CNA Salerno chiede più giorni per conferire i rifiuti speciali anti-Covid

In poco tempo si accumula materiale voluminoso

Redazione Irno24 29/05/2020 0

Servono più giorni per il conferimento dei rifiuti speciali legati alle nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19. A lanciare l’appello all’amministrazione comunale di Salerno sono stati gli acconciatori e le estetiste di Cna Salerno che, a meno di due settimane dalla riapertura, si sono trovati ad affrontare una serie di difficoltà.

Secondo l'ordinanza regionale ed in particolar modo il Protocollo sulla sicurezza, i professionisti della bellezza devono prestare grande attenzione, non solo nel disfarsi dei rifiuti di materiale protettivo anti-Covid, ma nella conservazione degli stessi in attesa del ritiro. In particolare, non è possibile schiacciare e comprimere i sacchi con le mani e smaltire il rifiuto dal proprio esercizio quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio.

Ad acconciatori ed estetiste viene chiesto di non utilizzare i contenitori usati per tutti i rifiuti, ma di differenziare, in raccoglitori diversi, mascherine, guanti, grembiuli, tappetini (monouso) che occupano anche notevole spazio. Questo determina l’accumulo, in poco tempo, di materiale voluminoso e la raccolta differenziata, così com'è organizzata, non è sufficiente.

"Abbiamo già interloquito con gli assessori comunali incaricati, Dario Loffredo al Commercio ed Angelo Caramanno all’Ambiente - ha dichiarato Sergio Casola, Presidente Regionale di Acconciatori ed Estetiste Cna - entrambi hanno pienamente recepito e compreso il disagio della categoria ed hanno assicurato la piena disponibilità a risolvere la questione".

"Non solo riteniamo più che giustificata la richiesta partita dalla categoria degli acconciatori - ha aggiunto il presidente provinciale della Cna di Salerno, Lucio Ronca - ma riteniamo opportuno che si valuti una riorganizzazione del servizio che contempli le difficoltà di tutte le attività produttive in tutti i territori e nei comuni, non solo nel capoluogo”.

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A causa delle gravi carenze rilevate presso un noto ristorante del centro di Salerno, con l'ausilio di personale della locale ASL, è stato disposta l'immediata sospensione dell'intera attività.

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Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Scafati sono state avviate, su delega della Procura - dott.ssa Viviana Vessa - dopo un primo sequestro d’iniziativa effettuato ad ottobre dello scorso anno, a Castel San Giorgio (SA), nel corso di un normale controllo su strada. Già in quell’occasione, considerata l’entita dei farmaci illegali rinvenuti (oltre 30mila tra ormoni, steroidi e anabolizzanti, per un valore di oltre 250.000 euro, anche in confezioni con etichette palesemente false), i Baschi Verdi avevano ipotizzato che i responsabili fossero coinvolti in un più ampio giro di affari illeciti.

Durante le successive attività di intercettazione telefonica e telematica, è stata così ricostruita un’articolata filiera, con canali di approvvigionamento soprattutto in Campania ma estesi a tutto il territorio nazionale. Le sostanze più ricercate (tra le quali il cd. “ormone della crescita”, tecnicamente “GH”), rigorosamente contraffatte, venivano procacciate nel napoletano, mentre il rifornimento di quelle più comuni, come il testosterone, avveniva presso un paio di farmacie nella provincia di Salerno, che le passavano sistematicamente “sottobanco”, senza alcuna prescrizione medica. Sui social network, i farmaci illegali venivano spacciati per prodotti “miracolosi”, in grado di garantire una forma fisica perfetta, pur con qualche piccola “scorciatoia”.

Nella distribuzione e vendita sono risultati coinvolti anche alcuni gestori di palestre, riferimenti sul posto di uno degli “spacciatori”, a sua volta body builder e assiduo frequentatore di quegli ambienti. Quello scoperto dagli investigatori era un vero e proprio traffico “organizzato”, che non ha conosciuto battute d’arresto neppure durante il lockdown, quando le consegne avvenivano direttamente presso il domicilio degli utilizzatori, i quali non potevano interrompere il ciclo di somministrazione delle sostanze.

A conclusione delle indagini, i quattro componenti dell’organizzazione sono stati denunciati per “ricettazione”, “produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope”, “esercizio abusivo della professione”, nonché “utilizzo e somministrazione di farmaci che alterano le prestazioni agonistiche degli atleti”, gravi fattispecie di reato per le quali rischiano condanne fino a 10 anni di reclusione. Per uno degli indagati, percettore del reddito di cittadinanza, è stata disposta la revoca del sussidio ed avviate le procedure di blocco e di restituzione delle somme percepite. I due principali “promotori” sono stati posti agli arresti domiciliari.

NOTA STAMPA PROCURA DELLA REPUBBLICA

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