Salerno, il piano di riqualificazione territoriale per favorire la sicurezza

Le analisi fitostatiche hanno evidenziato la pericolosità di alcune piante, che saranno abbattute

foto di archivio

Salvatore Riela 24/01/2025 0

Il Comune di Salerno ha avviato un piano di riqualificazione territoriale, dopo le problematiche meteorologiche degli ultimi tempi. L'amministrazione, infatti, ha avviato ricerche e studi in modo da garantire la sicurezza urbana. Questo è stato definito, secondo le statistiche ISTAT, uno dei periodi più freddi dell’anno. Il forte vento, che si è abbattuto sul Sud Italia, ha acutizzato il freddo e i disagi.

Nonostante le misure di sicurezza adottate dal Comune di Salerno (tra cui la chiusura dei parchi e del cimitero) abbiano limitato notevolmente i danni, si è resa necessaria la decisione di abbattere alberi ritenuti poco sicuri. Dopo le diverse segnalazioni dei cittadini alla Polizia Municipale in merito alla caduta di alberi, e al conseguente danneggiamento di macchine, il Comune ha predisposto un piano d’abbattimento di alberature in zone "ad alto rischio", sulla base delle recenti allerte gialle e/o arancioni diramate dalla Protezione civile regionale.

Il sindaco Vincenzo Napoli e l'assessore Massimiliano Natella hanno sottolineato l'importanza della sicurezza pubblica, dopo gli eventi meteo avversi della scorsa settimana. Questo intervento, necessario dopo un mese di monitoraggio, è stato motivato da analisi fitostatiche che hanno evidenziato la pericolosità di alcune piante, in particolare pini con radici poco profonde. Parallelamente, è previsto un piano di piantumazione, finanziato dalla Regione Campania, per reintegrare nel prossimo triennio le alberature rimosse: al centro, la sicurezza dei cittadini ma anche il verde pubblico, in modo da favorire la sostenibilità ambientale.

Potrebbero interessarti anche...

Salvatore Riela 31/12/2025

In Campania sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità

La Regione Campania ha avviato una nuova iniziativa dedicata alla promozione dell’autonomia e dell’inclusione delle persone con disabilità, attraverso un avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali. L’obiettivo è favorire la vita indipendente e rafforzare le reti di supporto presenti sul territorio, valorizzando il ruolo degli Enti che operano nel sociale.

Con apposito decreto dirigenziale, l’amministrazione regionale ha aperto una manifestazione di interesse rivolta agli Enti del terzo settore, alle fondazioni e alle federazioni impegnate da sempre nel sostegno alle persone con disabilità. Possono partecipare le organizzazioni regolarmente iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e con una comprovata esperienza maturata negli ultimi anni.

L'obiettivo è raccogliere proposte progettuali capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone con disabilità, promuovendo percorsi personalizzati di autonomia e inclusione sociale, in collaborazione con gli Enti di riferimento. Per il finanziamento dei progetti selezionati è stata prevista una dotazione complessiva di 60.000 euro per l’annualità 2025. Le organizzazioni interessate sono state chiamate a presentare la propria candidatura entro una scadenza definita.

Il concetto di vita indipendente rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sociali più avanzate. Non si tratta soltanto di garantire assistenza, ma di creare le condizioni affinché le persone con disabilità possano scegliere come vivere, partecipare attivamente alla comunità e sviluppare le proprie capacità in modo autonomo. Pur con risorse limitate, l’iniziativa assume un forte valore simbolico e operativo. Il coinvolgimento del terzo settore permette di intercettare competenze, esperienze e buone pratiche già radicate nei territori, favorendo la nascita di progetti innovativi e collaborativi. Si tratta di un passo ulteriore verso una società più inclusiva, in cui l’autonomia delle persone con disabilità diventa un obiettivo condiviso e concreto.

Leggi tutto

Redazione Irno24 01/04/2020

Attività motoria con i figli, le precisazioni del Viminale

Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del Coronavirus non cambiano. Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute.

La circolare del ministero dell'Interno del 31 Marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Per quanto riguarda l'attività motoria, è stato chiarito che, ferme restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono gli stessi.

Nota stampa del Ministero dell'Interno

Leggi tutto

Francesca Guglielmetti 07/03/2024

Riflessioni sulla Giornata della Donna secondo una prospettiva linguistica

Otto marzo. Da bambina, onestamente, era tutto più facile. Otto marzo = festa della donna. Un po' di auguri dati e ricevuti, qualche ramo di mimosa, forse un grazie in più, un po' di ironia che oggi, credo, sarebbe stata tacciata come “politicamente scorretta”. Famosa, a tal proposito, la frase che Salvatore rivolge alla moglie nel film “Cosí parlò Bellavista” (1984) per impedirle di partecipare alla manifestazione programmata, appunto, per l’8 marzo (“quando faranno la manifestazione della cameriera andrai pure tu”).

Poi, a seguire, andando avanti negli anni, sono arrivate, ferme restando le intramontabili mimose corredate da auguri, e magari anche da prodotti di pasticceria, le possibilità ludico/ricreative: dalla cena “solo donne”, possibilmente ben condita da alcool, allo striptease maschile. Il tutto accompagnato dal (possibilità, concessione, auspicio, realtà? Boh!) “dovrebbe essere sempre l’8 marzo”. Per arrivare, non so dire bene quando e come, alla svolta: da “festa della donna” a “giornata internazionale della donna”.

Svolta? In realtà credo si tratti più di un ritorno alle origini, dal momento che nel lontano 1922, anno in cui fu istituita in Italia, l’8 marzo non individuava una giornata di festa ma, appunto, “la giornata internazionale dei diritti della donna”. Quello che è venuto dopo ancora, ossia questo accanimento il più delle volte generatore di cacofonie, a mio vedere, sulle parole, un po' mi stranisce e un po' mi fa sorridere.

L’avvocata, la ministra, la giudice (o giudicessa??), l’ingegnera, e quanto altro ancora, su cui ci stiamo arrovellando, ci focalizza sulle parole facendo perdere di vista il linguaggio. I linguaggi, ahimè, mi sembrano quasi tutti ancora “maschili”. Il maschio “aiuta in casa”, “aiuta con i figli”, “solleva dai lavori domestici”, giammai sia detto che “fa la sua parte”.

La sessualità è ancora più intrisa di questa dialettica: davanti ad un tradimento, se ci pensiamo, quando si attribuisce a lei la responsabilità, non è difficile che la “lei” sia tacciata di meretricio; quando, invece, le leggerezze (magari ripetute) sono responsabilità di un lui non è difficile sentir dire che la “lei” o le “lei” con cui l’uomo si unisce siano, appunto, delle meretrici (lo so, lo diciamo in modo più crudo ma credo che qui, appunto, sia il caso di fare attenzione al linguaggio).

Insomma, o che lo si metta in atto o che lo si subisca, il tradimento in amore vede sempre attiva, da qualche parte, una donna di facili costumi. Certo il linguaggio è fatto di parole ma le parole, senza una dialettica coerente allo scopo, corrono il rischio di restare, appunto, solo parole.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...