"Malinconico" e "Treno dei bambini", Salerno protagonista di fiction e cinema

Napoli: "Questi successi contribuiscono a diffondere la suggestiva bellezza della città"

foto da pagina fb Serena Rossi

Redazione Irno24 11/12/2024 0

"Allo strepitoso successo di “Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso” si aggiunge quello del film “Il Treno dei bambini”, attualmente in onda sulla piattaforma Netflix. Le avventure dell’avvocato Malinconico, interpretato da Massimiliano Gallo, hanno vinto per due volte consecutive la prima serata domenicale nazionale. Il film di Cristina Comencini sta conquistando il pubblico e la critica con una struggente storia del dopoguerra.

Salerno è stata scelta come set principale della fiction ispirata ai libri dello scrittore Diego De Silva e come location per alcune delle scene più commoventi della pellicola tratta dal bestseller di Viola Ardone, con protagonista Serena Rossi. Questi successi contribuiscono a diffondere la suggestiva bellezza di Salerno, generando attrazione turistica e culturale con importanti ricadute economiche".

Lo scrive il sindaco Napoli sui social.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 03/03/2023

Salerno, al Castello di Arechi fotografia e poesia in mostra

“La mia donna: il ritratto di poesia” è la mostra che domenica 5 marzo alle 10:30 viene inaugurata al Museo provinciale del Castello di Arechi con le foto di Sossio Mormile e le poesie di Elvira Venosi. Patrocinata dalla Provincia di Salerno, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 31 marzo.

Dopo i saluti istituzionali del Consigliere provinciale delegato alle Politiche Culturali, Francesco Morra, si terrà il reading poetico, moderato dal giornalista Franco Bruno Vitolo. Non le donne, ma la Donna al centro dell’analisi fotografica di Mormile sul mondo femminile, con una selezione di fotografie realizzate dal 1976 ad oggi, alle quali la Venosi ha abbinato poesie su una visione amorosa ed erotica tutta in rosa.

Tutte le foto in esposizione sono scansioni da stampe fotografiche analogiche ai cristalli d’argento e colori, mentre le poesie esposte sono inedite ed edite, tratte dalle raccolte “Rea d’Amore” e “Ceneri ardenti”. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal giorno dell’inaugurazione e fino al 31 marzo, nei giorni di apertura del Castello Arechi, cioè dal martedì al sabato dalle 9 alle 17 e la domenica dalle 9 alle 15.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 10/05/2026

"È un pasticcio saporito": la ricetta perfetta di Rossini al Verdi di Salerno

C’è una battuta ne Il signor Bruschino che sembra racchiudere l’intera filosofia rossiniana: "È un pasticcio saporito". Non è soltanto un passaggio brillante della farsa giocosa andata in scena venerdì 8 maggio al Teatro Verdi di Salerno, ma una vera dichiarazione poetica. Perché il giovane Gioachino Rossini, appena ventunenne quando compose quest’opera nel 1813 per il Teatro San Moisè di Venezia, aveva già intuito che il teatro musicale potesse funzionare come una grande cucina alchemica: ingredienti diversi, equivoci, ritmo, leggerezza, sorpresa, sapientemente amalgamati fino a creare un meccanismo perfetto.

E Rossini, del resto, fu gastronomo autentico prima ancora che gourmet celebrato. La sua esistenza è disseminata di ricette leggendarie, tournedos dedicati al suo nome, maccheroni sublimati, foie gras, tartufi, champagne e convivialità elevate ad arte. La cucina, per lui, era sicuramente semplice piacere sensoriale, ma anche costruzione drammaturgica: equilibrio fra sapidità e dolcezza, fra tempi lunghi e accelerazioni improvvise. Esattamente ciò che avviene ne "Il signor Bruschino", autentico soufflé teatrale dove ogni personaggio entra in scena come un ingrediente destinato a modificare la temperatura dell’intreccio.

Il nuovo allestimento del Teatro Verdi coglie con intelligenza questa natura "culinaria" della partitura, restituendo una macchina scenica agile, brillante e perfettamente calibrata. La regia di Raffaele Di Florio evita ogni pesantezza farsesca e punta invece su un’eleganza mobile, fatta di tempi serrati, gestualità precise e un raffinato gioco di dinamiche teatrali. La comicità non viene mai caricata: emerge spontaneamente dal ritmo interno della musica, rispettando quella leggerezza illuministica che rende Rossini così modernamente crudele e ironico. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi accompagnano questa visione con gusto cromatico e fluidità narrativa, senza trasformare la farsa in caricatura. L’impianto visivo resta sempre funzionale alla rapidità drammaturgica, qualità indispensabile in un’opera che vive soprattutto di movimento e precisione.

Sul piano musicale, la direzione di Jordi Bernàcer si distingue per brillantezza e controllo architettonico. Bernàcer comprende che "Il signor Bruschino" non è soltanto una "piccola" opera giovanile, ma un laboratorio rossiniano straordinario, nel quale sono già presenti molte intuizioni del futuro autore del Barbiere di Siviglia. L’orchestra valorizza con chiarezza le trasparenze timbriche e gli slanci ritmici della partitura, evitando sonorità eccessivamente corpose. Ne emerge un Rossini luminoso, quasi cameristico, ma già capace di invenzioni dirompenti. E proprio l’ouverture rimane uno dei momenti storicamente più rivoluzionari dell’opera: il celebre battito degli archetti sui leggii, gesto percussivo inaudito per l’epoca, conserva ancora oggi una freschezza sorprendente. È il segnale di un compositore disposto a giocare con il teatro e con il pubblico, rompendo continuamente le convenzioni. Ottima la prova dell'Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, chiamata a sostenere una scrittura piena di trappole ritmiche, crescendo improvvisi e dialoghi serratissimi fra buca e palcoscenico. L’ensemble risponde con compattezza e vivacità, mantenendo sempre limpida la linea rossiniana.

Nel cast spicca Carlo Lepore nel ruolo di Gaudenzio, interprete di grande esperienza rossiniana, capace di cesellare fraseggio e tempi comici con naturalezza scenica. Maria Sardarian offre una Sofia vocalmente luminosa, elegante nelle agilità e convincente nella costruzione del personaggio. Di rilievo anche Fabio Capitanucci come Bruschino padre, autorevole e musicalmente saldo, mentre Giulia Lepore tratteggia una Marianna vivace e ben inserita nel tessuto dell’ensemble. Ciò che rende ancora oggi speciale "Il signor Bruschino" è la sua modernità strutturale. La trama, derivata dalla commedia francese "Le fils par hasard, ou Ruse et folie" di Alissan de Chazet e Maurice Ourry e adattata da Giuseppe Maria Foppa, è costruita su identità scambiate, debiti, menzogne e manipolazioni sentimentali. Ma sotto la leggerezza farsesca si intravede già il gusto rossiniano per il caos organizzato, per il vortice sociale in cui nessuno controlla davvero gli eventi.

Ed è qui che ritorna quella frase: "È un pasticcio saporito". Perché Rossini trasforma il disordine in piacere estetico. Ogni equivoco si amalgama all’altro come in una ricetta perfetta; ogni crescendo aggiunge spezie emotive; ogni ensemble diventa una portata sempre più ricca. Alla fine il pubblico non assiste soltanto a una commedia musicale, ma viene invitato a un banchetto teatrale dove ironia, virtuosismo e intelligenza si fondono in un unico sapore. La replica di domenica 10 maggio al Verdi offrirà dunque un’ulteriore occasione per riscoprire un Rossini giovane ma già pienamente consapevole del proprio genio: un compositore capace di trasformare una "farsa giocosa" in un sofisticato laboratorio di teatro musicale moderno.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 21/06/2020

Sulla retta via di Orazio Genovese da Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta

Quando un gruppo sociale si insedia su un territorio e ne possiede il controllo, ecco che allora nascono le strade o meglio le vie di comunicazione. Con il termine di strada si indica sommariamente una striscia di terreno espressamente sistemata per agevolare il transito di pedoni e di veicoli e per facilitare i trasporti e le comunicazioni tra i vari punti di una regione. La strada costituisce uno dei mezzi più efficaci dell’attività umana; essa infatti facilita gli scambi materiali ed intellettuali fra le popolazioni, contribuendo in sommo grado al loro progresso ed al loro benessere.

Le prime strade a sede fissa di cui si abbia notizia certa furono costruite dai Babilonesi, mentre poco si conosce circa le strade presso Egizi, Cartaginesi e Greci, popoli di navigatori che poco si servivano delle comunicazioni terrestri. Maggiori e sicure notizie si hanno sulle strade costruite dai Romani: esse furono per lungo tempo le sole vie di comunicazione fra i vari stati d’Europa e fra questa e i territori dell’Africa e del Medio Oriente.

E proprio dalla interessantissima “storia delle strade” dall’antichità sino ai giorni nostri, Orazio Elio Genovese, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato e produttore di vino d'eccellenza sulle colline salernitane, per la precisione a Sòrdina (frazione del Comune di Salerno) dove nascono le viti di Sanginella, ha deciso di elaborare il suo primo libro, la sua prima ricerca nell’affascinante mondo dei collegamenti stradali e autostradali. Ma come si è passati dalla slitta, alla ruota di pietra arrivando alle automobili con motore a scoppio?

Forse tutto è partito proprio da quel vino “Salernum”, prodotto nell’azienda Agricola Amina a Sòrdina, che nel degustarlo narra dei miti e dei fasti della città di Salerno di cui il Dott. Genovese è innamorato e incuriosito circa le sue origini ancora nebulose e con molti punti interrogativi da chiarire. Suddiviso in cinque capitoli, il libro è intitolato “Dalla Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta, Passando per la Salerno-Reggio Calabria”, un viaggio appassionato e appassionante che ripercorre i cammini dell’antica strada romana di Capua, in particolare nel tratto Salernum-Picentia, sino a toccare la Fratte etrusca e sannitica, la manifattura artigianale del cotto di Rufoli, la Masseria Trinità con la sua Taberna e la sorgente di Fontana Viva con il suo mulino ad acqua, la chiesa di Sòrdina e l’eremo di S. Magno.

L’autore sviluppa nei capitoli centrali interessanti tesi sull’origine e importanza dei luoghi del territorio salernitano nei secoli passati, avvalorando ipotesi frutto di ricerche e di approfondite documentazioni derivanti dalla cartografia, dalle fonti storiche e d’archivio. Forse nuovi tasselli di storia salernitana verranno fuori da questo libro unico nel suo genere e sopratutto originale nel panorama librario locale. Spesso non ci si rende conto dell’immenso patrimonio storico culturale di cui è ricca Salerno con la sua provincia, e solo un corposo lavoro letterario come questo può rendere una minima idea.

La modernità e le avveniristiche vie di comunicazione però vanno spesso sia a scontrarsi sul piano paesaggistico-ambientale, creando disagi e disastri naturalistici, sia a mettere in discussione i principi di unione, coesione e collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, dimenticando perfino il ponte sullo stretto di Messina nel famoso corridoio Helsinki-Valletta che dal punto di vista dello sviluppo della produzione industriale italiana oltre a collegare le due più importanti macroregioni europee, ossia la Pianura Padana e la Baviera, collegherà anche l’area centrale e meridionale attraverso sia l’AV/AC ferroviaria che il tragitto autostradale Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Messina e Palermo.

Genovese un po' disincantato ha dichiarato nel manoscritto: “Attraverso il mio modesto lavoro ho cercato di trasmettere dei saperi che spesso nemmeno i salernitani conoscono, in particolare la ricostruzione delle arcaiche origini della collina di Montevetrano, grazie alle ricerche di noti studiosi accademici o di dirigenti che operano nel settore dei beni culturali. Se solo si riuscisse a mettere in rete la storia, ma anche la cultura, l’enogastronomia e i saperi dei luoghi descritti, gli stessi, con le opportunità offerte dal grande asse viario Europeo Helsinki-Valletta, potrebbero diventare dei piccoli attrattori turistici e come tali fonti di reddito”. La narrazione è piacevole nonostante l’argomento sia impegnativo. Complimenti all’autore, appassionato cultore della sua terra, alla quale si spera dedicherà ancora numerose pubblicazioni.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...