Il 18 dicembre apre la mostra "Salerno in Miniatura"

E' visitabile fino al 7 gennaio presso l'Arco Catalano di Palazzo Pinto in via Mercanti

Redazione Irno24 16/12/2023 0

Lunedì 18 Dicembre, alle ore 17,30, presso “l’Arco Catalano” di Palazzo Pinto, in Via Mercanti 67, a Salerno, sarà inaugurata l'esposizione del maestro Aniello Esposito “Salerno in Miniatura”. L'evento, organizzato dalla FeNAILP della provincia di Salerno, si avvale della Direzione Artistica della prof.ssa Laura Bruno.

La mostra riproduce strutture, edifici, palazzi e chiese della città di Salerno, realizzati dal 1990 al 2010. Sarà possibile ammirare le opere del maestro Esposito tutti i giorni, dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,30, fino al 7 Gennaio 2024.

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Redazione Irno24 24/10/2024

"Salerno legge", al Comune lo scaffale della biblioteca civica diffusa

"Al secondo piano del Palazzo di Città - scrive il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - è da oggi disponibile lo scaffale della biblioteca civica diffusa. Chiunque potrà donare dei libri, chiunque potrà prenderli in lettura. È il bel progetto 'Salerno Legge' che la Fondazione Copernico sta realizzando con il patrocinio del Comune.

Altri scaffali sono già disponibili presso il Club Velico Salernitano e al Parco Arbostella. Invito i concittadini che vogliano allestire uno scaffale presso associazioni, centri culturali, attività commerciali e ricreative a contattare il numero 329.215.9979 o scrivere una mail all'indirizzo info@salernolegge.it".

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Federica Garofalo 15/02/2021

Alla scoperta dei luoghi della Scuola Medica Salernitana

Vari documenti dei Seicento e del Settecento citano un luogo al di fuori della porta di San Nicola, ubi vulgariter dicitur la Scola Salernitana, in quella che è oggi la località di Canalone, ma che nel 1932 venne identificata con l’attuale Largo Scuola Medica Salernitana. In realtà sono stati molti i tentativi, soprattutto da parte degli eruditi di Età Moderna, di identificare un luogo in cui si riunissero nel Medioevo i maestri e gli studenti della Scuola Medica Salernitana.

La verità è che non ne esiste uno solo, perché il concetto medievale di “scuola” è molto diverso dal nostro, che non prevede una struttura deputata allo scopo, né una rigida organizzazione gerarchica: ed è significativo che le prime testimonianze non parlino di “scuola” ma di “scuole” di medicina salernitana. Un medico particolarmente bravo a insegnare e che raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli costituisce già una “scuola”, e, di solito, insegna a casa propria; e così sarà anche per le prime Università fino circa al Quattrocento.

Ne abbiamo una testimonianza all’inizio del Trecento da Matteo Silvatico, il cui palazzo gentilizio, con relativo giardino utilizzato come un vero e proprio orto botanico, è stato identificato con il luogo in cui sorge l’attuale Giardino della Minerva. Non esistono, però, solo le scuole “private”: esistono anche quelle monastiche, maschili come il monastero di San Benedetto dove nel 1057 fu abate il grande medico e vescovo di Salerno Alfano I, o femminili come il monastero di San Giorgio, al cui interno un documento del 1052 colloca un’infermeria; o, più tardi, quelle legate agli ordini mendicanti, come il convento domenicano di Santa Maria della Porta (l’attuale San Domenico).

Solo alla fine del Duecento, con Carlo I d’Angiò nascerà una vera e propria università (uno studium, come si diceva all’epoca), la cui sede è rintracciabile nel Quattrocento all’interno della Cappella di Santa Caterina in Duomo, le attuali sale San Tommaso e San Lazzaro. La cappella è all’epoca di proprietà della famiglia Solimene, un’illustre famiglia di medici, di cui uno dei suoi membri più illustri, Guglielmo Solimene, agli inizi del Quattrocento ha ricevuto in dono una reliquia della santa dalla regina Margherita di Durazzo, e l’ha deposta nella cappella di famiglia, dove poi è stato sepolto egli stesso.

Ebbene, sappiamo che, almeno dal 1502, questa non è semplicemente una cappella gentilizia, ma è utilizzata anche come aula di lezioni: nell’attuale Sala San Tommaso è collocato lo studium legistarum, in cui si studia soprattutto legge, e nell’attuale Sala San Lazzaro lo studium artistarum, dove si studiano le sette arti liberali. A fine Cinquecento, poi, la famiglia Solimene concede ufficialmente la cappella alle lezioni, in cambio che l’amministrazione cittadina si addossi il pagamento della ristrutturazione dell’edificio, che all’epoca è ridotto veramente male.

Se la cappella di Santa Caterina in Duomo è dunque il luogo in cui nel Cinquecento lo studium di Salerno tiene le sue lezioni, i diplomi di laurea sono tradizionalmente conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, l’antico palazzo longobardo di Arechi. I diplomi sono conferiti, con un cerimoniale complesso e solenne, dal Collegio medico di Salerno, un’istituzione a parte rispetto all’Università, con i suoi propri regolamenti e statuti: i suoi membri devono essere rigorosamente salernitani di nascita o risedenti in città da almeno vent’anni, e sono investiti del privilegio di poter conferire la laurea in medicina valida per tutto il Regno.

Ormai, però, i tempi d’oro della Scuola Medica Salernitana sono ben lontani: nel Seicento addirittura i diplomi non verranno più conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, ma in un “Palazzo Salernitano” non meglio identificato; infine, nel Settecento, una volta conclusa la costruzione del nuovo seminario, l’attuale Museo Diocesano, un contratto ne concede due locali alle lezioni di medicina. È lì che questa istituzione, nel 1812, sarà abolita da Gioacchino Murat.

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Redazione Irno24 27/10/2023

"Giselle" al Verdi di Salerno, spettacoli il 28 e 29 ottobre

Si alza il sipario sul balletto al Teatro Verdi di Salerno. Sabato 28 ottobre, ore 21.00, e domenica 29 ottobre, ore 18.00, è di scena “Giselle” con musica di Adolphe-Charles Adam; libretto Théophile Gauthier, Jules-Henri Saint-Georges; coreografia Jean Coralli, Jules Perrault, Marius Petipa. A cura di Leonid Lavrovsky.

Lo spettacolo s’inserisce nella stagione lirica, sinfonica e di balletto, diretta dal maestro Daniel Oren, con il segretario artistico Antonio Marzullo, ed organizzata dal Comune di Salerno con il sostegno della Regione Campania.

La storia d’amore di Giselle è drammatica e commovente. E’ uno dei balletti più conosciuti ed amati, che la messa in scena dell’Opera e Balletto Nazionale di Sofia esprime in tutto le sue intense sfumature romantiche. Di grande rilievo il cast, con interpreti di valore internazionale, fra cui Marta Petkova, Katerina Petrova, Emil Yordanov e Tsetso Ivanov.

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