"Semi di senape", in arrivo nel salernitano il libro della giornalista Scocozza
Un percorso dalle forti emozioni coi detenuti dell'Icatt, fra desideri e testimonianze di rinascita
Redazione Irno24 02/11/2024 0
"Semi di senape... In detenzione attenuata" è il titolo del volume scritto da Silvana Scocozza che, mercoledì 6 novembre alle 11:00, sarà presentato presso la sala conferenze dell’Icatt (Istituto a custodia attenuata per il trattamento delle tossicodipendenze) di Eboli. Il libro è frutto di un percorso effettuato proprio all’interno dell’istituto penitenziario, che ha visto la giornalista e scrittrice ebolitana alla conduzione di un laboratorio di scrittura indirizzato agli ospiti dell’Icatt.
In un arco temporale di un anno e mezzo, Scocozza ha incontrato, conosciuto, intervistato ma soprattutto ascoltato 10 detenuti, raccogliendo confessioni, desideri e speranze, propositi e testimonianze di rinascita. Nel libro, concepito come una sorta di cronaca dei vari incontri, ora raccontati in prima persona dall’autrice, ora scritti a quattro mani con gli utenti del laboratorio, ci sono le loro storie. Ma anche il racconto di un’esperienza forte.
"Questo percorso - spiega Scocozza - ha saputo produrre la condivisione di racconti di vita. Una vita che, al netto degli sbagli e delle cadute, è un viaggio in continuo divenire, che in ogni momento può, con la volontà, la determinazione e la consapevolezza, indirizzarsi verso nuove strade e cambiare, per sempre, direzione. Di parole ne abbiamo pronunciate tante, insieme abbiamo scelto, però, di non parlare mai di detenuti o di reati, bensì di uomini e di sentimenti. Semi di senape contiene tutte le parole che ci siamo detti e tutte le riflessioni che da esse sono scaturite".
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Federica Garofalo 24/12/2020
La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali
Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.
I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.
La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.
Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.
Eccone una:
Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!
Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!
Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.
Redazione Irno24 08/01/2025
Bellandi: "Caravaggio a Salerno un'iniziativa di grande spessore"
"Un'iniziativa di grande spessore perché mostra l'opera di un grandissimo". Così monsignor Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno, che ha visionato "La presa di Cristo" (dalla Collezione Ruffo), a cura di don Gianni Citro e Francesco Petrucci, a Salerno, presso il Complesso San Michele, in occasione della visita all'evento espositivo promosso ed organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, in collaborazione con Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. (Cultura, Religione e Arte).
"Un artista noto nel mondo e nella storia dell'arte - ha sottolineato Bellandi - capace di suscitare sensazioni e riflessioni sempre attuali. Mostrare opere del genere, ad un pubblico più ampio dei collezionisti o addetti ai lavori, è opera di grande sensibilità culturale ed educativa. Ho apprezzato molto questa idea della Carisal, mi auguro ci siano altre iniziative di questo genere".
"Un immenso piacere ricevere - afferma Domenico Credendino, presidente della Fondazione Caris - la visita di monsignor Bellandi. Grazie a Sua Eccellenza, una riflessione di qualità sull'importanza di raggiungere un pubblico più ampio, fatto soprattutto di giovani e studenti. A loro, soprattutto, bisogna trasferire il valore storico ed educativo dell'opera".
A presenziare all'incontro di stamattina, altresì, il Consigliere di indirizzo della Fondazione Carisal, Antonio Ilardi.
Redazione Irno24 22/09/2020
Salerno, presentazione del progetto-mostra "Il paesaggio e l’immaginario"
Mercoledì 23 settembre, alle ore 11,00, presso la Sala del Gonfalone del Palazzo di Città, a Salerno, si terrà la presentazione del progetto-mostra “Il Paesaggio e l’immaginario – Segni e materie di arte ambientale nel contemporaneo. La sosta tra il Teatro e la marina”.
La mostra sarà inaugurata il 25 e resterà aperta, nella chiesa della SS. Addolorata, corpo centrale del Complesso Monumentale di Santa Sofia, fino al 6 ottobre. Il progetto fa parte di un programma della Regione sulla “Valorizzazione dei Beni Antropologici del Territorio Provinciale”. Alla conferenza di presentazione, insieme agli organizzatori, prenderanno parte anche il sindaco di Napoli e l’assessore all’Urbanistica De Maio.