La Virtus Arechi Salerno crolla in casa della Luiss Roma
Mai in partita la squadra allenata da Ponticiello, il girone di ritorno inizia nel peggiore dei modi
Redazione Irno24 22/01/2023 0
Non la serata che tutti si aspettavano, che soprattutto serviva per provare a rimettere in piedi la stagione. In casa della Luiss Roma, la Virtus Arechi Salerno non riesce quasi mai a entrare in partita e così inizia nel peggiore dei modi il girone di ritorno (84-73).
La gara: a nulla è servita l’esplicita richiesta fatta alla vigilia da coach Ponticiello, al Pala Luiss è proprio la difesa che tradisce i blaugrana. Certo, in attacco le cose non vanno molto meglio, appena 28 punti segnati nel primo tempo, ma nella metà campo difensiva la Virtus è praticamente assente.
Dopo aver annusato il problema, con l’iniziale 10-3 firmato tutto Legnini-Pasqualin, Ponticiello vede la sua squadra scivolare addirittura sotto di 21 lunghezze già al 10’ (31-10). I 10 rimbalzi di differenza, 14 a 4 a favore dei laziali, sono uno dei principali temi di inizio partita. Anzi, uno dei tanti. Perché in casa Salerno non funziona praticamente nulla dall’inizio alla fine. E così al termine dei quaranta minuti, dopo essere arrivati al massimo sul -13 al 36’, tocca fare i conti con una brutta e pesante sconfitta.
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Redazione Irno24 13/02/2022
Coltro allo scadere regala il derby di Pozzuoli alla Virtus Arechi
Con un canestro di Coltro praticamente allo scadere, la Virtus Arechi Salerno batte in rimonta la Virtus Pozzuoli (76-78) e fa cinque su cinque nei derby di campionato. Quanta fatica all'inizio in attacco per i blaugrana, devono passare addirittura quattro minuti per il primo canestro (2+1 di Marini per l'8-3). Ma una volta interrotto finalmente il digiuno, Salerno inizia a prenderci gusto nella metà campo offensiva.
Prima Romano, Mennella e Rinaldi colpiscono dal perimetro per il -3 (15-12), poi nuovamente Rinaldi con altre due triple e Cimminella allo scadere, tanto per cambiare dall'arco dei tre punti, riportano il punteggio in parità (21-21). Ma questo non basta per ribaltare completamente un derby che rimarrà complicato da giocare. Pozzuoli, infatti, mette in campo grande intensità e con il supporto della panchina (Mehmedoviq e Caresta) riesce a portarsi sul 39-30 al 16', momento nel quale coach Di Lorenzo non può far altro che interrompere il gioco e richiamare tutti in panchina.
Ma la mossa non ripaga. Almeno non subito. Solo in chiusura di primo tempo, dopo essere andato anche sotto di dieci lunghezze, Salerno piazza un mini break che vale il 43-37. Una forbice che, complice anche i tantissimi errori dalla lunetta dei blaugrana, si apre e richiude praticamente per quasi tutto il terzo quarto, dopodiché il derby inizia a raccontare per la prima volta una storia differente. Fatta di canestri ed errori in sequenza in entrambe le metà campo.
Ciò, quindi, vuol dire che la Virtus è concretamente in partita, merito anche della tripla di Rinaldi al 31' che vale il pareggio e del lavoro nel pitturato di uno scatenato Valentini (19 punti, 13 rimbalzi, 11 falli subiti) che al 33' regala il primo vantaggio ai suoi (60-62). Ma la giocata decisiva, dopo che Thiam e Gaye sono fuori per falli e Salerno perde due palloni sanguinosi che potrebbero costare carissimo, è la penetrazione di Coltro a 3” dalla sirena conclusiva che regala due punti pesantissimi alla squadra del presidente Renzullo.
Redazione Irno24 25/10/2023
Il cuore non basta alla Virtus Arechi, all'overtime la spunta Sant'Antimo
Una generosissima Virtus Arechi Salerno cede il passo alla Geko Psa Sant'Antimo, al termine di un derby davvero emozionante, deciso dopo un overtime che sorride ai padroni di casa (83-78 il risultato finale). Salerno approccia bene la contesa, rispondendo colpo su colpo agli attacchi degli azzurri e trovando con buona continuità la via del canestro, cortesia dei centri di Staselis ed Arnaldo.
Dall'altra parte, Sant'Antimo fa capire immediatamente le proprie intenzioni, coinvolgendo nel vivo delle operazioni Kamperidis e spingendo la transizione offensiva con i vari Gallo e Mennella (24-23 al decimo). Il secondo quarto di gioco vede gli ospiti prima continuare a battagliare, poi perdere intensità in fase di non possesso: la Geko è cinica e ne approfitta prontamente, piazzando un break significativo prima dell'intervallo lungo, che consegna persino il +17 partenopeo (52-35).
Alla ripresa delle ostilità la riscossa blaugrana non è scontata, invece Salerno inizia a macinare gioco partendo dalla qualità della propria difesa: Acunzo prende per mano i suoi su ambo i lati del campo, fornendo energia e qualità con il pallone tra le mani, al punto da diventare il top scorer della gara (chiuderà con 21 punti e 5 rimbalzi all'attivo). Il ritardo della Virtus si riduce ma la Geko è ancora una volta bravissima a non togliere le mani dal volante, affidandosi a Quarisa, autentico riferimento sotto le plance (70-57 al trentesimo).
L'ultimo quarto di gioco regala spettacolo ed emozioni forti: sale in cattedra la "vera" difesa di Salerno, Sant'Antimo scompare dal parquet e realizza appena cinque punti in dieci minuti; gli ospiti danno spettacolo e, partendo dalla fase di non possesso, massimizzano grazie alla transizione veloce di un inarrestabile Staselis (18 punti e 6 rimbalzi).
Ci crede eccome la Virtus, che va in apnea senza tuttavia rinunciare ad alzare la propria intensità difensiva e trovando, nel finale, il "gol" di Spizzichini dalla lunga distanza che vale la clamorosa parità a quota 75 ed il consequenziale insperato ma meritato overtime. Il supplementare vede le due squadre continuare a darsi battaglia, sebbene le energie siano in drastico calo: Salerno si ostina troppo alla ricerca della conclusione dalla distanza ed è sfortunata in alcune conclusioni in transizione dei suoi esterni.
Sant'Antimo, al contrario, fa quello che deve affidandosi alla qualità, all'esperienza e a tutto l'incredibile killer instinct del duo Kamperidis-Dri, i cui canestri condannano di fatto Salerno alla terza sconfitta stagionale. Finisce 83-78, a sorridere è la Geko Psa Sant'Antimo ma ancora tante ottime indicazione per una Virtus Arechi Salerno capace di non mollare mai e di competere fino all'ultimo istante, pur essendosi ritrovata spalle al muro al cospetto di un avversario di indubbio valore.
Redazione Irno24 27/11/2023
La Virtus Arechi regge solo un tempo ad Omegna, pesante il passivo finale
Una Lars Virtus Arechi Salerno priva di Acunzo e Matrone alza bandiera bianca al cospetto della Paffoni Fulgor Omegna, col punteggio finale di 88-61, in occasione dell'undicesimo turno del campionato di Serie B Old Wild West. I blaugrana si rendono protagonisti di un ottimo primo tempo, salvo poi registrare il più classico dei crolli psicofisici, che consente ai padroni di casa prima di mettere la freccia e poi di dilagare nel gap finale.
Primi dieci minuti di totale dominio Virtus: gli ospiti muovono bene la palla e riescono a nascondere la pur cristallina differenza in termini di stazza fisica, cortesia di una manovra rapida e ben sviluppata con Kekovic protagonista ed autore di 7 punti in avvio. Omegna è frastornata, sbaglia tanto dalla distanza e subisce la pressione della Lars, brava a chiudere l'aria e a colpire in transizione primaria col solito Staselis (16-29 al decimo).
Il secondo quarto di gioco vede coach Sciutto "allungare", per quanto possibile, le risicate rotazioni: sul parquet si vede il giovanissimo Lucadamo, Omegna inizialmente non ne approfitta e resta sotto la doppia cifra, anzi, è costretta ad incassare persino il massimo svantaggio, al netto della "bomba" realizzata da capitan Cucco che vale il provvisorio 28-42. Nel momento migliore dei viaggianti, tuttavia, arriva la reazione della Paffoni: bastano circa due minuti ai ragazzi di coach Ducarello per ritrovare il giusto feeling con la retina e colpire con un break micidiale di 14-1 che vale il 42-43 all'intervallo lungo.
Terza frazione, o meglio monologo Omegna: alla ripresa delle ostilità, Salerno dimostra di aver terminato o quasi la benzina nel serbatoio; l'extra-sforzo si fa sentire, i padroni di casa comprendono che è il momento di "ammazzare la partita" e colpiscono senza esitazioni. Balanzoni si prende il proscenio sotto le plance, facendo il bello e il cattivo tempo, sul perimetro arrivano i centri dei vari Kosic e Picarelli.
I blaugrana incassano il colpo e hanno poco da opporre, appena 13 punti realizzati nel terzo periodo a fronte dei 25 incassati con il +12 Omegna al trentesimo (67-55). Sembra difficile possa andar peggio ma, purtroppo per la Virtus, la serata si chiude con un brutto passivo sul groppone: l'ultima frazione è ancor più un monologo di Baldassarre e soci, Salerno - come accaduto con Livorno - esce anche mentalmente dalla gara e, in questo caso, i punti realizzati sono 6 contro i 21 della Paffoni, applaudita dal pubblico amico e al quarto hurrà consecutivo in campionato.