cianfotta di ciurilli e cucuzzielli, in un dialogo delicato con il gambero bianco, frutti di mare, spuma al lemongrass e crumble di fresella. C’è stato calore, dolcezza, un gioco tra morbidezza e croccantezza, tra comfort food e guizzo creativo.
Poi il carpaccio di manzo al tè Matcha: la carne si è sciolta letteralmente, mentre il tè matcha le ha regalato profondità erbacea; l’insalatina di rinforzo e la maionese alla senape di Digione hanno riportano l’assaggio a una tensione acida e vibrante, a retaggi d’oltralpe, la cialda ai semi ha chiuso con la nota rustica. Il primo è stato un inno alla Nerano, rivisitata con tagliolini all’uovo autoprodotti, una crema bianca di zucchine e formaggi, julienne di fiori di zucca e salsa al Provolone del Monaco. Qui lo chef ha giocato sulla rotondità e sulla dolcezza vegetale, interrotta da punte sapide e da un finale lievemente affumicato. Il piatto, pur nella sua apparente semplicità, si è manifestato in un crescendo di consistenze: la pasta avvolgente, le chips di zucchine con il loro appetitoso crunch, la salsa stratificata.
Il secondo, ricciola in veste di bietola, è parso un esercizio di leggerezza: il pesce cotto con precisione chirurgica, la bietola avvolgente come un mantello vegetale e la spuma al salmoriglio ha introdotto una nota agrumata e quasi fumé che ha rinfrescato il piatto; i fagioli, cremosi, hanno creato una ì base accogliente e terrosa. Ad accompagnare la cena un Béchar 2024 Fiano di Avellino DOCG della Cantina Antonio Caggiano: vino minerale, pieno, con note di frutta gialla, fiori bianchi e un finale lievemente tostato, che ha esaltato le componenti vegetali ed erbacee dei piatti senza sovrastare la delicatezza marina. Un compagno perfetto che ha saputo sostenere e – in certi momenti – esaltare.
Il dolce – Fragola, Bufala e Rosmarino – è stato quel finale che non ci si aspetta: profumato di estate e orto, con le fragole marinate in osmosi, la spuma di latte di bufala aromatizzata al rosmarino, il crumble al cacao e mandorla, e quella polvere di fragole per un tocco glamour alla Ziggy Stardust. Un boccone evocativo e leggero, in cui ogni elemento ha sommessamente lasciato la scena al gioco di profumi e consistenze. Una grappa barricata, scorzette di pompelmo bio Masseria Nobile candite e glassate al cioccolato fondente, gelatine all'arancia con buccia di lime e via per la strada dei ricordi.
Nobi è questo: un luogo dove si mangia bene, ma soprattutto si medita. Ogni piatto ha una voce, ogni sorso racconta un gesto rivisto con occhi nuovi. È la sintesi riuscita di un progetto in cui la bellezza della semplicità incontra le profondità della tavola. Un’esperienza completa, sensoriale, fatta di equilibrio, ricordi e passione. E chi sa assaggiare con attenzione, qui, troverà molte storie da portare via con sé.
Redazione Irno24 20/11/2021
Salerno, percorso di degustazione dell'olio in Piazza San Francesco
Domenica 21 Novembre, a partire dalle 10:30, è in programma la "Festa dell'olio" a Salerno, in Piazza San Francesco. L'evento, organizzato da Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra, è caratterizzato da un percorso guidato di degustazione ed avvicinamento all'olio d'oliva. Posti limitati, nel rispetto delle norme anti Covid.