Emergenza cinghiali, agricoltori campani a Roma per manifestare

Otto italiani su dieci pensano che la risoluzione sia nel ricorso all'abbattimento

Redazione Irno24 27/05/2022 0

Con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali non c’è solo la peste suina, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città con i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani, fra macchine in sosta, carrozzine con bambini e anziani che vanno a fare la spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del blitz degli agricoltori, cittadini e istituzioni in piazza SS. Apostoli a Roma.

Nella capitale anche una folta delegazione di agricoltori dalla Campania, partiti dalle cinque province per manifestare il disagio crescente in campagna e nelle città, dove il fenomeno è diventato insostenibile, con eventi tragici come la morte di un giovane nel casertano per un incidente provocato da un cinghiale.

L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè la fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%), considerato poi che nell’ultimo anno è avvenuto un incidente ogni 41 ore, con 13 vittime e 261 feriti gravi a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Asaps.

Il 69% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che oltre 6 italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. Alla domanda su chi debba risolvere il problema, oltre le metà degli italiani (53%) è dell’opinione che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni.

IL VIDEO DEI CINGHIALI A MERCATO SAN SEVERINO

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Redazione Irno24 10/02/2021

Confcommercio Salerno stila un programma per il rilancio economico

Resta impegnata Confcommercio Campania su tutti i fronti a supporto delle imprese. In questa prospettiva, ieri, si è tenuto una riunione in presenza, nella sede provinciale di Salerno, rispettando tutte le norme vigenti di sicurezza. Un incontro dovuto e sentito, a cui hanno preso parte i membri del consiglio, con un gruppo di commercianti del territorio, per discutere concretamente delle difficoltà che si stanno ancora affrontando, in un periodo precario e confuso.

Fattivamente, si sono poste le basi per lavorare a proposte concrete in linea con le esigenze di chi si trova ad operare sul campo, giorno per giorno. A margine dell’appuntamento, il presidente Giuseppe Gagliano ha ribadito la sua vicinanza, con la promessa di coinvolgere sempre più attività per poter svolgere con profitto la propria missione di rappresentanza:

“Quando abbiamo assunto la guida della sede territoriale di Confcommercio, uno dei principali obiettivi che ci siamo prefissati è stata nel dare il nostro contributo per rendere Salerno una città migliore. E, nella nostra visione, riteniamo centrale la figura dei commercianti. La funzione sociale di un negozio è importantissima: una serranda alzata, una luce accesa, persone capaci di accogliere i clienti. Sono queste prime sentinelle a guardia della sicurezza di una strada, di un quartiere. E il calore di una stretta di mano, quando torneremo a stringerci le mani, assieme alla competenza nel dare consigli per gli acquisti, sono elementi di differenziazione che non possono essere replicati da qualsiasi piattaforma di commercio elettronico”.

Numeri alla mano, da quando è scoppiata la pandemia, a Salerno, hanno chiuso circa 700 attività, e questo è un dato che non può essere trascurato, una tendenza che va invertita quanto prima. “Oggi, dopo un anno di incontri in videoconferenza, finalmente abbiamo potuto riaprire in tutta sicurezza la nostra sede, confrontandoci con diversi commercianti salernitani che hanno rappresentato i loro punti di vista ed hanno fornito spunti sui quali continueremo a confrontarci nelle prossime settimane.

I lavori di questo 'tavolo' saranno sintetizzati in un 'position paper' che presenteremo ai futuri candidati alla carica di Primo Cittadino di Salerno. Le nostre richieste e proposte avranno lo scopo di contribuire al rilancio del commercio e delle attività di ristorazione e bar, di puntare a rendere la nostra città un luogo accessibile ed accogliente. Perché se davvero si vuole puntare sul turismo come risorsa, sono questi gli elementi fondamentali su cui lavorare”.

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Redazione Irno24 14/08/2022

Rifinanziato ON, nuova opportunità nell'imprenditoria per giovani e donne

Per dare forza e nuovo impulso all'imprenditoria in Italia, soprattutto quella giovanile e femminile, il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo sul piatto 150 milioni di euro destinati a rifinanziare ON (Oltre Nuove Imprese), la misura finalizzata a sostenere le micro e piccole imprese. Inoltre, a maggio 2022, sono arrivati altri 100 milioni nel Fondo, destinati esclusivamente all'imprenditoria femminile.

Le agevolazioni prevedono soluzioni miste di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto e sono rivolte alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni, o da donne di tutte le età, su tutto il territorio. Per la precisione, le imprese devono essere formate almeno per il 51% da giovani under 35 e donne di qualsiasi età. A beneficiare di questa misura sono le imprese che intendono realizzare nuove iniziative o ampliare la loro attività nei settori manifatturiero, dei servizi, del commercio e del turismo.

Le linee di finanziamento sono due e variano in base alla data di costituzione dell'impresa. Per le imprese che sono costituite al massimo da 3 anni, è possibile presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro e gli incentivi non possono essere superiori al 20% della spesa ammissibile. É possibile coprire le spese fino al 90%, da rimborsare entro 10 anni. Tra le spese ammissibili ci sono quelle effettuate per: macchinari, imprese e attrezzature; opere murarie e assimilate; programmi informatici; brevetti, marchi e licenze; consulenze specialistiche; spese per la costituzione della società; spese relative alla stipula del contratto di finanziamento.

Le imprese costituite fra i 3 e i 5 anni possono presentare progetti che richiedono spese di investimento fino a 3 milioni di euro. In tal caso le agevolazioni non possono essere superiori al 15% della spesa ammissibile. Tra le spese rientrano: acquisto di immobili solo nel settore turistico; programmi informatici; brevetti, marchi e licenze; macchinari, impianti e attrezzature; opere murarie e assimilate.

Le domande per Nuove Imprese a tasso zero prevedono due step: un colloquio di approfondimento e un secondo colloquio. Nel primo colloquio vengono analizzate le capacità organizzative e le competenze nel settore del team imprenditoriale, ma anche della fattibilità del progetto in relazione al mercato di riferimento. Se il colloquio viene superato, è necessario integrare la domanda sulla piattaforma online con tutte le informazioni di natura economica.

Nel secondo colloquio viene invece valutata la sostenibilità economico-finanziaria del progetto, tenendo conto delle spese previste e delle agevolazioni richieste. Al termine dell'iter di valutazione, Invitalia concede il finanziamento e segue lo sviluppo del progetto. Gli imprenditori interessati possono presentare domanda esclusivamente online sulla piattaforma di Invitalia e lo sportello resterà aperto fino all'esaurimento delle risorse. Sono inoltre necessari un indirizzo di posta elettronica e una firma digitale per completare la domanda.

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Redazione Irno24 24/06/2021

Addio a una bottiglia d'olio made in Italy su 4, l'allarme Coldiretti

Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.

In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se - denuncia Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta - precisa Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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