Cucina salernitana di mare, ingredienti freschi: l'Embarcadero è tradizione

Lo chef Antonio Perna racconta l'essenza dei suoi piatti e le tappe evolutive del comparto food

Lo chef Antonio Perna

Redazione Irno24 12/06/2025 0

Sul lungomare cittadino, l'Embarcadero ha da sempre rappresentato una tappa obbligata della passeggiata dei salernitani. Dalla pizzetta "mordi e fuggi", retaggio del chiosco originario, negli anni si è assistito ad un'evoluzione completa del locale, fra un restyling strutturale ed un cambio di filosofia nell'offerta di ristorazione, che si è riappropriata dei sapori tradizionali e delle ricette autentiche dopo un periodo gourmet. E' lo chef Antonio Perna a raccontare l'essenza della sua cucina e le tappe evolutive.

"A me è affidata la gestione di tutto il comparto food, che si articola su due cucine: quella del ristorante, nella sala interna e sul terrazzo "inferiore", e quella del bistrot sul terrazzo superiore, dove serviamo aperitivi più "strutturati" con cocktail accompagnati da pinsa romana, caponata, acquasale, friggitoria. Inizialmente, abbiamo proposto una ristorazione più gourmet, anche sulla base dell'influenza che la tv stava esercitando sui gusti del pubblico, spingendolo verso piatti altamente "instagrammabili", dal forte impatto estetico; dopo la pandemia, gradualmente, lo scenario è cambiato, con la riscoperta del territorio, dell'originalità, della tradizione, della cultura gastronomica locale.

Non a caso, durante il lockdown, avendo molto tempo a disposizione, le persone si sono cimentate con impasti, preparazioni amatoriali, riappropriandosi delle origini. L’impostazione gourmet non è stata più predominante, e, una volta terminato il restyling della struttura, abbiamo ritenuto di ricominciare, tornando ad esprimere quella che era la natura dell'Embarcadero: cucina salernitana di mare, ingredienti freschi, pescato di giornata.

Il menù di linea è semplice, non povero nè troppo delicato. Sapori decisi e approccio tradizionale. Non un vero e proprio ritorno al passato, ma a ciò che rispecchia la nostra terra. Il cliente deve sapere che qui mangia come a casa e ritrova sapori "ignoranti" che forse erano andati persi. La cucina locale, infatti, deve essere ricca di gusto. Si può rivisitare, magari nel metodo di preparazione, ma non stravolgere. Cucina tradizionale abbinata a tecniche moderne. In menù abbiamo una parmigiana di alici che, per come viene realizzata e servita, potrebbe "spiazzare" il cliente, ma all'assaggio vengono fuori basilico, provola ed alici, cioè gli ingredienti tradizionali.

La cucina deve arrivare a tutti, diretta. La qualità è fondamentale: per ricercarla, attraverso una buona materia prima, noi lavoriamo con molti fornitori diversi: più caseifici, più logistiche, più pescherie. E poi gli artigiani, quasi estinti nei ristoranti: fino a qualche mese fa, disponevamo di 6 tipologie di pastifici, ognuno con il suo "asso nella manica" a livello di prodotto. La tradizione sta anche nella ricerca. L'estro dello chef è importante, ma la base di partenza affidabile è la garanzia di un prodotto sicuro, lavorato da mani sapienti. Stesso discorso per i latticini, in particolare la mozzarella di bufala. In poche parole, definirei l'Embarcadero un ottimo ristorante tradizionale".

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Annamaria Parlato 29/09/2025

Basilico e rosmarino le erbe aromatiche di stagione diffuse nel salernitano

Il basilico è originario dell’India, dove è tuttora considerato sacro e veniva usato per disinfettare le case colpite dalla malaria. Dall’India questa pianta si spostò verso l’Europa e poi raggiunse il Nord America. Le foglie sono molto profumate e donano ai piatti un aroma caratteristico e particolarmente forte, che da sempre divide i commensali in amatori e non. Nel Seicento, Nicholas Culpeper, astronomo e botanico britannico, scriveva che il basilico è “un’erba per la quale tutti gli autori litigano e si rimbeccano come avvocati”. Si coltiva distribuendo uno o due semi in ogni vaso all’inizio di maggio, sistemandoli in un luogo non freddo. Verso i primi di giugno bisogna interrare vasi e piante nella sede definitiva, in un luogo soleggiato e in un terreno possibilmente ben drenato. Settembre è proprio il mese di raccolta.

Oltre alla varietà verde, comunemente usata, ne esiste una dalle foglie color porpora, molto ornamentale. In cucina, le foglie fresche insaporiscono qualsiasi piatto, dalle uova all’insalata, dalla pizza alla carne, sono ottime per la preparazione di salse e ripieni, famosissimo è il pesto ligure. Inoltre, le foglie sono indicate anche per calmare la nausea e il mal di stomaco, hanno proprietà antisettiche e possono diventare dei leggeri sedativi. Se utilizzate in casa, tengono lontani gli insetti, soprattutto le mosche. In cosmesi, il forte aroma ricorda quello dei fiori di garofano e viene adoperato in profumeria per creare essenze e preparati.

L’aroma intenso del rosmarino è ben noto a tutti, essendo una pianta diffusissima e famosa perché caratterizza ogni pietanza. Originario del Mediterraneo, prospera sulle coste basse e rocciose, donde il suo nome formato dai vocaboli latini ros (“rugiada”) e maris (“del mare”). Nell’età classica, veniva associato all’intelligenza e alla buona memoria. Non a caso, è citato nell’Amleto da Ofelia: “un rosmarino per ricordare”. Il suo aroma solleticante è un ottimo rimedio per catarro e sinusiti, e ha un effetto calmante e rinfrescante se usato nelle inalazioni. Il rosmarino non è solo utile ma anche decorativo, con i suoi piccoli fiori azzurri.

Il suo più grave handicap è la scarsa resistenza al clima rigido. Il rosmarino preferisce un suolo leggero e ben drenato, una posizione soleggiata, meglio se a ridosso di un muro. E’ un aromatizzante per ogni tipo di carne e pesce e nei piatti a base di uova. L’olio essenziale ha proprietà antisettiche, toniche, diuretiche; efficace contro le nevralgie, le foglie essiccate possono essere usate per detergere le pelli grasse. In profumeria, l’olio serve nella preparazione di colonie, lo si trova nell’acqua d’Ungheria, una pozione miracolosa che la leggenda narra essere collegata alla figura della regina Isabella d’Ungheria. Costei ebbe in dono l’acqua profumata da un’alchimista, tale da farle ritrovare gioventù e bellezza, prerogativa essenziale per farla richiedere in sposa da Carlo Alberto, Granduca di Lituania.

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Annamaria Parlato 30/05/2025

Salerno da bere e da gustare, l'incanto del "B Drink & Food"

Affacciato sul porticciolo di Pastena, lì dove un tempo sorgeva la storica pizzeria Ausonia, oggi il "B DRINK & FOOD" si presenta come uno degli indirizzi più promettenti della nuova scena gastronomica salernitana, aperto da circa due mesi. A firmarlo è Biagio Giacco, giovane imprenditore al suo primo locale, che ha saputo unire anima, gusto e visione in un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le radici.

“È il mio primo locale – racconta Biagio – ma non sarà l’unico. A breve realizzeremo due dehors, uno dei quali vista mare, per ampliare gli spazi e offrire un’esperienza ancora più completa. Il menù è il risultato dei miei ricordi, delle cose che amo mangiare, combinati con l’esperienza e i consigli dello chef. Ed è in questo dialogo continuo che nascono anche i nostri fuori menù giornalieri, come la bolognese di polpo o i paccheri con mazzancolle e fiori di zucca”.

Il locale prende il nome da “Bocasalina”, parola evocativa che ricorda il suono delle onde, il sapore del sale sulla pelle e i viaggi in Spagna, terra amata da Biagio e fonte d’ispirazione per il progetto. Ma la “B” è anche la sua iniziale, simbolo di una firma personale e orgogliosa. La cucina a vista, ordinata, luminosa e sempre impeccabile, rappresenta uno dei punti di forza del locale. “È un vero biglietto da visita – spiega – perché chi entra capisce subito come lavoriamo: pulizia, precisione e rispetto per ogni materia prima”.

A dirigere la brigata c’è lo chef Daniele Di Luca, affiancato dal secondo Gianluca Gioia, coppia affiatata ai fornelli, capace di interpretare la tradizione salernitana con uno sguardo contemporaneo e rispettoso. In sala, l’accoglienza è curata con garbo e professionalità da Silvio De Maio, Martina Soldano e Monica Anastasio, figure fondamentali in un’idea di ristorazione che punta tutto sull’esperienza, dal piatto al sorriso. Il percorso culinario inizia con chips artigianali fritte al momento, croccanti e fragranti. A seguire, un antipasto che è un piccolo manifesto identitario: tagliata di seppia e zucchine alla scapece, piatto che restituisce al palato l’eco della milza di San Matteo, con quel profumo di aceto che ogni anno invade le vie del centro storico, tra sacro e profano. Un piatto che profuma di casa, di pescherie sul corso e trattorie nei vicoli. Le zucchine raccontano l’estate del Sud e la seppia tenerissima è l’eleganza del mare che qui non è mai troppo lontano.

Tra i primi, spiccano i bottoni di pasta fresca all’uovo ripieni di gambero rosso, serviti con burrata, lime, fiocchi di sale nero e un gambero crudo di Mazara del Vallo al centro. Un piatto elegante, armonioso, dove la dolcezza marina incontra freschezza e sapidità. Un equilibrio raro, che danza sul palato come la luce del tramonto sull’acqua. Il secondo spiazza. Una braciola? Sì, ma di tonno. Rossa, avvolgente, con ragù tirato, prezzemolo, pecorino e quella nota inaspettata dell’uvetta che rievoca l’antica cucina delle nonne salernitane. È una provocazione riuscita: un ponte tra terra e mare, tra l’abbraccio della carne e la leggerezza del pesce.

A completare il percorso, un semifreddo ai tre cioccolati dell’Antica Dolceria Pantaleone. Un ritorno alla radice più dolce di questa città: Pantaleone è Salerno. È tradizione, infanzia, certezze. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente ci pensa il bartender Gianluca Castellano, professionista eclettico e creativo. Ogni cocktail è un piccolo racconto, pensato su misura per il cliente. Tra le proposte più originali: uno Spritz scomposto con aria al Campari e soda creata con sifone direttamente nel bicchiere; un Margarita spicy al peperoncino per palati audaci; una Caipiroska alle fragole fresche dal profilo vivace; e un cocktail personalizzato a base di Gin Hendrick’s Flora Adora, frutti rossi e limonata biologica Tassoni, floreale e perfettamente bilanciato tra aromaticità e freschezza.

A completare l’offerta, una cantina fornita e ben costruita, con champagne, prosecchi, rossi e bianchi italiani, rosati e vini alla mescita, ideali per accompagnare ogni piatto, in attesa che il nuovo dehors diventi realtà. Il B DRINK & FOOD è una dichiarazione di amore per Salerno, una sfida vinta tra tradizione e modernità, tra ricordi e nuove suggestioni. Un luogo da tenere d’occhio, da vivere con calma, da raccontare.

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Redazione Irno24 25/05/2026

San Severino, cena speciale a "Casa del Nonno 13" con Rocca del Principe

C’è un luogo, alle porte di Salerno, dove la bella stagione si apre con il ritmo lento delle grandi serate italiane: luci soffuse, tavoli apparecchiati sotto le stelle, il profumo del giardino e una cucina che racconta il territorio con stile contemporaneo. Giovedì 28 maggio 2026, "Casa del Nonno 13" a Mercato San Severino inaugura ufficialmente la stagione calda con un evento speciale dedicato all’apertura della sua elegante corte esterna.

A firmare il percorso gastronomico sarà lo chef Gioacchino Attianese, interprete di una cucina elegante e territoriale, costruita per dialogare con i vini della rinomata cantina Rocca del Principe di (Lapio - AV). Una degustazione pensata per valorizzare identità e profondità del terroir irpino, con la partecipazione del produttore Ercole Zarrella, che accompagnerà gli ospiti nel racconto dei vini in abbinamento.

L’esperienza inizierà con un aperitivo d’autore firmato da Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet, premiato dal Gambero Rosso con il riconoscimento Pizza dell’Anno, e da Attianese: un momento dedicato alla pizza contemporanea e ai finger di Attianese in un clima rilassato e sofisticato. A chiudere la serata, il dessert di Gian Paolo Capaldo - The Rag, considerato tra i migliori interpreti italiani del gelato artigianale dalle principali guide di settore.

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